Picnic POstNL

Crisi Picnic-PostNL, una spirale negativa molto pericolosa

11.08.2026
6 min
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Mai una squadra WorldTour aveva attraversato una crisi tanto profonda? Forse è una provocazione, ma il paragone con l’Astana di qualche anno fa viene naturale. Oggi la Picnic PostNL non è soltanto lontana dalla zona che vale la permanenza nel WorldTour: è anche scivolata ai margini della top 30 del ranking UCI, quella soglia che dal 2026 è diventata particolarmente importante per i ProTeam che puntano alle wild card dei Grandi Giri.

Come mai la Picnic PostNL si è ritrovata in questa situazione? Cosa è cambiato nell’arco di pochi mesi? Nel 2025 aveva chiuso il ranking al 17° posto, non certo nelle zone nobili della classifica, ma comunque con un margine sufficiente per restare nel lotto WorldTour. Oggi il quadro è completamente diverso. Proviamo a ricostruirlo.

Il concetto non è: la Picnic è scarsa. Ma come può una WorldTeam uscire da una spirale nella quale mercato, risultati, punti e situazione economica finiscono per alimentarsi a vicenda?

Picnic POstNL
Al Tour la Picnic è stata l’ultima squadra per raccolta punti UCI: appena 95. La UAE, tanto per fare un paragone, ne ha guadagnati 5.565
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Al Tour la Picnic è stata l’ultima squadra per raccolta punti UCI: appena 95. La UAE, tanto per fare un paragone, ne ha guadagnati 5.565

Mercato al ribasso

Il primo elemento è il mercato. La Picnic PostNL ha perso diversi corridori importanti, ma soprattutto tre uomini che garantivano un bottino pesante di punti: Romain Bardet, Oscar Onley e Tobias Lund Andresen. Bardet era un totem del team e, pur avendo chiuso la carriera su strada, garantiva ancora un contributo prezioso. A proposito, a Bardet vanno i nostri auguri dopo l’incidente in discesa gravel.

Poi sono partiti i due giovani che rappresentavano il futuro immediato. Onley, protagonista di una grande stagione 2025, ha scelto la Ineos Grenadiers, mentre Lund Andresen è passato alla Decathlon-CMA. Il danese, tra l’altro, aveva già dimostrato di poter essere un corridore da vittorie e piazzamenti pesanti. Solo questi tre addii rappresentavano oltre 2.700 punti nel bilancio dei trasferimenti.

E al loro posto chi è arrivato? Nessun big. Una rosa sicuramente ringiovanita, ma essere giovani non è automaticamente sinonimo di successo. Tra gli otto ragazzi saliti in prima squadra, i due nomi più interessanti erano James Knox, proveniente dalla Soudal Quick-Step, e il francese Alexy Faure-Prost, talento interessante arrivato dalla precedente Intermarché-Wanty. Da segnalare anche Mattia Gaffuri, che però proveniva dallo Swatt Club e quindi da un percorso completamente diverso rispetto a quello di un corridore già formato nel WorldTour.

E forse la cosa forse ancor più grave è che in questa situazione di scarsità non c’è stato un rifornimento adeguato dal settore giovanile. Dal Development Team Picnic PostNL, infatti, è arrivato solo Oliver Peace.

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Per il team manager Iwan Spekenbrink, decisamente una bella gatta da pelare
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Per il team manager Iwan Spekenbrink, decisamente una bella gatta da pelare

Allarme dall’Olanda

Poi c’è il capitolo economico, che rende il quadro ancora più delicato relativo al main sponsor. Il problema non è semplicemente dire che Picnic perde soldi e quindi la squadra è in difficoltà: il rapporto tra le due cose va maneggiato con cautela. Ma i numeri raccontano comunque una situazione che merita attenzione.

La catena olandese di supermercati online, appunto Picnic, che sostiene il team da 2024, ha chiuso il 2025 con una perdita di 272 milioni di euro. Nei dieci anni di attività Picnic ha sempre registrato un risultato negativo e le perdite complessive hanno raggiunto quota 1,25 miliardi. Il fatturato, però, è cresciuto del 24 per cento, arrivando a 1,9 miliardi di euro. Sono numeri che ha riporato il magazine olandese WielerFlits. Picnic un’azienda che continua quindi a investire per crescere, tra nuovi centri di distribuzione, veicoli, automazione e sviluppo commerciale. Il punto è un altro: quanto a lungo sarà sostenibile un progetto sportivo di alto livello in questo contesto relativamente al team ciclistico?

Una risposta importante è arrivato già dall’UCI. Per il triennio 2026-2028 la Commissione Licenze ha concesso alla Picnic PostNL una licenza WorldTour di un solo anno, imponendo condizioni sul criterio finanziario per poterla estendere al 2027 e al 2028. La stessa condizione riguarda anche la formazione femminile. Non significa che la squadra sia destinata a sparire, ma certifica che sul piano economico esiste un dossier da monitorare. E determinanti saranno questi prossimi mesi. Determinati nel senso che si attendono più risposte finanziare che di rendimento sportivo.

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Pavel Bittner è l’atleta della Picnic con più punti UCI: 1.200 punti e 68ª posizione
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Pavel Bittner è l’atleta della Picnic con più punti UCI: 1.200 punti e 68ª posizione

Ranking UCI impietoso

A questa situazione bisogna aggiungere il rendimento sportivo. E qui il quadro diventa ancora più pesante. La Picnic PostNL ha corso Giro d’Italia e Tour de France, corse che pagano bene, eppure non è riuscita a trasformare la presenza nei due Grandi Giri in un bottino significativo. Sapete quante vittorie ha conquistato la Picnic nel 2026? Una sola, quella di Casper van Uden nella quinta tappa del Giro di Turchia.

Il dato è impietoso perché una squadra WorldTour, anche in una stagione complicata, ha bisogno di costruire punti praticamente ovunque: nelle corse a tappe, nelle classiche, nelle fughe, nei piazzamenti, nei giorni in maglia… Se manca il corridore capace di vincere con continuità, bisogna compensare con profondità e regolarità. O andando a caccia dei piazzamenti come ha fatto l’Astana due anni fa. E oggi alla Picnic sembra mancare soprattutto questo secondo elemento.

Il quadro pertanto dice che il ranking UCI è pressoché tragico. La Picnic è ventinovesima, dietro alla Bardiani-CSF, che ha 123 punti di vantaggio, e davanti alla MBH Bank, neonato Pro Team, ma di soli tre punti. Per fortuna sua, la 31ª squadra, la Ling Nig Star (squadra cinese) è dietro di oltre 250 punti e anche se in Asia adesso ricominceranno molte gare sono competizioni che pagano relativamente poco.

Ma soprattutto c’è il dato che riguarda la permanenza nel WorldTour: secondo gli aggiornamenti più recenti, il distacco dalla 18ª posizione è ormai superiore ai 4.000 punti. Siamo soltanto al primo anno del triennio, quindi il verdetto non può essere pronunciato oggi e la strada è lunga. Ma recuperare una voragine simile richiede una trasformazione radicale del rendimento.

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Van Uden sin qui ha firmato l’unica vittoria della Picnic in questa stagione
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Van Uden sin qui ha firmato l’unica vittoria della Picnic in questa stagione

E adesso?

La domanda vera diventa dunque questa: dove può trovare la Picnic PostNL la svolta? Non basta un corridore che improvvisamente vinca una corsa. Servirebbe probabilmente una combinazione di fattori: recuperare gli uomini più importanti dagli infortuni e dai problemi fisici, far crescere rapidamente i giovani, trovare continuità nei piazzamenti e, soprattutto, tornare ad avere uno o due corridori capaci di produrre un volume consistente di punti.

Ed è proprio questo l’aspetto che rende la situazione diversa da quella di altre squadre finite in difficoltà. L’Astana, nei momenti più complicati, riuscì a reagire anche attraverso una vera e propria corsa ai punti. La Picnic oggi non sembra avere ancora l’uomo o gli uomini capaci di innescare quel meccanismo.

Il tempo, però, c’è. Siamo soltanto all’inizio del triennio e davanti restano ancora due stagioni intere e una parte di questa. Ma il primo passo dovrà essere invertire immediatamente la tendenza. Perché recuperare una stagione negativa è difficile. Recuperare una crisi di questa portata, invece, è un’impresa tosta, tosta.