Richard Carapaz, Alpe d'Huez Sarenne

Il sigillo di Carapaz e la lotta finale per le maglie

25.07.2026
5 min
Salva

ALPE D’HUEZ (Francia) – Il secondo arrivo in cima alla montagna simbolo del Tour de France e della sua grandezza sorride alla maglia a pois, Richard Carapaz. Una vittoria che arriva dopo una giornata passata all’attacco, con l’obiettivo di chiudere i giochi per la classifica dedicata ai GPM. L’ecuadoregno della EF Education-EasyPost ha conquistato tre delle quattro scalate previste in questa penultima tappa della Grande Boucle. 65 sui 70 punti a disposizione, chiudendo i giochi già in cima al Col du Galibier. 

Verso l’ultimo GPM Richard Carapaz ha pagato le fatiche della giornata e di quelle passate, dove è andato sempre all’attacco sfruttando una condizione sempre in crescendo. Anche il campione olimpico di Tokyo ha sofferto però, con una rincorsa estenuante a Sepp Kuss che era scollinato per primo sul Col de Sarenne e sembrava lanciato verso la vittoria. Invece due curve sbagliate, di cui una con un brivido ben più grande di quanto percepito dagli schermi, hanno fatto sì che Carapaz si ritrovasse improvvisamente davanti.

«Stavo spingendo al limite a tal punto da sbagliare la traiettoria in curva – ha dichiarato Kuss dopo l’arrivo – è stato spaventoso. Probabilmente la mia famiglia che mi guardava da casa si è un po’ preoccupata, ma queste sono le corse. Ci tenevo a vincere per ripagare la squadra degli sforzi fatti. Purtroppo non ci sono riuscito, ma possiamo essere fieri di come abbiamo gestito la situazione dopo l’addio di Vingegaard».

Quattro chilometri

Un continuo sali e scendi ha portato la corsa al tratto in discesa dove Kuss ha sbagliato una curva difficile da leggere, soprattutto dopo 170 chilometri e quasi 5.000 metri di dislivello alle spalle. Al termine di questo tratto la strada è poi tornata a salire verso la cima dell’Alpe d’Huez, sotto alla quale è arrivata la seconda vittoria in tre giorni per Richard Carapaz

«Conoscevo la discesa perché stamattina l’abbiamo fatta in macchina per andare alla partenza – racconta nella zona mista la maglia a pois – sapevo di poter rientrare. Per tutta la salita finale ho tenuto un distacco di sei o sette secondi da Sepp Kuss. Sapevo di avere le gambe giuste e di poter cercare la vittoria, ma ho dovuto correre in maniera differente rispetto al solito. Mi sono gestito bene e sono rimasto concentrato, negli ultimi quattro chilometri ho sofferto tanto, chi li conosce sa che sembrano non finire mai».

Richard Carapaz, Alpe d'Huez
Carapaz ha conquistato 65 dei 70 punti disponibili per la classifica dei GPM, conquistando la sua seconda maglia a pois in carriera
Richard Carapaz, Alpe d'Huez
Carapaz ha conquistato 65 dei 70 punti disponibili per la classifica dei GPM, conquistando la sua seconda maglia a pois in carriera

Un altro traguardo

Il Tour de France è entrato nei pensieri di Richard Carapaz nell’esatto momento in cui ha dovuto rinunciare al Giro d’Italia. A Barcellona l’ecuadoregno partiva con tanti dubbi a proposito dei propri obiettivi, senza sapere che forma dare al suo Tour de France è stato bravo a plasmarlo tappa dopo tappa. Trovando nell’ultima settimana di questa Grande Boucle un senso a tutte le sue fatiche e al suo lavoro.

«Per quanto mi riguarda sono molto contento di quest’ultima settimana – racconta Carapaz – sapevamo sarebbe stata dura, ma è anche la mia preferita. Tante tappe di montagna, molte occasioni per provare a fare del nostro meglio. E’ bello ritrovare la maglia a pois due anni dopo (l’altra volta era stato al Tour del 2024, ndr), anche quella volta avevamo faticato parecchio. Oggi si giocavano diversi obiettivi, c’erano tanti interessi diversi in gara, ormai si lotta su tutto in questo ciclismo. Insieme alla squadra abbiamo gestito al meglio le energie, arrivando nella terza settimana al massimo della forma».

Tour de France 2026, Tadej Pogacar, Isaac Del Toro, maglia gialla, maglia bianca, Alpe d'Huez, tappa 20
Il UAE Team Emirates e Tadej Pogacar hanno corso per difendere la maglia bianca e il terzo posto di Del Toro, i due domani saliranno insieme sul podio a Parigi
Tour de France 2026, Tadej Pogacar, Isaac Del Toro, maglia gialla, maglia bianca, Alpe d'Huez, tappa 20
Tadej Pogacar ha corso per difendere la maglia bianca e il terzo posto di Del Toro, i due domani saliranno insieme sul podio a Parigi

Del Toro e un gregario di lusso

Isaac Del Toro ha resistito all’attacco di Paul Seixas e della Decathlon CMA CGM, la formazione francese in maniera disordinata ha provato a sfilare la maglia bianca al messicano. Quando però al tuo fianco si schiera un corridore come Tadej Pogacar diventa difficile per gli altri pretendenti al titolo. Lo sloveno ha gestito la situazione, dettando spesso il ritmo e seguendo il giovane compagno di squadra come un’ombra. 

«Oggi per quello che ho visto sia la squadra che Tadej Pogacar – dice Del Toro – hanno lavorato per difendere la maglia bianca e il podio. Nell’ultima salita la Decathlon ha tentato un attacco ma si capiva che dall’atteggiamento era un tentativo difficile. Sono contento di aver trovato le forze, sia per resistere ma anche per avvantaggiarmi, in un Tour così duro ognuno si trova a fare i conti con gli sforzi fatti. E’ un risultato molto importante per me, la squadra e per tutto il Messico».

Tour de France 2026, Mads Pedersen, Lidl-Trek, maglia verde
Mads Pedersen dipinge un altro capolavoro monumentale e con la vittoria del traguardo volante di Saint-Julien-Mont-Denis chiude i giochi per la maglia verde
Tour de France 2026, Mads Pedersen, Lidl-Trek, maglia verde
Mads Pedersen dipinge un altro capolavoro monumentale e con la vittoria del traguardo volante di Saint-Julien-Mont-Denis chiude i giochi per la maglia verde

Il gigante Pedersen

Nei verdetti di questa ventesima tappa del Tour de France c’è spazio per un solido Mads Pedersen, con un lavoro gigantesco il passista della Lidl-Trek ha trovato quei 25 punti che gli mancavo per chiudere i giochi della maglia verde. Il capolavoro lo ha fatto nel corso delle ultime tre tappe, ma sulla Croix de Fer ha tirato fuori l’asso dalla manica. 

«Si è tratta di una giornata davvero dura – spiega Mads Pedersen – non è stato semplice ma avevo detto al mio direttore sportivo che oggi avrei scollinato con i primi sulla Croix de Fer. Tanta sicurezza può sembrare quasi arroganza, ma avere fiducia nei propri mezzi aiuta a facilitare il lavoro. Domani sarà una giornata di festa, capirò cosa fare una volta partiti. C’è da fare i conti con la stanchezza di questi giorni».