Giro della Valle d'Aosta 2026, 1a tappa, cronoscalata Passy-Passy Plaine-Joux, Henrique Bravo, Riccardo Moret

Valle d’Aosta: il giorno di Bravo, ma Bock ha un solo secondo

16.07.2026
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PASSY PLAINE-JOUX (Francia) – La storia di Henrique Bravo che vi avevamo raccontata alla fine del Giro Next Gen ha un nuovo capitolo, appena scritto dal piccolo scalatore della Soudal Quick-Step development nella crono di apertura del Giro della Valle d’Aosta. Un bel caldo torrido giù nella piana e davanti il Monte Bianco che lasciava intuire la sua sofferenza nella forma di ghiacciai sempre più alti e scuri, quando Bravo è scattato dalla rampa di Passy, lasciando intuire che al contrario di quanto accaduto all’Aquila, questa volta la scena sarebbe stata sua.

Tempo all’arrivo di 26’25″250 alla media di 23,485, il brasiliano si è seduto sulla hot seat e si è visto scorrere davanti il resto del gruppo, evitando di sorridere troppo in un vano esercizio di scaramanzia. Quando Bock è finito dietro per un solo secondo e Ramirez ha dovuto incassarne 28, è stato chiaro che nessuno di quelli che dovevano ancora arrivare sarebbero stati in grado di batterlo. E allora anche Bravo ha sorriso. Nella crono finale del Giro aveva chiuso 16° a 1’17” da Finn, questa volta la musica e il percorso sono stati totalmente diversi, ma i distacchi in testa sono così esigui che nessuno potrà dormire sonni tranquilli.

«Avevo buone sensazioni prima di venire qui – dice Bravo con il sorriso incantato di chi è a un passo dal sogno – quindi era già un obiettivo fare un buon tempo e credo di esserci riuscito. Stamattina non ho potuto provare il percorso, perché con l’hotel in Italia abbiamo impiegato parecchio tempo. Per cui sono partito e per la prima volta l’ho fatta in gara. E’ stata una prova dura, lo conferma il mal di gambe. In queste crono non c’è tattica, solo andare a tutta».

Rookies senza Finn

Il Giro della Valle d’Aosta è partito dalla Francia con una cronoscalata di 10,5 chilometri che ha chiamato allo scoperto i corridori più attesi: quelli usciti bene dal Giro Next Gen e che magari poi tireranno dritto fino al Tour de l’Avenir. Al raduno di partenza, l’organizzatore Riccardo Moret si aggirava super tranquillo fra i suoi uomini, perché la crono non mette la stessa tensione di una prova di gruppo.

Poco distante, Cesare Benedetti sorrideva dicendo che anche gli altri della Red Bull Rookies avrebbero avuto qualche chance in assenza di Lorenzo Finn. Il secondo posto di Bock a un secondo da Bravo dice che Benedetti aveva ragione. Il campione del mondo invece si è concesso una vacanza in Grecia e farà presto rotta sull’altura in preparazione dell’Avenir. La sua assenza si noterà, il miglior italiano di oggi al traguardo è stato Alessandro Cattani, arrivato al 14° posto a 1’47” dal vincitore.

«E’ stata una crono particolarmente dura – ha commentato il ventunenne della Technipes dall’alto del suo metro e 91 – e alla fine sono riuscito a gestirla abbastanza bene, sono contento. Dopo un periodo di riposo e allenamento in altura a Sestriere, mi sento bene e pronto a combattere nei prossimi giorni. Non mi ero prefissato un risultato in particolare, ma sentivo che la gamba girava bene…».

La famiglia in Brasile

Accanto a Henrique Bravo, suo padre e sua madre vigilano e gli forniscono i tempi dei rivali. La donna cela senza neppure troppo impegno una bandiera brasiliana, che tirerà fuori sotto al podio, suo padre invece lo troviamo che chiacchiera con Cisneros. Il messicano, ugualmente di maglia Soudal Quick-Step development, è arrivato accasciandosi a terra, aprendo la bocca come per far uscire un dolore troppo grande per restare dentro il suo torace così esile.

Ma i corridori sono così: dopo dieci minuti riprendono vita e colore e così il messicano, che a detta di molti è l’erede designato di Del Toro, adesso è lì che conversa con la coppia brasiliana che ha raggiunto il figlio in una lunghissima vacanza italiana. Henrique vive da un anno a Girona, loro sono rimasti a Nova Lima, nella regione di Belo Horizonte, con una ricca storia legata all’estrazione di oro e ferro.

«Per me il Val d’Aosta è una gara molto bella e molto dura – ci spiega intanto Bravo – e per questo mi piace molto. E’ il secondo anno che lo corro, quindi sono felice di essere tornato. L’obiettivo principale è la classifica generale, però anche vincere una tappa è un grande traguardo. Spero che la forma mi regga. Gli avversari sono molto forti, quindi alla fine ogni secondo farà la differenza. Oggi ho vinto per uno soltanto e anche se indosso la maglia, cercherò di prendere più vantaggio. Li conosco bene, corriamo contro già dallo scorso anno. Ramirez ha fatto secondo al Giro, io terzo. Mi sento bene anche io e questa vittoria mi ha dato tanto morale».

L’inseguitore e la salita

Fra le chicche di questo Giro di Valle d’Aosta, la presenza di Etienne Grimod al via ha proposto un insolito test. Un metro e 92 e peso over 80 chili, come ama dire lui per primo, l’unico valdostano del gruppo ha chiuso con un ritardo di 4’21” da Bravo, ma ha completato la sua prova alla media di 6,5 watt/kg, che per un gigante come lui – fresco reduce dagli europei U23 di Cottbus su pista – è un valore di tutto rispetto.

«Cosa c’entra girare tutto questo con la pista? Lo sforzo in pista – sorride mentre cerca di riprendere fiato – è circa 6 volte minore, perché faccio 4 minuti di sforzo, non 30-31 come oggi. Però sono felice, ho fatto i miei record sui 20 minuti e sulla mezz’ora e questo vuol dire che comunque ne sono uscito bene. Alla fine l’obiettivo è finire il Giro e trovare una bella gamba anche per i prossimi appuntamenti.

«Sono un valdostano fake, sono nato nel posto sbagliato. Il mio rapporto con la salita è buono finché si va piano, mentre quando si inizia ad andare forte, ho molte difficoltà a causa del mio peso. Sono over 80 chili, non penso che ci sia un altro così pesante al Giro della Valle d’Aosta. Soffrirò, ma cercherò di portarlo a termine».

I suoi prossimi obiettivi sono finire la corsa, arrivare alla tappa di casa (quella di sabato a Saint Christophe), poi la Sei Giorni di Fiorenzuola, quindi l’italiano in pista, quello della cronosquadre e un ritiro a Livigno con la nazionale per il mondiale elite su pista in Cina. Obiettivi che qui davanti al colosso bianco sembrano davvero insoliti. Qui da domani, la cosa è certa, combatteranno a colpi di scatti da togliere il fiato. Noi per il momento andiamo a metterci in coda per rientrare in Italia: la coda al traforo del Monte Bianco pare sia di circa due ore…