Azzurri dominanti a Cottbus, per Villa la pista è in buone mani…

Azzurri padroni a Cottbus, per Villa la pista è in buone mani…

15.07.2026
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Gli europei su pista per juniores e under 23 di Cottbus (GER) sono stati un autentico tripudio per il ciclismo italiano. Mai nel medagliere avevamo avuto un dominio così schiacciate: 14 medaglie d’oro con i padroni di casa tedeschi staccati di 5 lunghezze, primato anche nel totale di medaglie vinte, 27, ancora 5 più della Russia tornata in forze (anche se sempre sotto la dizione Atleti Individuali Neutrali).

Le premesse erano molto positive, ma certamente non in questi termini. Marco Villa, responsabile insieme a Diego Bragato delle ragazze Elite era a Cottbus e ha seguito da vicino tutta la rassegna, giudicando le sei giornate di gara dall’alto della sua lunghissima esperienza nel campo e il bottino non lo sorprende più di tanto.

Marco Villa era con tutti i tecnici azzurri a Cottbus, per l'ennesima trionfale campagna azzurra (foto UEC)
Marco Villa era con tutti i tecnici azzurri a Cottbus, per l’ennesima trionfale campagna azzurra (foto UEC)
Marco Villa era con tutti i tecnici azzurri a Cottbus, per l'ennesima trionfale campagna azzurra (foto UEC)
Marco Villa era con tutti i tecnici azzurri a Cottbus, per l’ennesima trionfale campagna azzurra (foto UEC)

«Con gli juniores sappiamo che lavoriamo bene, abbiamo messo a punto una metodologia che ci fa primeggiare da anni. Dipende dai ragazzi ma anche dalla collaborazione delle squadre e delle famiglie, senza i loro sacrifici non si potrebbe far nulla. Questo sistema ha permesso di guadagnarci il rispetto e la fiducia dei team che ci danno in mano corridori che a loro costano tanto e vogliono che dopo 3-4 giorni di pista ritornino competitivi. Vedono quel che avviene ai massimi livelli, i successi della generazione di Viviani, Ganna, Milan e ci lasciano i ragazzi per 1-2 settimane, che è il tempo che ci richiedono questi campionati».

E’ un discorso che si ripercuote quindi anche sugli under 23?

Sicuramente, ma lì eravamo già più preparati perché è una categoria di quattro anni, avevamo secondi e terzi anni che sono maturati molto, che hanno già fatto anche competizioni con gli Elite. Predomo è al quarto anno, la Venturelli al terzo ed è già campionessa del mondo Elite, sapevamo già di avere qui un certo livello.

Filippo Cusumano, terzo nello sprint (2° Ghirelli) e nel team sprint, un altro talento della velocità
Filippo Cusumano, terzo nello sprint (2° Ghirelli) e nel team sprint, un altro talento della velocità
Filippo Cusumano, terzo nello sprint (2° Ghirelli) e nel team sprint, un altro talento della velocità
Filippo Cusumano, terzo nello sprint (2° Ghirelli) e nel team sprint, un altro talento della velocità
La cosa che colpisce è che siamo stati protagonisti dappertutto, in tutte le categorie e specialità…

E’ in questo che abbiamo conferma che la metodologia funziona, perché ci ha permesso di lavorare in tutti i settori. Siamo partiti con la medaglia di Viviani nell’omnium più di 10 anni fa, poi la medaglia d’oro olimpica nel quartetto, poi quella mondiale nelle donne. La Federazione aveva deciso di investire tanto anche sulle specialità veloci e l’entusiasmo di Quaranta ha fatto sì che anche questo settore sia cresciuto notevolmente.

Non è solo questione di elementi però…

No, riguarda anche la parte tecnica. Siamo riusciti ad avere materiali sempre più competitivi, grazie anche agli sponsor con Pinarello che migliora le nostre bici ogni quadriennio, le ruote, i contributi di Campagnolo, Vittoria. Proviamo di continuo materiale nuovo e sempre più all’avanguardia. Insomma, non stiamo lasciando niente al caso e da Tokyo, quando abbiamo vinto per un decimo la medaglia d’oro, ad oggi abbiamo intrapreso quella pignoleria che serve a questi livelli essere competitivi.

L'importanza dei materiali è per Villa fondamentale nella crescita azzurra su pista (foto UEC)
L’importanza dei materiali è per Villa fondamentale nella crescita azzurra su pista (foto UEC)
L'importanza dei materiali è per Villa fondamentale nella crescita azzurra su pista (foto UEC)
L’importanza dei materiali è per Villa fondamentale nella crescita azzurra su pista (foto UEC)
Vi siete impauriti per la caduta della Venturelli?

Ci ha abituato a farci spaventare… Aveva deciso all’ultimo di venire perché le hanno cancellato il Baloise come programma di squadra. Essendo un po’ disabituata, abbiamo cercato di farle fare specialità non rischiosissime. La forma c’era, visti gli ori in inseguimento e corsa a punti, forse l’unica rischiosa era l’eliminazione dell’omnium, ma non c’è arrivata. E’ caduta nello scratch stando dietro, investendo altre che erano cadute davanti, non poteva far nulla.

Ha commesso errori tecnici?

Assolutamente no. Andava piano, ma su una pista in cemento quando cadi l’abrasione ci sta sempre. Ha picchiato la testa, il collo, ieri mi ha mandato una foto con un collarino da indossare per due o tre giorni per aiutare a recuperare meglio. Un po’ sfortunatella, ma è sempre brava ad esserci e i risultati dicono che il valore non si discute.

A Cottbus l'Italia ha portato a casa 14 ori, 7 argenti e 5 bronzi, dominando il medagliere (foto UEC)
A Cottbus l’Italia ha portato a casa 14 ori, 7 argenti e 5 bronzi, dominando il medagliere (foto UEC)
A Cottbus l'Italia ha portato a casa 14 ori, 7 argenti e 5 bronzi, dominando il medagliere (foto UEC)
A Cottbus l’Italia ha portato a casa 14 ori, 7 argenti e 5 bronzi, dominando il medagliere (foto UEC)
Senza fare una scala dei valori tra tutti i corridori, ha colpito molto però Padovan per i suoi risultati: oro nel quartetto, oro nell’omnium, argento di un soffio nella madison. Da osservatore esperto, che impressione ne hai avuto?

E’ un bravo ragazzo, veloce, anche resistente, si muove bene nelle gare di gruppo, non ha il fisico di Ganna e Milan, ma anche nel quartetto ha fatto la sua parte. E’ il perfetto atleta per le Olimpiadi, dove i ragazzi devono andar forte nel quartetto ma devono saper fare omnium e madison. Viviani e Consonni insegnano.

Quanto ha influito il ritorno della Russia?

Individualmente c’era anche prima. Hanno sempre lavorato, facendo base in Spagna o in giro per l’Europa e le gare da atleti neutrali le hanno sempre fatte sia su strada che su pista. Quando arrivano si vede che sulla pista di Mosca lavorano intensamente, anche se non hanno l’attività internazionale di alto livello.

Agata Campana e Matilde Rossignoli, ottime seconde nella madison junior (foto UEC)
Agata Campana e Matilde Rossignoli, ottime seconde nella madison junior su pista (foto UEC)
Agata Campana e Matilde Rossignoli, ottime seconde nella madison junior (foto UEC)
Agata Campana e Matilde Rossignoli, ottime seconde nella madison junior su pista (foto UEC)
Ti hanno invece un po’ deluso i britannici?

No, perché è l’anno in cui hanno i Giochi del Commonwealth e sono concentrati su quelli. Infatti non si sono presentati coi quartetti, ma solo con individualità e le coppie nella madison, Quelli che c’erano, erano competitivi.

Proprio sulla base della tua esperienza, il fatto di avere tanti ragazzi che sono emersi anche in questa rassegna ti dà più ottimismo per come si evolverà la pista italiana?

Stiamo lavorando per questo, consci però che questi risultati sono un punto di partenza, ma per emergere al massimo livello su pista, bisogna progredire tanto e costantemente. Noi abbiamo vinto a Tokyo col record del mondo, tempo tre anni e siamo scesi di due gradini e il record è andato ad altri. E’ normale, bisogna sempre migliorare e non fermarsi mai, ma sappiamo che abbiamo molti elementi sui quali lavorare per farli crescere.