Luca Colnaghi, Trofeo Citta Brescia

Colnaghi e l’atmosfera speciale del Trofeo Città di Brescia

13.07.2026
5 min
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Il sorriso sul volto di Luca Colnaghi raccontava molto più di una semplice vittoria. Al Trofeo Città di Brescia – Memorial Rino Fiori ed Emilio Volpi, una delle corse in più prestigiose e spettacolari del calendario italiano, visto che si corre in notturna, il portacolori della Bardiani-CSF ha trovato il colpo giusto dopo settimane di lavoro durissimo (in apertura foto Rodella).

Ma oltre al successo, a colpire è stata l’atmosfera: migliaia di persone assiepate lungo il circuito, lo strappo gremito come sulle grandi montagne del Giro d’Italia o del Tour de France, fumogeni, motoseghe e un entusiasmo contagioso che ha accompagnato il gruppo fino all’ultimo giro. Una festa del ciclismo che Colnaghi si è goduto fino in fondo e che, adesso, spera possa essere il trampolino per un finale di stagione ricco di opportunità.

Trofeo Citta Brescia
Il Trofeo Città Brescia ha festeggiato l’edizione numero 63 (foto Instagram – Convertini)
Trofeo Citta Brescia
Il Trofeo Città Brescia ha festeggiato l’edizione numero 63 (foto Instagram – Convertini)
Luca, partiamo proprio da questa vittoria. Ti aspettavi di stare così bene, di vincere?

Sì, perché alla fine nell’ultimo mese e mezzo non avevo più corso e avevo in programma soltanto il campionato italiano e il Trofeo Città di Brescia. Ho lavorato veramente a livelli altissimi per il campionato italiano e, di conseguenza, sono arrivato a Brescia in grande condizione, visto che si correva appena pochi giorni dopo. Sapevo di essere al top, perché nell’ultimo mese avevo fatto allenamenti davvero importanti: uno da 316 chilometri e uno da 280. Avevo soltanto quelle due occasioni e ho lavorato al massimo per cercare di sfruttarle.

In effetti sono allenamenti insoliti…

Ho lavorato benissimo, in maniera molto meticolosa, sia in bici sia fuori dalla bici. Onestamente all’inizio non ero brillantissimo, poi però sono venuto fuori nel finale. Probabilmente anche perché quel tipo di gara non è tanto adatto a chi è ormai professionista da anni: è una corsa diversa e magari all’inizio soffri un po’ il ritmo tipico della bagarre tra gli under 23. In ogni caso sapevo che il Trofeo Città di Brescia fosse una gara adatta a me, perché l’avevo già disputata da dilettante. E poi mi diverte tantissimo: l’atmosfera è davvero speciale.

Luca Colnaghi
Luca Colnaghi (classe 1999) è pro’ dal 2021 e vanta due vittorie
Luca Colnaghi
Luca Colnaghi (classe 1999) è pro’ dal 2021 e vanta due vittorie
Appunto, che atmosfera c’è? Di solito quando si corre di sera si tratta di kermesse o circuiti. Questa invece è una corsa vera.

Il Trofeo Città di Brescia è una signora corsa e vincerla non è affatto banale. A detta di molti di noi che arriviamo dal professionismo, una gara così è davvero complicata. Ci sono le migliori squadre italiane under 23, le continental e il ritmo è sempre elevatissimo. Anche per questo negli ultimi anni è diventato un evento vero e proprio. Il pubblico è stato spettacolare.

Ci sono i video del passaggio sullo strappo che sono da brividi. Roba da Giro e Tour…

Incredibile, veramente! Ho corso anche qualche gara in Belgio e il Città di Brescia non ha niente da invidiare alle classiche lassù. L’ho detto anche nell’intervista dopo l’arrivo: un grazie all’organizzazione e a tutto il pubblico, perché è stato davvero spettacolare. Quando passavi sullo strappo sembrava quasi di non sentire la fatica.

Ed è sempre stato così intenso quel pubblico?

Sì, dall’inizio alla fine. Poi sono stati anche bravissimi a gestire l’atmosfera, perché giro dopo giro hanno iniziato con i fumogeni, le motoseghe e hanno fatto crescere ancora di più il coinvolgimento insieme alla corsa. Ripeto: sono stati veramente spettacolari. Ce la siamo goduta tutti alla grandissima.

Luca Colnaghi, Trofeo Citta Brescia
La gara è partita alle 20,15 dal Castello di Brescia. Si è corso sul ring della città per un totale di 121 km
Luca Colnaghi, Trofeo Citta Brescia
La gara è partita alle 20,15 dal Castello di Brescia. Si è corso sul ring della città per un totale di 121 km
Cosa significa, Luca, correre di notte? Cambia qualcosa tecnicamente, magari in termini di visibilità o di percezione delle distanze?

Cambia parecchio a livello visivo. Forse emerge ancora di più chi è spigliato in gruppo, chi sa muoversi bene, perché con il buio diventa tutto un po’ più complicato. Per quanto riguarda le distanze dalla ruota davanti, invece, onestamente non è stato un grande problema. Anzi, penso di essere stato l’unico, o comunque uno dei pochi, a correre con gli occhiali scuri. Negli ultimi giri vedevo poco o niente, ma quando sei in gruppo hai mille sensi attivi.

Raccontaci il finale, brevemente…

Davanti c’era Samuele Zoccarato e sappiamo tutti che lui ha un motore incredibile. Dietro il ritmo è stato veramente alto e nel finale vedevo la moto davanti a noi: in qualche modo era ancora a tiro e sapevo che da solo sarebbe calato. Ai 500 metri ero in testa, poi è arrivato il mio compagno Ferraro, che è partito lungo e praticamente mi ha tirato la volata. Anch’io sono uscito forte dall’ultima curva e ho lanciato uno sprint lungo, perché davanti c’era ancora Zoccarato. Partire da lontano era l’unico modo per anticipare tutti e riuscire a saltarlo.

Al netto della vittoria, ti è piaciuto correre al buio?

Direi di sì. Sono eventi particolari, da fare magari una o due volte all’anno, però spezzano un po’ la routine delle corse tradizionali.

Luca Colnaghi
Colnaghi ha preso parte al campionato italiano gravel, che ha chiuso all’11° posto (foto Instagram)
Luca Colnaghi
Colnaghi ha preso parte al campionato italiano gravel, che ha chiuso all’11° posto (foto Instagram)
Invece, Luca, come sarà il prosieguo della tua stagione?

Sabato scorso ho preso parte al campionato italiano gravel, giusto per riempire un po’ il mese di luglio, perché per tutto il mese non avrò gare in calendario. La prossima sarà ai primi di agosto, alla TransHimalaya. Dopo, onestamente, non ho la più pallida idea di quale possa essere il mio programma. E mi spiace, perché vorrei correre di più.

Sei in scadenza di contratto?

Esatto, anche per questo non nego che mi piacerebbe avere qualche occasione in più. Alla fine, dopo il Giro di Turchia, ho corso davvero poco: il Circuito del Porto, la Due Giorni Marchigiana con il gruppo dei dilettanti e poi, fino al campionato italiano, non ho più gareggiato. Dopo il campionato italiano ho disputato soltanto queste due corse: il Trofeo Città di Brescia e il tricolore gravel.

Però il finale di stagione è ricco di gare in Italia…

Speriamo di esserci, anche perché ci sono corse come la Coppa Bernocchi, Peccioli e il Matteotti nelle quali, se sto bene come al campionato italiano, posso dire la mia. Spero davvero di poterle fare.