Giro d'Italia 2026, Davide Piganzoli

Piganzoli una sorpresa? Il suo preparatore dice di no

01.06.2026
6 min
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ROMA – Incontriamo Ellena camminando nel piazzale dei pullman. Il direttore sportivo del Team Polti-VisitMalta, scherzando ama dire di essere stato il primo a veder vincere Piganzoli tra i professionisti e con la memoria va alla tappa del Tour of Antalya del 2024. Nel clan della squadra di Basso e Contador si guarda alle prestazioni del valtellinese con orgoglio e un pizzico di compiacimento.

L’attenzione per lo sviluppo progressivo di Piganzoli è stato un argomento di cui abbiamo parlato spesso con lo staff del Team Polti-VisitMalta, ma ora che alle parole stanno seguendo i fatti e che alla Visma Davide è diventato il beniamino di tutti, ne cerchiamo conferma con Giuseppe De Maria che di Piganzoli è stato fino allo scorso anno il preparatore.

«Da quando iniziai a lavorare con lui nel 2022 – racconta – non mi immaginavo nulla di diverso. Piganzoli è sicuramente un grande talento e soprattutto è forte di testa, è un professionista incredibile. Quello che vediamo oggi non stupisce nessuno di noi, era tutto scritto. Ci voleva un po’ di tempo, perché magari rispetto ad altri coetanei, nel primo o secondo anno da under 23 ha avuto bisogno di maturare un po’ di più. Perché prima è stato molto tranquillo dal punto di vista del lavoro».

Giuseppe De Maria, a sinistra, assieme a Carlos Barredo, coordinatore degli allenatori Polti
Giuseppe De Maria, a sinistra, assieme a Carlos Barredo, coordinatore degli allenatori Polti
Giuseppe De Maria, a sinistra, assieme a Carlos Barredo, coordinatore degli allenatori Polti
Giuseppe De Maria, a sinistra, assieme a Carlos Barredo, coordinatore degli allenatori Polti
Secondo te il fatto che abbia fatto l’under 23 in una squadra spagnola può aver inciso sul suo sviluppo?

Parliamo di un corridore da gare a tappe e il calendario spagnolo ne è pieno, tendenzialmente con tappe di montagna e parecchie cronometro. Lui ha fatto più che altro il calendario internazionale, quindi tutte le grandi gare a tappe anche fuori dalla Spagna, però secondo me il suo percorso nella Fundacion Contador è stato perfetto. Allenare in continuazione la gara a tappe è importante.

Negli anni lo abbiamo visto fare degli step abbastanza evidenti: hai riscontri per questa osservazione?

Ogni volta che si facevano un blocco di lavoro e poi un blocco di corse, Piga migliorava dal punto di vista fisico, ma anche mentale. Con l’esperienza ha acquisito consapevolezza. Posso dire che il Piganzoli dello scorso settembre-ottobre era molto vicino a questo. Dopo il Giro del 2025, nella seconda parte di stagione si è dimostrato molto più forte dal punto di vista fisico e anche più consapevole del suo livello e delle sue capacità. Come dire che il rendimento di questo Giro segue una logica ben precisa.

Correre in appooggio a Vingegaard è stato per Piganzoli una grande scuola
Correre in appooggio a Vingegaard è stato per Piganzoli una grande scuola
Correre in appooggio a Vingegaard è stato per Piganzoli una grande scuola
Correre in appooggio a Vingegaard è stato per Piganzoli una grande scuola
Negli ultimi due anni, abbiamo visto Piganzoli fare 13° e 14° al Giro d’Italia: pensi che abbia faticato di più per quei risultati oppure quest’anno tirando per Vingegaard?

Questa è una domanda intelligente. Sicuramente noi avevamo l’esigenza come Team Polti che lui corresse il più possibile. Questo cosa vuol dire? Che la preparazione al Giro viene fatta, però non è come quando prepari solo ed esclusivamente il Giro. Per cui una piccola differenza percentuale di performance c’è ed è inevitabile che ci sia. Per noi, ad esempio, era fondamentale che l’anno scorso facesse il Tour of the Alps prima del Giro, che io ritengo non essere il percorso di avvicinamento perfetto.

Perché?

Perché fai un sacco di fatica, perché l’Alps è durissimo, si corre a meno di due settimane dal Giro, poi il Giro ne dura tre. Quindi è normale che poi ti manchi qualcosa, quello che secondo me ci è successo l’anno scorso. Noi avevamo bisogno di lui, Piga è andato forte al Tour of the Alps e poi è andato bene al Giro. Quest’anno ha preparato la Parigi-Nizza e poi solo il Giro, con tanta altura. E’ arrivato fresco e allenato. La squadra lo ha tenuto nelle prime dieci posizioni per tutto il Giro, per questo volava.

Non siamo in casa Bora-Hansgrohe, ma quello che hai detto sul Tour of the Alps fa pensare a quel che è successo a Pellizzari.

Non siamo in casa loro, appunto, quindi non conosco come hanno lavorato. Posso solamente dire il mio parere e all’inizio stagione ho visto Giulio correre tanto e poi mi ha sorpreso vederlo al Tour of the Alps, sapendo che doveva preparare il Giro d’Italia che dura tre settimane. Ripeto: non so come hanno lavorato, ma secondo me non è stato l’avvicinamento ideale per uno che deve fare classifica.

Diversità di attese fra Pellizzari e Piganzoli: il valtellinese ha potuto correre il Giro con meno pressione
Diversità di attese fra Pellizzari e Piganzoli: il valtellinese ha potuto correre il Giro con meno pressione
Diversità di attese fra Pellizzari e Piganzoli: il valtellinese ha potuto correre il Giro con meno pressione
Diversità di attese fra Pellizzari e Piganzoli: il valtellinese ha potuto correre il Giro con meno pressione
Abbiamo visto il Piganzoli scalatore e anche il cronoman: credi che su questo secondo aspetto abbia dei margini?

Sì, soprattutto in queste grandi squadre dove hanno la capacità di fare ricerca e di spostare il livello sempre più alto, dove anche la tecnologia incide.

Si può dire che Davide abbia un grosso motore, come si dice di chi va forte nei giri?

Ha un grossissimo motore, ovviamente, perché non c’è altra spiegazione quando sei nei primi dieci al Giro d’Italia. In più, è spinto da una testa incredibile, fortissima, e probabilmente questo è il motivo per il quale progredisce sempre.

Forse proprio la testa spiega il fatto che non abbia mai voluto bruciare le tappe e si sia fidato della squadra e del suo procuratore?

Dite bene. Tanti hanno fretta e spariscono appena sentono le sirene WorldTour. Piganzoli ha voluto fare il suo percorso, ha creduto in noi, ha creduto nel percorso che gli ha proposto Ivan (Basso, ndr), ha creduto sempre nello staff ed è rimasto con noi sino alla fine. Poteva già andare via dopo il 2022, il 2023, il 2024, invece è andato via a fine 2025.

La crono riesce bene a Piganzoli e nella Visma ha trovato la tecnologia necessaria
La crono riesce bene a Piganzoli e nella Visma ha trovato la tecnologia necessaria
La crono riesce bene a Piganzoli e nella Visma ha trovato la tecnologia necessaria
La crono riesce bene a Piganzoli e nella Visma ha trovato la tecnologia necessaria
Piganzoli nasce uomo da Giri, secondo te potrebbe dire la sua nelle gare in linea impegnative?

Davide è il prototipo del corridore da gare a tappe, perfetto per quelle. Però l’anno scorso al Lombardia ha fatto vedere qualcosa di interessante. Ha chiuso sedicesimo, ma a causa di un problema meccanico nel momento in cui il gruppo si è sbriciolato, ha dovuto inseguire tantissimo. Altrimenti quella era una prestazione da primi dieci. Per cui resta un uomo per gare a tappe, ma se c’è salita può arrivare davanti anche nella gara di un giorno.

Non sappiamo come lavori alla Visma, però sembra chiaro che qualcosa sia cambiato, non credi?

Non mi sembra corretto andare a curiosare cosa fanno in casa d’altri e neanche saprei dire bene. Però tendenzialmente sappiamo più o meno quasi tutto di tutti, non c’è nulla di straordinario. Quello che posso dire è che sicuramente hanno messo ordine nelle cose, cioè da noi doveva fare tutte le corse di un giorno che abbiamo a inizio stagione, poi la Tirreno, il Tour of the Alps, il Giro e le classiche italiane di settembre.

Alla Visma corre meno?

E’ chiaro che lì si allena solo per le corse a tappe, quindi come prima cosa corre meno. Secondo, lavora di più sul volume, ma soprattutto sulle basse intensità e arriva più fresco alle corse, magari con l’altura appena conclusa. La grande differenza che posso immaginare è l’ordine che può trovare nella grande squadra rispetto ad una piccola.

Essersi allenato soltanto per il Giro ha portato Piganzoli al via molto fresco
Essersi allenato soltanto per il Giro ha portato Piganzoli al via molto fresco
Essersi allenato soltanto per il Giro ha portato Piganzoli al via molto fresco
Essersi allenato soltanto per il Giro ha portato Piganzoli al via molto fresco
C’era una cosa che Piganzoli, pur così bravo e dedito al lavoro, non gli piacesse fare?

Ha sempre fatto tutto. Magari ogni tanto, se gli mettevo qualche lavoro di forza o qualche lavoro di alta intensità, mi mandava un messaggio ringraziandomi per la bella sfaticata, però ha sempre fatto tutto in maniera impeccabile. Non si può dire nulla neppure sulla nutrizione, sul riposo, sulla ricerca dei materiali, sul miglioramento della posizione da crono. E’ sempre stato il massimo che si possa avere da quel punto di vista.

Che cosa?

Un aspetto molto importante per Piganzoli è la famiglia che ha alle spalle. Sono delle persone veramente a modo, con sani valori e sani principi, e rimangono sempre tutti coi piedi per terra. Anche questo conta, perché spesso si devono fare delle scelte e la famiglia deve restare un punto saldo.