La Giovani Giussanesi di Cheula, con metodi da devo team

La Giovani Giussanesi di Cheula, con metodi da devo team

14.05.2026
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Avevamo lasciato Giampaolo Cheula alla chiusura dell’avventura con la Drone Hopper Androni Giocattoli del compianto Gianni Savio. Lo abbiamo ritrovato sull’ammiraglia del GS Giovani Giussanesi a guidare un manipolo di coraggiosi ragazzi al Tour du Carmausin Segala, importante corsa a tappe francese per juniores e in quei giovanissimi è sembrato di rivedere un po’ quello spirito che ha contraddistinto oltre 10 anni da professionista con un buon numero di vittorie anche proprio in Francia (oltre che alla Corsa della Pace 2006, ultimo italiano a vincerla fra i dilettanti).

Giampaolo Cheula, 46 anni, ha corso fino al 2011. Ora si divide fra il negozio e l'ammiraglia della Giovani Giussanesi
Giampaolo Cheula, 46 anni, ha corso fino al 2011. Ora si divide fra il negozio e l’ammiraglia della Giovani Giussanesi
Giampaolo Cheula, 46 anni, ha corso fino al 2011. Ora si divide fra il negozio e l'ammiraglia della Giovani Giussanesi
Giampaolo Cheula, 46 anni, ha corso fino al 2011. Ora si divide fra il negozio e l’ammiraglia della Giovani Giussanesi

Cheula oggi dedica le giornate al suo negozio di bici a Crodo (VB), ma la passione per il ciclismo non è mai venuta meno: «Quando l’Androni ha chiuso non avevo più tanta voglia di rimanere nel mondo del professionismo. Luca Poggiali e Roberto Brenna, che sono gli ideatori del progetto della Giovani Giussanesi, mi hanno chiesto di iniziare a collaborare con loro, prima in maniera un po’ più marginale. Poi però mi è tornata la passione e devo dire che sto trovando delle belle soddisfazioni nel lavorare con i ragazzi di 17, 18 anni, a cui portare la mia esperienza degli anni passati. Prima come corridore, poi come direttore sportivo nel mondo del professionismo».

Com’è andata la trasferta in Francia?

Noi avevamo già fatto una trasferta a marzo a Barcellona, orientativamente facciamo una trasferta al mese all’estero. E’ un progetto che abbiamo iniziato l’anno scorso, anche perché credo molto nel fatto di fare attività fuori dai confini italiani, portare i ragazzi a fare delle esperienze importanti all’estero, perché si sono decisamente più formative che correre sempre con gli stessi team, con le stesse persone. Almeno in questa maniera riesci a dare un po’ più di stimolo ai ragazzi.

Brustia premiato come miglior giovane al Tour du Carmausin Segala. Ha solo 16 anni
Brustia premiato come miglior giovane al Tour du Carmausin Segala. Ha solo 16 anni
Brustia premiato come miglior giovane al Tour du Carmausin Segala. Ha solo 16 anni
Brustia premiato come miglior giovane al Tour du Carmausin Segala. Ha solo 16 anni
Nello specifico?

Ho dato un’occhiata al calendario UCI, ho visto che in quelle date era una gara papabile, così ho chiesto l’invito e ben volentieri hanno accettato, anche perché avere fra i partenti una squadra italiana per loro è sicuramente importante. Non c’eravamo solo noi, insieme a rappresentative regionali c’erano due squadre spagnole, una irlandese, due inglesi e una olandese. Ai ragazzi è piaciuto molto…

Che cosa dicono i ragazzi di queste vostre trasferte all’estero? Notano la differenza non solo lì, ma anche quando si ritrovano a correre in Italia?

Sicuramente. Noi abbiamo trovato corse decisamente più dure e più impegnative rispetto al calendario italiano. Innanzitutto sotto l’aspetto chilometrico, perché parliamo di 130-135 chilometri con dislivelli da 1.800 a 2.000 metri. E in Italia non ce ne sono tantissime di corse di questo tipo. Anche l’interpretazione della corsa è molto più alla garibaldina, con meno tatticismo e più imprevedibilità. Stanno imparando che non sempre vince il più forte, ma chi osa, il provarci ripaga quasi sempre. L’attendismo non è nei canoni di queste corse.

Il GS Giovani Giussanesi ha già colto 2 vittorie e 3 podi, correndo quasi sempre all'estero
Il GS Giovani Giussanesi ha già colto 2 vittorie e 3 podi, correndo quasi sempre all’estero
Il GS Giovani Giussanesi ha già colto 2 vittorie e 3 podi, correndo quasi sempre all'estero
Il GS Giovani Giussanesi ha già colto 2 vittorie e 3 podi, correndo quasi sempre all’estero
In Francia alla fine avete chiuso con una doppia Top 10 nella classifica generale, quindi un bilancio più che positivo…

Sì, decisamente. Samuele Brustia non solo ha chiuso 5°, ma essendo un primo anno ha vinto anche la classifica dei giovani, poi abbiamo colto il 10° posto con Parianotti, che a Barcellona era stato quinto. Correvano con gente che fa parte dei devo team, quindi si confrontano con realtà ben consolidate e comunque era un’ottima vetrina per il loro futuro, perché non nego che questi corridori sono già stati contattati da queste realtà, il loro comportamento in corsa aveva ben impressionato. D’altronde i talent scout vanno in quelle corse lì, non vanno nelle corse “di campanile”…

Tu hai una grande esperienza nel ciclismo professionistico. Questi ragazzi li vedi in proiezione pronti a fare del ciclismo il loro mestiere?

Indubbiamente la categoria juniores ha un livello molto alto, è qui che i team WorldTour vanno ad attingere per portarli fra gli under 23 che poi tali non sono più, perché con le loro continental corrono già nei vari calendari professionistici. Io ho avuto la fortuna di passare nel gruppo giovani Mapei che aveva già questa concezione: una squadra di under 23 che faceva un calendario di corse minori e mano a mano venivano poi inseriti all’interno del team maggiore in base al proprio percorso. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare così, fare queste esperienze all’estero proprio per far crescere i ragazzi, per far capire loro che c’è molta strada da fare ancora.

Niccolò Muraro in trionfo al Grand Prix de Saint Etienne Loire, dove terzo è finito Brustia
Niccolò Muraro in trionfo al Grand Prix de Saint Etienne Loire, dove terzo è finito Brustia
Niccolò Muraro in trionfo al Grand Prix de Saint Etienne Loire, dove terzo è finito Brustia
Niccolò Muraro in trionfo al Grand Prix de Saint Etienne Loire, dove terzo è finito Brustia
Brustia ha 16 anni ma è quello che nel team ha colto più risultati, che tipo di corridore è?

Ha delle grandissime doti di scalatore. Purtroppo non ha un grande spunto veloce e quindi viene penalizzato nel finale se non ha staccato gli avversari. Va molto bene nelle corse lunghe, molto impegnative, come ha dimostrato in Francia ma anche ad aprile al Gran Premio di Saint-Etienne, dove abbiamo vinto con Muraro, lui ha fatto terzo in un’altra corsa molto dura. Deve crescere ancora molto perché ovviamente ha 16 anni. Noi sfatiamo un po’ quella che è la prassi fra gli juniores, dove si corre tutte le domeniche. Noi corriamo per obiettivi, quindi abbiamo anche periodi di 10-15 giorni di riposo. Ci concentriamo su un obiettivo e poi andiamo a cercare di realizzarlo.