La Malesia di Predomo e quei complimenti di Lavreysen…

La Malesia di Predomo e quei complimenti di Lavreysen…

01.05.2026
5 min
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La vittoria azzurra nel team sprint alla tappa di World Cup in Malesia ha fatto scalpore, portando anche media che solitamente non sanno neanche dove sia di casa il ciclismo su pista a occuparsi dell’evento e a chiamare in causa i protagonisti. Ma non c’è stata solo quella, perché la trasferta della velocità azzurra in Asia ha avuto anche altri momenti di spicco e protagonista è sempre stato Mattia Predomo, prima finisseur di lusso nel torneo vinto a squadre e poi attore di un importante quarto di finale individuale contro “sua maestà” Lavreysen.

Con Napoletano, il primo ad accogliere Predomo dopo il decisivo terzo giro contro i cinesi (foto SWPIX-Cycling)
Con Napoletano, il primo ad accogliere Predomo dopo il decisivo terzo giro contro i cinesi (foto SWPIX-Cycling)
Con Napoletano, il primo ad accogliere Predomo dopo il decisivo terzo giro contro i cinesi (foto SWPIX-Cycling)
Con Napoletano, il primo ad accogliere Predomo dopo il decisivo terzo giro contro i cinesi (foto SWPIX-Cycling)

Il ritorno a casa è stato quasi traumatico, arrivando a un paio di giorni di viaggio. Ma a fargli compagnia ci sono stati tanti ricordi, tante esperienze e il nuovo album non può non aprirsi dal momento storico della vittoria: «E’ stata una trasferta particolare questa in Malesia. A livello di risultato ci aspettavamo di fare bene, ma forse non così bene. Eravamo andati lì con le migliori intenzioni, siamo un gruppo di professionisti, non si va alle corse solo per così divertimento. Io sinceramente una finalina me la auguravo e sapevo che era nelle nostre corde. Ma la realtà è andata ben oltre i sogni».

Come hai vissuto il problema che aveva avuto Napolitano nel secondo giro? Praticamente molta della vittoria poi te la sei dovuta giocare tu con l’ultimo frazionista cinese…

Sapevo che i nostri tempi erano molto vicini, soprattutto sul primo e il secondo giro e già dalle analisi che avevamo fatto tra la seconda prova e la finale avevamo capito che il mio giro, quindi l’ultima frazione, sarebbe stato abbastanza decisivo. Quindi diciamo che mi sono rimboccato le maniche e ho fatto il mio lavoro.

Predomo abbracciato dal cittì Ivan Quaranta dopo la finale vittoriosa con la Cina (foto SWPIX-Cycling)
Predomo abbracciato dal cittì Ivan Quaranta dopo la finale vittoriosa con la Cina (foto SWPIX-Cycling)
Predomo abbracciato dal cittì Ivan Quaranta dopo la finale vittoriosa con la Cina (foto SWPIX-Cycling)
Predomo abbracciato dal cittì Ivan Quaranta dopo la finale vittoriosa con la Cina (foto SWPIX-Cycling)
Che cosa cambia adesso nel vostro gruppo, non solo in voi tre, ma in tutti quelli che fanno parte di questo gruppo del team sprint. Era quel salto di qualità che aspettavate?

Sì, sicuramente. E’ uno scalino, sicuramente non siamo arrivati, non siamo probabilmente neanche a metà strada, però diciamo che è un bel passo verso i nostri obiettivi. Dà tanta motivazione sapere dove siamo riusciti ad arrivare ma quanto si può lavorare ancora per andare molto più in là.

Che valore dai a questo successo?

Abbiamo visto che ci siamo anche noi, anche con nazioni che contano. Senza dimenticare che c’erano degli assenti. Ma siamo riusciti a portare a casa un risultato veramente molto importante e comunque a dare un bel segnale che l’Italia nel team sprint può dire la sua.

Insieme a Napoletano e Minuta, con cui ha scritto una pagina storia della pista italiana (foto SWPIX-Cycling)
Insieme a Napoletano e Minuta, con cui ha scritto una pagina storia della pista italiana (foto SWPIX-Cycling)
Insieme a Napoletano e Minuta, con cui ha scritto una pagina storia della pista italiana (foto SWPIX-Cycling)
Insieme a Napoletano e Minuta, con cui ha scritto una pagina storia della pista italiana (foto SWPIX-Cycling)
Veniamo al quarto di finale con Lavreysen…

Le dolenti note… A parte gli scherzi, lottare con lui o Richardson, ma anche Hoffman, come mi è capitato agli ottavi della velocità di Hong Kong ti dà sicuramente tanta esperienza, impari a correre con il meglio al mondo. In quelle circostanze si cerca sempre di imparare il più possibile, di assorbire più cose e cercare di migliorarsi sempre, guardando quello che si è fatto e quello che si è sbagliato.

Come si è evoluta la corsa?

Erano due sfide, nella prima la stavo conducendo io, poi ha deciso di passare in testa lui e ce la siamo giocata, siamo arrivati all’arrivo vicini. Nella seconda, conducendo lui, ha imposto lui il ritmo e poi ho cercato di rimontarlo sull’ultimo rettilineo.

Che cosa hai imparato?

Intanto che non va sottovalutato nessuno, neanche nelle batterie. Che sia con me o con ad esempio Paul di Trinidad in finale, l’approccio alla batteria era identico. Il non sottovalutare mai l’avversario anche in condizioni di netta superiorità è uno dei suoi segreti.

Predomo alle spalle di Lavreysen: le due sfide dei quarti sono state più lottate che in passato (foto SWPIX-Cycling)
Predomo alle spalle di Lavreysen: le due sfide dei quarti sono state più lottate che in passato (foto SWPIX-Cycling)
Predomo alle spalle di Lavreysen: le due sfide dei quarti sono state più lottate che in passato (foto SWPIX-Cycling)
Predomo alle spalle di Lavreysen: le due sfide dei quarti sono state più lottate che in passato (foto SWPIX-Cycling)
Ti ha detto qualcosa dopo?

Sì, si è complimentato per come ho corso e ovviamente è stato un bel momento per me, perché ricevere un complimento del genere dal re della specialità ha un suo valore.

Quanta differenza c’è dal punto di vista fisico fra voi due?

Tanta. Ovviamente ci sono anche un po’ di anni di differenza, quindi con tanto lavoro, tanto sacrificio, sicuramente questo gap si potrà colmare.

Ma fra peso ed esperienza, dove c’è il maggiore gap?

Sicuramente a livello fisico è tanto, perché è all’interno di questo circus da molti più anni di me ed è soprattutto a quel livello da molto più tempo. Io non ci sono ancora arrivato, quindi ci vorrà del tempo per entrambe le cose e secondo me crescono molto di pari passo.

A fine gara Predomo ha tenuto a ringraziare FCI ed Esercito che stanno accompagnando la sua crescita (foto SWPIX-Cycling)
A fine gara Predomo ha tenuto a ringraziare FCI ed Esercito che stanno accompagnando la sua crescita (foto SWPIX-Cycling)
A fine gara Predomo ha tenuto a ringraziare FCI ed Esercito che stanno accompagnando la sua crescita (foto SWPIX-Cycling)
A fine gara Predomo ha tenuto a ringraziare FCI ed Esercito che stanno accompagnando la sua crescita (foto SWPIX-Cycling)
Noti comunque un tuo miglioramento a livello assoluto nei confronti con campioni simili?

Sinceramente mi sento migliorato, un paio d’anni fa in qualifica non riuscivo ad esprimermi al meglio delle mie potenzialità, invece adesso ho sempre un buon tempo nelle gambe e anche quando sono in batteria corro con la testa in modo lucido e consapevole.

Adesso preparerai gli europei di categoria?

Esatto, adesso inizia un periodo di allenamento importante per gli europei U23 che saranno a Cottbus (GER), quindi un europeo anomalo per la pista perché sarà all’aperto. Ma sarà una bella esperienza perché il livello da under adesso si è alzato parecchio e quindi servirà come ulteriore esperienza.