Fino da quando è nata, la linea Castelli Espresso identifica il comfort, il piacere di indossare capi tecnici (anche per tante ore consecutive) senza estremizzazioni e trasmettere al tempo stesso una buona immagine. Cosa cambia nella generazione numero 2?
La maglia ha un fitting ed un’ergonomia migliorate, frutto di un tessuto con una trama che contribuisce ad un sostegno maggiore, anche quando si caricano le tasche posteriori per pedalate lunghissime. Freschissima come vuole la tradizione Castelli Espresso. Anche il tessuto del pantaloncino ha subito una rivisitazione della trama, anche in questo caso è aumentato il sostegno ed il potere compressivo, così come il supporto che arriva dalle bretelle. Entriamo nel dettaglio di Espresso 2, partendo dalla salopette.


Una salopette Castelli è per tutti
Espresso 2 è l’esempio lampante di questo titolo. Sì è vero, il tessuto ed il potere avvolgente del nuovo Castelli Espresso 2 sono stati migliorati, ma una salopette Castelli offre costantemente degli spunti tecnici interessanti. Un capo tecnico di questa azienda è un riferimento per molti, per tante esigenze ed interpretazioni della bici differenti tra loro. La trama del tessuto è fitta, tanto elastica e più sostenuta rispetto al generazione precedente, tanto sulle cosce, tanto sui glutei. Qui si nota la differenza principale, ovvero una stabilità migliorata nella zona del fondello, già in precedenza un riferimento.
Le bretelle sono forate lungo tutto il loro percorso, frontale e posteriore, ancorate in modo profondo. Si allungano per ben 7 centimetri nella parte frontale/addominale, per 13 centimetri nella zona lombare, a tutto vantaggio di sostegno, stabilità, comfort. Un ottimo lavoro a nostro parere, che fa tanta differenza nel percepito. Non sarà il bibshort più fresco che il mercato offre (range di utilizzo consigliato dai 15 ai 35 gradi), ma sicuramente tra i più confortevoli e piacevoli da indossare.








Anche la bilancia ne guadagna
Pochi grammi a parità di taglia, ma nel ciclismo di oggi tutto conta. Una salopette Castelli Espresso 2, considerando il tessuto doppio ed il fondello Progetto X2 Air, ferma l’ago della bilancia al di sotto dei 180 grammi. Nel complesso un peso davvero ridotto e le cuciture non sono per nulla risicate, ben strutturate e rinforzate. Un capo di abbigliamento Castelli è sinonimo di longevità.








Più aderente, ma comoda
L’aderenza maglia è stata migliorata, ma non stravolge il concetto che porta in dote la linea Espresso. Bisogna puntare la lente d’ingrandimento sulla trama del tessuto per capire alcune differenze, rispetto alla versione precedente ed anche in fatto di morbidezza nulla è stato snaturato.
Cambiano tantissimo (in meglio) la fascia elastica posteriore e gli inserti votati al grip della maglia in quella zona. Tradotto, maglia più ferma quando si pedala, tasche che restano tese. Nessuna zona compressiva scomoda, neppure nelle maniche. Espresso 2, una maglia funzionale quando fa molto caldo, nonostante non sono presenti inserti in mesh. E’ la qualità e la vestibilità che fanno la differenza.




In conclusione
I capi tecnici Castelli non si acquistano con l’obiettivo primario di risparmiare degli euro. O meglio, i capi tecnici di questa azienda si comprano perché gratificano una volta indossati, perché sono durevoli e proprio la longevità diventa una sorta di ammortizzatore del prezzo di listino.
Espresso 2 non rappresenta il top di gamma di Castelli, ci piace definirlo (semplificando) un kit tecnico per chi ama l’endurance e voglia stile, adatto a quella tipologia di ciclista che non vuole capi compressivi ed aerodinamici esagerati. Espresso 2 è sempre bello da indossare, su strada e anche nel gravel.