Affini e Van Aert

Van Aert è tornato a ruggire. E Affini ci racconta che…

01.04.2026
6 min
Salva

Terzo alla Milano-Sanremo, secondo alla In Flanders Fields, Wout van Aert sta tornando. Qualcuno lo aveva persino schernito sui social quando, alla vigilia della Classicissima, lui stesso disse di essere lì per giocarsela con Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel. Ma come era possibile? Quei due avevano vinto tutti i Monumenti degli ultimi anni e lui arrancava… E invece alla fine non c’è andato lontano.

E se anche un coach esperto come Pino Toni, prima ancora della corsa, ha detto: «Guardate che Van Aert andrà forte», allora davvero è lecito pensare che l’asso della Visma-Lease a Bike si sia definitivamente ripreso.

A fare il punto della situazione ci aiuta, come spesso capita, Edoardo Affini, uno dei fedelissimi di Wout. Affini è uno da Nord, uomo da Classiche, uno di quelli che un team mette in pista quando servono i cavalli pesanti. Ma soprattutto è ormai un veterano della Visma e come pochi altri conosce Van Aert.

Edoardo Affini (classe 1996) è ormai una certezza della Visma per il Nord e non solo
Edoardo Affini (classe 1996) è ormai una certezza della Visma per il Nord e non solo
Edoardo Affini (classe 1996) è ormai una certezza della Visma per il Nord e non solo
Edoardo Affini (classe 1996) è ormai una certezza della Visma per il Nord e non solo
Innanzitutto, Edoardo, come stai tu e come sta andando?

Io sto abbastanza bene, direi. Ho fatto Parigi-Nizza, Sanremo e poi appunto siamo venuti qua per cominciare questa settimana di Classiche. Tra l’altro, giusto l’altro ieri ho “vinto” un pass per la Dwars door Vlaanderen di oggi, che non dovevo fare. Ma Timo Kielich è caduto alla In Flanders Fields. Si è rotto la clavicola e, visto che io ero già qui, è toccato a me!

Come ti sembra, per voi della Visma, questo primo scorcio di stagione?

Direi che come squadra ci stiamo comportando abbastanza bene. Se guardiamo i risultati, bene o male siamo piazzati più o meno in tutte le corse che abbiamo fatto, sia con Wout ma anche con gli altri ragazzi. Siamo partiti col piede giusto. Poi vediamo oggi (la gara parte alle 12,09 da Roeselare e arriva a Waregem, ndr) e ovviamente gli appuntamenti più importanti: Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix.

Abbiamo rivisto un buon Van Aert, cosa ci dici di lui Edoardo? Come lo vedi dopo tanti anni che lo conosci?

Bene. Siamo stati in ritiro assieme a Sierra Nevada, eravamo proprio in appartamento io e lui. Si vedeva che stava lavorando bene, che era in forma. Soprattutto mi è parso determinato. Poi purtroppo prima dell’Omloop Het Nieuwsblad è stato male: ha preso un virus intestinale che l’ha buttato un po’ a terra ed è stato un peccato. Però è stato bravo alla Tirreno-Adriatico. E’ andato lì cercando di ricostruire la condizione. Da quello che ho capito, vedendo gli highlights delle tappe, siamo andati anche con fiducia alla Sanremo.

Alle spalle di Pogacar e Pidcock, il terzo posto di Van Aert è venuto con un attacco nel finale dopo il lungo inseguimento
L’ordine d’arrivo della Sanremo: Pogacar, Pidcock e Van Aert. Wout mancava dal podio di una Monumento dalla Roubaix 2023
Alle spalle di Pogacar e Pidcock, il terzo posto di Van Aert è venuto con un attacco nel finale dopo il lungo inseguimento
L’ordine d’arrivo della Sanremo: Pogacar, Pidcock e Van Aert. Wout mancava dal podio di una Monumento dalla Roubaix 2023
Raccontaci un po’ della Classicissima…

Peccato per la caduta. E il cambio bici, perché alla fine il problema grosso è stato che hanno dovuto cambiare bici sia lui sia Matteo Jorgenson. Ed è stato lì che abbiamo perso tanto tempo. Quello che ha dimostrato alla Sanremo, tornando sotto, stringendo i denti sul Poggio e poi attaccando nel finale, è stato un bel segnale. Un segnale importante anche di testa.

Insomma, quando ha fatto quella dichiarazione, che appunto a Sanremo se la sarebbe giocata, è perché il campione si conosce. Aveva fiutato una gamba importante…

Di certo nella caduta lui ha perso più terreno di Pogacar e Van der Poel, poi da lì a dire che sarebbe restato con loro è difficile. Sono situazioni che non puoi prevedere, non è matematica. Quel che è certo è che dalla caduta fino a quando l’ho riportato, assieme ai compagni, sotto alla Cipressa ha dovuto spingere forte. Vero che era a ruota, ma si volava e certi sforzi non sono gratis. Poi anche tornare sotto sulla Cipressa stessa, fare la discesa a tutta, riportarsi sul gruppo sull’Aurelia… non ha avuto neanche tempo di rifiatare che già era sul Poggio.

Insomma un finale caotico, duro e comunque è venuto via dalla Liguria con un podio che sa di speranza. E invece lassù che sensazioni ci sono, Edoardo? Qual è l’atmosfera anche mediatica attorno a Van Aert?

Quassù Wout è un vero idolo. Cominciano a parlarne già nelle settimane prima: di cosa saranno le Classiche, del duello. Prima erano solo loro due, Van der Poel e Van Aert, negli ultimi anni si è aggiunto anche Pogacar. E io direi che si può inserire tranquillamente anche Mads Pedersen, perché è un altro calibro molto grosso.

L'amore per Van Aert è sempre stato fortissimo in Belgio, ma adesso i tifosi sono tornati a fremere
L’amore per Van Aert è sempre stato fortissimo in Belgio, ma adesso i tifosi sono tornati a fremere
L'amore per Van Aert è sempre stato fortissimo in Belgio, ma adesso i tifosi sono tornati a fremere
L’amore per Van Aert è sempre stato fortissimo in Belgio, ma adesso i tifosi sono tornati a fremere
Però queste sue belle prestazioni hanno risvegliato un po’ gli animi?

Direi di sì. Penso che certe azioni abbiano dato fiducia prima di tutto a Wout stesso. E ovviamente anche al pubblico sulle strade o a casa. Qui, la sera, nei vari talk show che fanno in televisione si parla del Fiandre. Da noi è impensabile. E se Wout dovesse vincere una di queste corse, sarebbero davvero tutti contenti. Quassù Van Aert è al pari di un giocatore della nostra Serie A.

Edoardo, tu che lo conosci da tanti anni, ti sei accorto in queste ultime corse che qualcosa era cambiato? Parliamo proprio in gara…

L’ho rivisto bello deciso, anche con noi compagni. Era più chiaro nelle indicazioni, nelle richieste. Più motivato non direi, perché lui lo è sempre stato e perché, nonostante tutto, è sempre un leader. Anzi, il leader. Però nelle ultime uscite lo vedi che è un filino più convinto. Sicuramente è un circolo virtuoso: fa delle belle prestazioni, si carica e via così.

Anche perché poi quello che gli mancava alla fine erano un po’ di risposte, dopo tutte le sfortune degli ultimi anni. Contestualmente vanno tutti fortissimo e ci vuole un attimo a perdere un po’ di fiducia, anche se ti chiami Van Aert…

Ormai il livello è talmente alto che è così. E’ alto non solo nei migliori, ma è elevatissimo il livello generale del gruppo, dei gregari. Si sposta tutto sempre di più verso l’alto e ci sono sempre meno margini di errore o percentuali di forma che mancano.

Parigi-Roubaix 2025, Edoardo Affini
Edoardo scorterà Van Aert anche alla Roubaix
Parigi-Roubaix 2025, Edoardo Affini
Edoardo scorterà Van Aert anche alla Roubaix
Tu per esempio stai migliorando i tuoi valori nel corso degli anni?

Abbastanza. Non tutti gli anni sono uguali, però se prendiamo il riferimento da quando sono passato professionista nel 2019 ad adesso, il miglioramento è stato abbastanza importante e costante. Il problema è che migliorano tutti e quindi, se per una stagione non lo fai, resti indietro, perdi tempo.

Ed è quello che ha intralciato Van Aert in questi ultimi anni. Oggi invece come affronterà la Dwars door Vlaanderen? In vista del Fiandre si correrà un po’ al risparmio?

Risparmio di cosa?! Credo si provi a portare a casa la corsa. Anche perché qui di corse tranquille non ne esistono più.