Richard Carapaz

Non solo Buitrago. Anche Carapaz punta forte sulla corsa rosa

26.03.2026
4 min
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Richard Carapaz sarà uno dei pretendenti al prossimo Giro d’Italia. Lo dice lui stesso senza mezzi termini. Il campione della EF Education-EasyPost lo abbiamo incontrato alla Tirreno-Adriatico, quando con calma e passione ci ha raccontato il suo progetto rosa.

A 33 anni l’ecuadoriano alla Tirreno ci ha provato, senza troppa gloria a dire il vero. Qualche giorno è andato meglio, altri è un po’ rimbalzato. Mentre al Catalunya, dove il livello è ancora più alto, sta tenendo fede al suo progetto di crescita.

Richard Carapaz
Una Tirreno di costruzione per Carapaz che ha chiuso la Corsa dei Due Mari al 18° posto
Richard Carapaz
Una Tirreno di costruzione per Carapaz che ha chiuso la Corsa dei Due Mari al 18° posto

La generale in testa

«Come sto dopo questa Tirreno? Ne esco con sensazioni molto buone alle gambe. Questo inverno – spiega – è stato un po’ differente per me vista la mia situazione familiare (la figlia ha avuto problemi di salute e lui è stato costretto a chiudere la stagione anzitempo, ndr). Ma sono felice perché poi sono riuscito ad allenarmi bene. Queste mie prime gare in Europa, specie il finale della Tirreno, sono state buone come ho detto».

Come abbiamo visto per Buitrago ieri, Richard Carapaz sta seguendo un percorso molto simile. Dopo qualche giorno di riposo il campione olimpico di Tokyo è volato al Catalunya, dove ha accumulato altro ritmo gara.

«Sì, fare il Catalunya era importante per me – spiega Carapaz – poi tornerò in Ecuador e lì farò la mia altura classica e da lì diretto al Giro d’Italia, dove farò classifica al 100 per cento. Questo è l’obiettivo. Alla fine il Giro è una corsa davvero speciale per me. Questo inverno ne ho parlato con la squadra perché fosse il mio primo obiettivo. E questo è il mio cammino per arrivarci, cercando via via buone sensazioni. Voglio arrivarci al meglio».

Ma quanto è bello da italiani sentire un atleta di grosso calibro dire che vuole fare il Giro, che lo ha chiesto alla sua squadra? Quasi quasi viene già voglia di tifare, almeno un po’, per Carapaz. Ma rivestiamo i panni di chi fa cronaca e non quelli dell’appassionato.

Richard Carapaz
Nel 2019 Carapaz vinse il Giro: fu uno dei primissimi grandi trionfi sportivi per il suo Paese. Vi torna per la quinta volta
Richard Carapaz
Nel 2019 Carapaz vinse il Giro: fu uno dei primissimi grandi trionfi sportivi per il suo Paese. Vi torna per la quinta volta

Il Giro e Carapaz

Carapaz ha vinto la corsa rosa nel 2019. Lo ha fatto forse in modo un po’ rocambolesco quando s’infilò nella guerra tra Roglic e Nibali, tenendo fede al detto per cui tra i due litiganti il terzo gode. Fatto sta che quell’anno non rubò niente a nessuno e anzi fu l’unico in grado di marcare una differenza in salita, almeno per un giorno.

Altrettanto però con il Giro d’Italia si è anche scottato. Ha perso quello che su carta sembrava più facile. Il Giro del 2022 contro Hindley, quando gli mancarono le energie nei 3.000 metri finali della Marmolada. E di nuovo il pasticcio tattico del Finestre meno di 12 mesi fa.

Ciò nonostante, il legame con il Giro resta forte e un po’ come Simon Yates, Carapaz ha voglia di realizzare il suo sogno. Ma tra questo suo sogno e la realtà c’è un signore chiamato Jonas Vingegaard.

«Certo che Vingegaard è uno dei favoriti – dice Carapaz con un volto super disteso – però voi ben sapete le insidie che nasconde il Giro. E’ una corsa differente da tutte le altre e non sempre si decide in un solo giorno, o al contrario si può decidere in un momento. Abbiamo visto come è andata l’anno passato… Io credo di avere buone carte, specie per il finale. E proverò a stare lì. E poi io ho una cosa che Vingegaard non ha con il Giro, l’esperienza».

Carapaz e Del Toro, Finestre, Giro 2025
Carapaz ha parlato di esperienza. Di certo, se la classifica sarà ancora aperta, non commetterà lo stesso errore del Colle delle Finestre
Carapaz e Del Toro, Finestre, Giro 2025
Carapaz ha parlato di esperienza. Di certo, se la classifica sarà ancora aperta, non commetterà lo stesso errore del Colle delle Finestre

L’esperienza dalla sua…

Esperienza che passa sia dal conoscere le strade italiane, sia appunto i tranelli della corsa, che le sue salite. Vero che oggi gli atleti e i tecnici con Veloviewer e gli altri strumenti sanno tutto in anticipo e possono addirittura riprodurre le scalate metro per metro sui rulli esattamente come un pilota di Formula 1 si allena al simulatore, ma pedalarci dal vivo resta tutt’altra cosa.


«Conosco già diverse salite – ci dice Carapaz – ma non andrò a rivederle o a visionare delle tappe. Ciò che abbiamo visto, proprio nei primi giorni della Tirreno, è stata la cronometro di Massa, che era vicino. Per me, in questo momento, più che scoprire le tappe è importante continuare a migliorare. Voglio avvicinare il mio 100 per cento, tra Catalunya e altura. Magari mi manca ancora un 20 per cento ancora.

«I giovani vanno forte, ma anche noi più esperti continuiamo a migliorare. Io cerco di essere al massimo per tutte le corse che faccio. Lavoro duro per essere sempre vicino ai migliori. E questa è la vera differenza del ciclismo moderno con quello di un tempo: devi essere sempre al top in ogni singola gara. In generale sono sereno, sono felice di poter preparare il Giro e che la squadra mi stia appoggiando per questo. Posso solo dare il massimo».