La nuova sfida di Telser: un team che guarda alla strada

La nuova sfida di Telser: un team che guarda alla strada

14.03.2026
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Nel mondo dei tecnici sportivi ultimamente il termine “guru” è decisamente abusato, ma in qualche caso ben si sposa al valore e al pedigree di colui a cui viene attribuito. Nel caso di Edmund Telser si può ben dire che sia appropriato, considerando il suo passato soprattutto legato alla mountain bike.

Bolzanino di 51 anni, ha portato alla ribalta tantissimi nomi di spicco fra le ruote grasse e non solo, ad esempio Eva Lechner, ma il suo talento non è sfuggito alla lente della federazione svizzera, che l’ha portato alla guida della propria nazionale femminile e Telser negli anni ha portato alla ribalta atlete, come Alessandra Keller, capaci di eccellere nella MTB ma anche su strada.

Edmund Telser, da anni responsabile della nazionale svizzera fra strada e MTB, ora al Team Nexetis
Edmund Telser, da anni responsabile della nazionale svizzera fra strada e MTB, ora al Team Nexetis
Edmund Telser, da anni responsabile della nazionale svizzera fra strada e MTB, ora al Team Nexetis
Edmund Telser, da anni responsabile della nazionale svizzera fra strada e MTB, ora al Team Nexetis

Oggi Telser è alle prese con una nuova sfida, come guida di una squadra appena nata, il Team Nexetis, formazione Continental che nelle prospettive deve diventare una fucina di talenti rossocrociati, ma sempre nell’ottica del tecnico altoatesino: «Il mio lavoro principale è e resta quello di tecnico nazionale della Svizzera e siccome abbiamo tanti atleti giovani, ho visto che in gran parte arrivano dalla mountain bike ma questo significa che ne abbiamo troppo pochi per il ciclismo su strada. Per poter dare a queste ragazze la possibilità di fare una doppia attività abbiamo messo in piedi una squadra col sostegno della Federazione».

Che cosa ti ha spinto a questa scelta?

Le esperienze maturate alla guida della nazionale elvetica. In passato ho avuto tanti atleti che avevano la doppia tessera con una squadra strada e un team di MTB, ma poi ti trovi sempre un po’ in difficoltà perché ognuno tira dalla sua parte. Così invece noi riusciamo a gestire le nostre atlete come vogliamo, puntando alla mountain bike ma pensando anche a creare il movimento strada che al momento ci manca.

Il Team Nexetis è composto da 14 ragazze di cui 3 giapponesi e la slovena Bodnar
Il Team Nexetis guidato da Telser è composto da 14 ragazze di cui 3 giapponesi e la slovena Bobnar
Il Team Nexetis è composto da 14 ragazze di cui 3 giapponesi e la slovena Bodnar
Il Team Nexetis guidato da Telser è composto da 14 ragazze di cui 3 giapponesi e la slovena Bobnar
Quindi faranno attività sia nel calendario su strada che in quello di mountain bike e salteranno continuamente da una parte all’altra?

Sì, ma non solo. Noi abbiamo un gruppo di atlete che fanno mountain bike e strada e abbiamo anche un gruppo che fa strada e pista, per esempio. In totale sono 14, alcune di queste nel giro della nazionale, sia su strada che di mountain bike. Anzi, direi che sono la maggior parte…

Come squadra il Team Nexetis è solo composto da atlete elvetiche o pensate di poi di prendere anche corridori di altre nazioni, magari in Italia?

Sono quasi tutte svizzere, perché al momento è un progetto anche della federazione che ci finanzia. Abbiamo poi una collaborazione con la Japan Cycling e Nippo e per quello abbiamo tre giapponesi inserite nel programma, inoltre c’è una ragazza slovena ma per il resto sono atlete nazionali e l’impostazione dovrebbe restare quella per i prossimi anni.

La slovena Nika Bobnar, prima a vincere in maglia Nexetis all'Umag Classic sull'italiana Bezzone
La slovena Nika Bobnar, prima a vincere in maglia Nexetis all’Umag Classic sull’italiana Bezzone
La slovena Nika Bobnar, prima a vincere in maglia Nexetis all'Umag Classic sull'italiana Bezzone
La slovena Nika Bobnar, prima a vincere in maglia Nexetis all’Umag Classic sull’italiana Bezzone
Tu accennavi al fatto dell’importanza di rilanciare il movimento su strada in Svizzera. In questo momento com’è la situazione?

Purtroppo i numeri sono molto bassi, nel settore femminile ma anche tra gli uomini, troppo bassi per un movimento con la tradizione di quello rossocrociato. Abbiamo pochissime gare, abbiamo messo in piedi adesso un circuito nuovo che si chiama Swiss Road Series e con quello cerchiamo di attivare veramente un gruppo giovanile che si specializzi nelle gare in un giorno. Funziona in maniera un po’ diversa…

Come?

Gli atleti possono fare più gare, cioè c’è tipo una gara scratch con uno davanti che decide la velocità e poi fanno solo la volata. Poi c’è una gara normale, c’è una gara a punti e così i ragazzini in un giorno possono fare 2 o 3 gare divertendosi con formule sempre nuove. Per capire la realtà dove vivo si può prendere ad esempio il Trentino Alto Adige, dove il qui ciclismo è sinonimo di mountain bike, ma qui siamo un movimento nazionale e serve portare corridori a fare strada. Abbiamo un’attività mountain bike che sta funzionando molto bene, circuiti molto importanti, su strada invece stiamo ricostruendo un po’ tutto quanto.

Lo sprint vincente di Jasmin Liechti a Porec, su Wankiewicz (POL) e Lechner (GER)
Lo sprint vincente di Jasmin Liechti a Porec, su Wankiewicz (POL) e Lechner (GER)
Lo sprint vincente di Jasmin Liechti a Porec, su Wankiewicz (POL) e Lechner (GER)
Lo sprint vincente di Jasmin Liechti a Porec, su Wankiewicz (POL) e Lechner (GER)
I bambini sono più portati verso altre specialità: secondo te dipende anche dal fatto che mountain bike e pista sono viste come specialità più sicure che andare su strada?

Sì, sicuramente quello è un fattore che influenza le scelte, ma anche il fatto che da anni in Svizzera abbiamo dei nomi importanti nel mountain bike. I giovani hanno seguito un po’ quella via lì anche perché siamo anche predisposti per il fuoristrada. Ma la sicurezza è sempre un tema, perché alla fine facciamo fatica a allenarci su strada senza rischiare. Anche da noi…

Chi sono gli elementi di punta della squadra?

Al momento abbiamo Jasmin Liechti che è arrivata seconda al mondiale under 23 a cronometro due anni fa. Poi Ginia Caluori e Anina Hutter, sono atlete della mountain bike dove hanno anche già fatto risultati importanti e su strada adesso pian pianino stanno crescendo e facendosi vedere, come Ginia l’anno scorso al Romandie dove è arrivata ottava in classifica generale, sono atlete che si stanno sviluppando bene.

La stagione della formazione elvetica prevede attività anche in Italia, tra Appennino e GP Liberazione
La stagione della formazione elvetica prevede attività anche in Italia, tra Appennino e GP Liberazione
La stagione della formazione elvetica prevede attività anche in Italia, tra Appennino e GP Liberazione
La stagione della formazione elvetica prevede attività anche in Italia, tra Appennino e GP Liberazione
Che attività faranno le ragazze su strada?

Faremo gare tra Croazia e Italia, saremo all’Appennino e al Liberazione, ma il nostro vero obiettivo è il Tour de Suisse, la gara alla quale teniamo di più, anche come federazione. Vogliamo arrivare al massimo della forma.