Vangi-Tommasini-Il Pirata juniores 2026 (foto Vangi-Tommasini)

Gianetti, la UAE Emirates e la Vangi: ecco perché

10.03.2026
4 min
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SIENA – La notizia che il Team Vangi-Tommasini-Il Pirata sia nell’orbita del UAE Team Emirates come punto di riferimento fra gli juniores è stato accolto da reazioni diverse. Dopo aver salutato l’affiliazione in Austria del Team Tiepolo, diventato vivaio del NSN Cycling Team del WorldTour, si va consolidando la sensazione che gli squadroni vogliano radicarsi nelle categorie giovanili.

Proprio alla vigilia della Strade Bianche è arrivata infatti la notizia che la Ineos Grenadiers, dopo aver lanciato il suo devo team, abbia stretto un accordo di collaborazione con il team juniores italiano Team Nordest Petrucci.

«Il team UAE – si legge nella pagina Facebook della Vangi, da cui proviene la foto di apertura – affiancherà il nostro team con materiali tecnici già consegnati ed altri da consegnare, supervisionando i nostri migliori atleti per proiettarli nel ciclismo che conta».

Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro' dal 1986 al 2002
Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro’ dal 1986 al 2002
Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro' dal 1986 al 2002
Mauro Gianetti, general manager della UAE Emirates, è stato un pro’ dal 1986 al 2002

Gli argomenti di Gianetti

Approfittando della sua presenza a Siena, prima che partisse la Strade Bianche degli uomini, abbiamo chiesto a Mauro Gianetti le ragioni del suo interessamento per la squadra di Matteo Berti, una delle più prestigiose del panorama italiano. L’orizzonte più o meno immediato vedrà i team WorldTour completare la filiera con gli juniores, al pari di quanto la Red Bull-Bora ha fatto sin dall’inizio?

«Noi cerchiamo di guardare un po’ avanti – spiega il general manager della squadra numero uno al mondo – di dare un po’ di sostegno ai giovani, senza impegni particolari. Il Team Vangi è una realtà che ha una lunga storia, hanno dei buoni ragazzi, dei buoni talenti e quindi è anche bello da parte nostra poter dare un’ispirazione soprattutto ai giovani».

La squadra juniores toscana ha aperto il 2026 al GP Giuliano Baronti  (foto Vangi-Tommasini)
La squadra juniores toscana ha aperto il 2026 al GP Giuliano Baronti (foto Vangi-Tommasini)
E’ una cosa che si fa solo in Italia oppure si può fare anche in altri Paesi?

Abbiamo diverse collaborazioni, con squadre come il Pogi Team e anche con singoli atleti in giro per il mondo. Avevamo una collaborazione in Spagna che ci ha permesso di scoprire Ayuso, ma l’Italia è un territorio a noi molto caro. Sono tutti accordi senza alcun impegno, è più una collaborazione. Noi ci siamo, se hanno bisogno di una mano, possiamo farlo.

Alla base c’è un lavoro di scouting per cui un ragazzo interessante potrebbe entrare nella vostra orbita?

Certo, ma questo fa parte del gioco. Se hanno dei ragazzi in gamba, noi li osserviamo più da vicino. Ma dato che la priorità va alla formazione, ci limitiamo a dare un sostegno, senza mettere sotto contratto nessuno.

Può esserci anche l’idea di portare lì dei ragazzi che a voi interessano particolarmente?

La nostra idea è che a quell’età dobbiamo sempre dare la priorità alla scuola. Se parliamo di un atleta bravo che abita lì vicino, può avere un senso. Non avrebbe senso sradicare un ragazzo da casa per portarlo alla Vangi. Va bene che siano consapevoli che qualcuno li sta osservando da vicino, ma basta questo. Oggi la categoria juniores va seguita, è importante perché è la base dell’apprendimento di come fare il corridore.

La squadra con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant'Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
La squadra corre con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant’Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
La squadra con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant'Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
La squadra corre con scarpe Nimbl: qui la visita a Porto Sant’Elpidio, accolti da Francesco Sergio (foto Vangi-Tommasini)
Sta cambiando parecchio…

Una volta certi passaggi di apprendimento li facevi da dilettante, adesso li fai da junior. Impari a mangiare, impari a allenarti, impari a conoscere il tuo corpo e a crescere. Quindi impari a non fare gli errori e questa è la cosa principale. E il primo errore da evitare è dimenticarsi della scuola.

Non hai la sensazione che negli juniores la velocità sia aumentata di parecchio?

Questo ormai fa parte della società. I ragazzi hanno visto alcuni juniores passare o arrivare presto al professionismo e tutti si illudono di poter fare la stessa cosa. Ma non è scontato che funzioni per tutti, sono eccezioni e bruciare le tappe non deve essere un obbligo per nessuno. Voglio insistere su questo aspetto, il ciclismo non deve andare a scapito della scuola, della formazione. Perché proprio avere una formazione completa ti dà la tranquillità di poter fare il corridore.

Hai parlato di eccezioni…

I casi di Remco, e di Seixas sono particolari. La regola è che fino a 20-21 anni non sei pronto per fare il professionista. Prenditi il tempo per fare quello che devi a 17, 18, 19, 20 anni. Fallo bene e poi potrai diventare un corridore.