Giorgio Brambilla e Michele Rabaglia (al centro) assieme allo staff che curerà il Progetto Alfabici rivolto a 16 allievi

“Progetto Alfabici”, un piano gratuito per 16 allievi di tutta Italia

04.03.2026
7 min
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PARMA – Un’idea moderna per provare a svecchiare alcune teorie del ciclismo giovanile con l’intento di guardare a medio-lungo termine. Il “Progetto Alfabici” è un piano nato quest’anno che guarda esclusivamente alla crescita della categoria allievi, attraverso diverse figure professionali che solitamente non vengono impiegate in maniera massiccia per ragazzi di quella età.

Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo approfondito il discorso con Michele Rabaglia, titolare del centro sportivo Alpe Training di Parma, e Giorgio Brambilla, preparatore atletico e diesse dello Swatt Club. Entrambi hanno messo assieme le proprie conoscenze e competenze per allestire uno staff molto profondo.

La scintilla del progetto

Qualcuno dice che nello sport in generale, nel ciclismo nello specifico, non bisogna inventare nulla, però finché nessuno ci prova non si potranno mai avere risposte. Michele Rabaglia gestisce il suo centro sportivo dal 2022 prevalentemente indicato per ciclisti e triathleti. Per lui il suo lavoro è una missione che non necessariamente deve sempre portare un profitto, quanto meno nell’immediato. Ed ecco che scatta una molla, una lampadina che si accende.

«Quando ho aperto Alpe Training – spiega – ho sempre avuto la volontà di poter lavorare con i giovani ciclisti della zona. Però io, pur essendo un appassionato ciclista, non provengo da quel mondo e quindi non conoscevo certe dinamiche, metodi o mentalità. Poi a fine 2024 stavo stavo seguendo una puntata di GCN Italia nella quale Alan e Giorgio (rispettivamente Marangoni e Brambilla, ndr) parlavano dei problemi del ciclismo nel preparare a dovere categorie come esordienti e allievi. Nelle loro considerazioni ho ritrovato certe difficoltà che avevo percepito io.

«A quel punto – va avanti Rabaglia – mi sono messo in contatto con Giorgio e gli ho illustrato una bozza dell’attuale progetto che avevo in mente. Ne abbiamo discusso assieme per capire se era fattibile e se lui sarebbe fosse disposto a collaborare. Lo dico senza problemi, io non sono nessuno nel ciclismo però mi sono sempre reputato una persona che ha delle idee e che vuole provare a metterle in pratica. Credo in “Alfabici”, su cui sto investendo tempo e risorse a titolo gratuito, come del resto Giorgio e tutti gli altri nostri collaboratori».

Dopo un periodo di promozione, tutte le società italiane potevano candidare i loro allievi per il Progetto Alfabici
Dopo un periodo di promozione, tutte le società italiane potevano candidare i loro allievi per il Progetto Alfabici
Dopo un periodo di promozione, tutte le società italiane potevano candidare i loro allievi per il Progetto Alfabici
Dopo un periodo di promozione, tutte le società italiane potevano candidare i loro allievi per il Progetto Alfabici

Candidature degli allievi

La linea guida del progetto è semplice, anche se articolata tenendo conto che per come sta andando il ciclismo adesso gli allievi saranno un’anticamera del professionismo. Brambilla ha accettato di diventarne “uomo immagine” portando la propria esperienza, pur sapendo che per loro questo sarà un “anno zero” dal quale comprendere cosa ci sarà da migliorare e cosa invece sarà andato bene.

«La nostra idea – dice l’ex pro’ lombardo – è stata quella di voler seguire gratuitamente alcuni allievi senza doverli scegliere mettendo a loro disposizione una serie di figure professionali. Negli ultimi mesi del 2025 abbiamo iniziato a pubblicizzare “Alfabici”, spiegandone la finalità e chiedendo a tutte le squadre di allievi, se interessate, di candidare i loro ragazzi. In sostanza una società poteva segnalarci un suo allievo da preparare a livello fisico, psicologico e nutrizionale.

«Anche se io sono già piuttosto impegnato – prosegue Brambilla – ho voluto dare il mio contributo perché mi è piaciuta l’idea. Voglio bene al ciclismo giovanile italiano e mi dispiace quando vedo che non si provano diverse soluzioni per cambiare qualcosa. Ora come ora non abbiamo capito quanto sia precoce il ciclismo e quanto prima bisogna iniziare a performare. Io ho sempre ritenuto che i migliori preparatori atletici al mondo debbano lavorare su esordienti e allievi e non su U23 o pro’».

Il Progetto Alfabici (presentato a Parma) prevede anche incontri formativi on line con nutrizionisti e psicologi aperti a tutti
Il Progetto Alfabici (presentato a Parma) prevede anche incontri formativi on line con nutrizionisti e psicologi aperti a tutti
Il Progetto Alfabici (presentato a Parma) prevede anche incontri formativi on line con nutrizionisti e psicologi aperti a tutti
Il Progetto Alfabici (presentato a Parma) prevede anche incontri formativi on line con nutrizionisti e psicologi aperti a tutti

Staff e comitato tecnico

Le fondamenta del “Progetto Alfabici” si basano sulle figure professionali che già lavorano per Alpe Training che hanno bisogno di persone che le coordinino in modo ancor più mirato.

«Lo staff dedicato al nostro progetto – riattacca Rabaglia – è composto da due psicologi, due nutrizionisti e tre preparatori atletici, cinque dei quali sono sempre presenti nel mio centro sportivo. Abbiamo anche fisioterapisti e biomeccanici, che però sono figure che non possono lavorare a distanza con i nostri allievi. Alle spalle di questi collaboratori abbiamo un comitato tecnico che opera nel ciclismo più importante, WorldTour e non, come abbiamo riportato sulla nostra pagina instagram, e che supervisiona i programmi per i ragazzi.

«La preparazione ad hoc – sottolinea – sarà sempre in stretto accordo con la rispettiva società dell’allievo. Il dialogo tra noi, squadra, diesse e genitori dell’atleta sarà sempre alla base di tutto. Il ragazzo con il preparatore avrà un contatto praticamente quotidiano, mentre con nutrizionisti e psicologi solo in funzione delle esigenze e delle circostanze».

Fanno parte del progetto anche tre allieve trentine del Veloce Club Borgo
Fanno parte del progetto anche tre allieve trentine del Veloce Club Borgo
Fanno parte del progetto anche tre allieve trentine del Veloce Club Borgo
Fanno parte del progetto anche tre allieve trentine del Veloce Club Borgo

Sedici allievi e scetticismo da vincere

Per questo progetto sia Brambilla che Rabaglia hanno dovuto fronteggiare quel tipico scetticismo di un ambiente che spesso tende ad autoreferenziarsi o isolarsi perché “è sempre stato così” senza cercare o riprovare soluzioni diverse. Tuttavia hanno avuto un discreto riscontro riuscendo a raggruppare sedici allievi da Nord a Sud.

«Abbiamo sedici atleti, di cui tre ragazze – riprende Giorgio Brambilla – che arrivano da Trentino, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia e per questo ringraziamo i loro diesse che si sono affidati a noi. Mi aspettavo un interesse maggiore dalle squadre che fanno gli allievi ed è un aspetto significativo, forse non è cambiato tanto da quando ero allievo io. Con qualcuno abbiamo vinto la sua diffidenza, con tantissimi altri no, ma quando può ricapitare che uno staff di professionisti come quello che abbiamo allestito ti prepari gratuitamente un ragazzo?

«Naturalmente – puntualizza – non ci andiamo a sostituire al diesse per ciò che riguarda le tattiche di gara. Non guardiamo al risultato, anche perché in corsa ci sono troppe variabili e il ragazzo si deve attenere a ciò che gli viene detto dal suo tecnico. L’obiettivo con gli allievi che seguiamo è quello di farli crescere rispetto ai loro parametri di partenza e valutarli nel tempo. Come dicevo prima, capiremo meglio tutto strada facendo».

Nel Progetto Alfabici rientrano 16 allievi che provengono da Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Romagna, Toscana e Sicilia
Nel Progetto Alfabici rientrano 16 allievi che provengono da Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Romagna, Toscana e Sicilia
Nel Progetto Alfabici rientrano 16 allievi che provengono da Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Romagna, Toscana e Sicilia
Nel Progetto Alfabici rientrano 16 allievi che provengono da Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Romagna, Toscana e Sicilia

Metodo, formazione e finalità

Ad ora il “Progetto Alfabici” è in esclusiva per sedici allievi, ma nel corso della stagione un altro obiettivo è quello di fornire informazioni ulteriori ad un pubblico più ampio, pensando già ad un 2027 con più ragazzi da seguire.

«Abbiamo già stilato un programma – illustra Michele Rabaglia – di varie serate formative on line con i nostri nutrizionisti e psicologi aperte a tutti. Andremo in diretta sul nostro canale YouTube, dove resteranno tutte le puntate, dando la possibilità a chiunque di fare domande. Con questo nostro piano, vogliamo anche insegnare un metodo ai ragazzi, anche se non passeranno tutti professionisti, sperando che possa tornare utile a loro nel corso della vita quando intraprenderanno un’altra strada.

«Ad esempio – conclude – far comprendere loro che andare dallo psicologo non è una debolezza o non significa avere una malattia mentale, quanto invece ricercare un potenziamento di se stessi per lavorare meglio per diventare un corridore o un medico. In ogni caso abbiamo anche pensato per l’anno prossimo di mettere a disposizione due posti nel “Progetto Alfabici” al miglior esordiente di secondo anno e al miglior allievo di primo anno che usciranno dalla prossima Sei Giorni delle Rose di Fiorenzuola. Speriamo che il nostro modo di lavorare possa interessare alla Federciclismo o a chi vuole investire nel ciclismo giovanile».