Sparfel è pronto per esordire, pensando a quei 19”

Sparfel pronto per la strada, ma i 19” di Hulst bruciano ancora

01.03.2026
6 min
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Ci vorrà ancora qualche giorno per rivedere Aubin Sparfel (in apertura, foto Jolypics) in gara, per assistere al suo esordio su strada. Probabilmente alla Parigi-Roubaix per U23 del 12 aprile e la scelta non è casuale, considerando che parliamo, oltre che di uno stradista, di un ciclocrossista sopraffino, protagonista per tutto l’anno anche se il finale di stagione gli ha regalato lo smacco di un titolo mondiale di categoria sfuggito per soli 19”.

Sparfel in Italia è ben conosciuto, anche perché è da anni che è l’antitesi di Stefano Viezzi: rivali da juniores, con il friulano che lo vide trionfare nella sua Pontchateau agli europei 2023 per restituirgli la pariglia ai mondiali di Tabor. Rivali anche nella categoria superiore dove il ruolino di marcia privilegia il transalpino, anche per qualche colpo di sfortuna di troppo per l’alfiere dell’Alpecin. Ma il diciannovenne di Epinal è anche un ottimo stradista e lo ha già dimostrato lo scorso anno, tanto che non se la sente di dire quale delle due specialità preferisce.

Nel ciclocross Sparfel ha chiuso con 7 vittorie stagionali. Ora si prepara alla stagione su strada nel devo team Decathlon
Nel ciclocross Sparfel ha chiuso con 7 vittorie stagionali. Ora si prepara alla stagione su strada nel devo team Decathlon
Nel ciclocross Sparfel ha chiuso con 7 vittorie stagionali. Ora si prepara alla stagione su strada nel devo team Decathlon
Nel ciclocross Sparfel ha chiuso con 7 vittorie stagionali. Ora si prepara alla stagione su strada nel devo team Decathlon

«Ho sempre praticato entrambe le discipline – racconta dalla sua casa nel dipartimento dei Vosgi – ciclocross in inverno e ciclismo su strada in estate sin dagli inizi. Non mi sento di preferire l’una all’altra, le ritengo completamente complementari».

Qual è stata la vittoria che ti ha dato più soddisfazione e la maggior delusione vissuta nella stagione di ciclocross?

Penso che la mia migliore vittoria di questa stagione sia stata a Flamanville, nella prova di Coppa del mondo battendo Corsus (BEL) e Viezzi, è stata la prima nel circuito, per me ha un valore particolare anche se poi ne sono arrivate altre. La delusione, beh è facile arguirlo, l’esito finale del mondiale di Hulst.

La vittoria di Sparfel a Flamanville, davanti al pubblico amico. Replicherà il successo a Hoogerheide (foto SportPic Agency)
La vittoria di Sparfel a Flamanville, davanti al pubblico amico. Replicherà il successo a Hoogerheide (foto SportPic Agency)
La vittoria di Sparfel a Flamanville, davanti al pubblico amico. Replicherà il successo a Hoogerheide (foto SportPic Agency)
La vittoria di Sparfel a Flamanville, davanti al pubblico amico. Replicherà il successo a Hoogerheide (foto SportPic Agency)
Il mondiale perso per 19” lo vedi in maniera comunque positiva?

Penso di sì, è vero che ho avuto un problema meccanico, ma non è stato poi così grave da influire sull’esito finale. Certamente non sono stato troppo fortunato, ma è stata una gara dura dove ogni aspetto contava. E’ stato un peccato, ma dovevo dimostrare di essere in buona forma e diciamo che mi ha dato una nuova spinta per la stagione su strada.

Ti consideri più un corridore da classiche o da corse a tappe?

Non credo di riuscire ancora a definirmi davvero. Mi piacciono le corse a tappe, ma mi piacciono anche le classiche, quindi scoprirò i miei punti di forza a poco a poco. D’altro canto, ormai è una distinzione che nel ciclismo attuale sta venendo meno: se vai forte, vai forte dappertutto.

Il podio del mondiale vinto dal belga Dockx, un argento dal retrogusto amaro per Sparfel
Il podio del mondiale vinto dal belga Dockx, un argento dal retrogusto amaro per Sparfel
Il podio del mondiale vinto dal belga Dockx, un argento dal retrogusto amaro per Sparfel
Il podio del mondiale vinto dal belga Dockx, un argento dal retrogusto amaro per Sparfel
Hai vinto la classifica a punti al Giro Next Gen, era uno dei tuoi obiettivi l’anno scorso?

Sì, certo. Prima della partenza, pensavo che sarebbe stato fantastico vincere una maglia, competere per un risultato complessivo. Quel trofeo dimostra innanzitutto costanza nelle tappe, quindi penso che sia stata una cosa grandiosa e una grande opportunità. Sono riuscito a essere presente negli sprint intermedi, ma anche negli arrivi di tappa, dove ho ottenuto alcuni piazzamenti nella top 10. Un bilancio positivo, anche se in classifica sono finito a oltre mezz’ora da Ormzel.

In quale disciplina preferisci eccellere e in quale pensi sia più difficile distinguersi tra le due?

Penso di apprezzare il ciclismo su strada tanto quanto il ciclocross. E’ chiaro che il ciclismo su strada è più riconosciuto, a livello internazionale, e dà maggiori opportunità ma trovo che nel ciclocross ci siano più possibilità per farsi notare perché è uno sport più individuale.

Lo scorso anno Sparfel ha colto 4 vittorie in 38 giorni di gara, ultima quella al Tour Alsace (foto Joubert)
Lo scorso anno Sparfel ha colto 4 vittorie in 38 giorni di gara, ultima quella al Tour Alsace (foto Joubert)
Lo scorso anno Sparfel ha colto 4 vittorie in 38 giorni di gara, ultima quella al Tour Alsace (foto Joubert)
Lo scorso anno Sparfel ha colto 4 vittorie in 38 giorni di gara, ultima quella al Tour Alsace (foto Joubert)
Il tuo team, la Decathlon CMA CGM, è favorevole alla doppia attività?

Sì, mi supporta in entrambe le discipline. Questo mi dà molta fiducia per questa fase di crescita, mi sento approvato e seguito lungo tutti i dodici mesi, in una disciplina come nell’altra, oltretutto con uno standard molto alto. Quindi è fantastico per me.

Anche i tuoi fratelli corrono su strada: ti alleni spesso con loro (Louis, più grande di tre anni, è nel Team Marni-N’side, Batiste di 17 anni è al CC Etupes Junior, la giovanissima Anaelle è nell’Entente Cycliste Thaonnaise)?

Sì, tra l’altro anche loro abbinano ciclismo su strada e ciclocross, quindi ho l’opportunità di allenarmi un po’ con loro quando si può, quando sono a casa e abbiamo programmi compatibili. Potersi allenare insieme è sempre molto piacevole, poter condividere quelle emozioni che la bici sempre ti dà.

Da sinistra Batiste, Louis, Anaelle e Aubin, ognuno con la divisa del proprio club. Una famiglia di ciclisti promettenti
Da sinistra Batiste, Louis, Anaelle e Aubin, ognuno con la divisa del proprio club. Una famiglia di ciclisti promettenti
Aubin insieme a Louis e Anaelle. Manca Batiste, quarto componente di una famiglia di ciclisti
Sai che in Italia ci sono purtroppo molti incidenti mortali sulle strade che coinvolgono i ciclisti. Le strade nella tua zona, dove ti alleni, sono abbastanza sicure o molto trafficate?

So di quanti rischi si corrono, in Italia e non solo. Devo dire che nella mia regione non ci sono molte persone sulle strade, quindi è piuttosto bello potersi allenare. Oltretutto si tratta di paesaggi incantevoli e spesso capita di trovare altri ciclisti che si allenano, ma anche gente che gira sulle sue ruote, magari venendo dall’estero.

Quali sono le tue aspettative per la nuova stagione?

Spero di andare forte su strada e confermare quanto fatto l’anno scorso. E’ vero che ho fatto bene nel mio primo anno da under 23 e questo ha alzato notevolmente le aspettative, quindi spero di fare altrettanto e vincere molte gare.

All'ultimo Giro Next Gen, Sparfel ha conquistato la maglia rossa della classifica a punti e vuole ripetersi (foto Marie Vaning)
All’ultimo Giro Next Gen, Sparfel ha conquistato la maglia rossa della classifica a punti e vuole ripetersi (foto Marie Vaning)
All'ultimo Giro Next Gen, Sparfel ha conquistato la maglia rossa della classifica a punti e vuole ripetersi (foto Marie Vaning)
All’ultimo Giro Next Gen, Sparfel ha conquistato la maglia rossa della classifica a punti e vuole ripetersi (foto Marie Vaning)
Filippo Grigolini si unirà alla tua squadra, nella sua parte juniores quest’anno. Tu lo hai visto spesso durante la stagione del ciclocross, che consiglio puoi dargli in vista di questo passaggio così importante?

Penso che si sia già integrato bene nella squadra da quel che ho potuto vedere, quindi non ci sono molti consigli necessari. Credo che si adatterà bene al gruppo e che questo gli permetterà di crescere bene e di essere ancora migliore di quanto non fosse già, da quello che ho visto in questa stagione sui prati. E magari potrà seguire le mie orme anche su strada…