La novità non è di poco conto. Non tanto il fatto che una squadra italiana abbia una propria filiera, in fin dei conti anche VF Group Bardiani e Team Polti Polti Visit Malta hanno delle propaggini da cui attingono i nuovi talenti, ma la nuova conformazione societaria della Solution Tech Nippo Rali prevede un vero e proprio devo team, anche come denominazione e rappresenta il primo di questo tipo nella storia del ciclismo italiano.


La società ha formato la squadra con 10 corridori guidati da uno specifico staff, di cui fa parte Filippo Fuochi come diesse dei ragazzi e la sua presenza non è per nulla casuale: «A me personalmente è sempre piaciuto lavorare coi giovani perché ho fatto per tanti anni la categoria e quindi quando l’anno scorso in estate venne fuori l’idea, dissi subito che mi volevo occupare dei giovani per farli crescere nei giusti tempi».
Da quanto ti occupi di ciclismo e come sei arrivato al team Nippo?
Da quando ero praticamente bambino, ho la tessera da diesse dal 2008. Ho fatto un po’ tutte le categorie, gli juniores, gli under 23 per tanti anni e poi dal 2023 sono stato due anni all’MG K-VIS. Lo scorso anno sono arrivato alla Professional.


10 corridori nel team è il numero giusto?
Per il momento si è deciso di rimanere con questi e di fare fargli fare comunque un’attività giusta, senza esagerare più di tanto, anche perché la maggior parte sono dei primi anni, quindi alcuni hanno anche la scuola e giustamente hanno bisogno di un’attività mirata che ne tenga conto. Si dovrebbe rimanere con questi 10, fra cui tre giapponesi.
A proposito di loro, come sono stati scelti e sono stati “imposti” dallo sponsor?
E’ chiaro che vengono da Nippo. Diciamo che ci ha consigliato questi tre ragazzi giovani per inserirli nel devo team, in modo da crescere gradualmente e poi magari fargli fare anche qualche gara con la professional, in maniera progressiva. Ma attenzione, non sono raccomandati, sono tre talenti, perché uno dei tre correva già l’anno scorso qua in Italia da juniores con la Ballerini con Scinto, fra l’altro aveva vinto e aveva fatto bene anche al Lunigiana.


Come avete scelto gli italiani?
Provengono in stragrande maggioranza dalla squadra juniores che è collegata, il Team Franco Ballerini. Tutti ragazzi che anche lo scorso anno avevano fatto bene e quindi è stato deciso anche su suggerimento di Scinto di portarli nella devo e con lo stesso concetto, di farli crescere gradualmente e fargli fare un’attività giusta e corretta.
Considerando le loro caratteristiche, che elementi sono e chi sono i più promettenti?
Da quello che ho visto finora c’è Pascarella, un bel talento. E’ uno scalatore, ma comunque abbastanza completo. L’anno scorso ha vinto quattro gare, è entrato anche in nazionale, può crescere moltissimo. Poi c’è Bertolli che ha già fatto lo stagista con noi lo scorso anno. E’ un terzo anno, quindi ha un pochino più di esperienza. Anche lui secondo me è un bello scalatore e anche lui aveva già fatto qualche risultato l’anno scorso. Secondo me in prospettiva possono essere i primi a emergere, ma ho fiducia anche negli altri.


Cosa ti aspetti dalla stagione in corso?
Le aspettative sono sempre tante, perché è chiaro che quando si va alle gare c’è sempre la voglia di ottenere il massimo e abbiamo tutte le qualità per poterlo fare. Io da parte mia sono anche cosciente che la squadra è giovane, nuova, con tanti ragazzi del primo anno, quindi bisogna sempre stare con i piedi per terra e scoprire anche un po’ gradualmente che cosa potrà venir fuori. Si è fatto un ritiro dove si è cercato di fare un bel gruppo abbastanza affiatato. Ora iniziano le gare un pochino più toste e sono curioso anch’io di scoprire come potrà andare.
Funzionerà come gli altri devo team, quelli del WorldTour, ossia i ragazzi avranno anche occasione per correre con i più grandi?
L’idea è quella, che vale un po’ per tutti, ovviamente. Quando capiterà l’occasione, sempre in maniera tranquilla, faremo provare alcuni di loro, quelli più meritevoli, quando ci sarà la gara più adatta per loro.