Michele Bartoli Academy, Marina di Pietrasanta, febbraio 2026, ds Mirco Buti, Gabriele Cantini e Virginia Gelichi

Michele Bartoli Academy: si gioca, si sogna, si cresce

11.02.2026
6 min
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MARINA DI PIETRASANTA (Lucca) – I bimbetti vestiti di giallo e di nero, con il casco e gli occhiali Ekoi che fino ad ora i più piccoli non li… aveva mai vestiti, girano nell’anello attorno al campo di atletica. E’ la seconda domenica consecutiva che la Michele Bartoli Academy li raduna nell’impianto intitolato a Falcone e Borsellino vicino all’uscita di Versilia. La settimana scorsa hanno fatto dei test, prendendo il tempo su varie distanze e annotando tutto per ciascun ragazzo. Oggi si gira in gruppo e a tratti uno o due vanno in fuga con il diesse Mirco Buti e gli altri dietro che devono riprenderli, girando rapportini come in un frullatore, scortati da Gabriele e Virginia, ugualmente tecnici in bici.

«Mirco abbiamo dovuto corteggiarlo – sorride Alessandra Bartoli – Gabriele è stato uno dei più giovani direttori sportivi d’Italia, perché l’anno scorso aveva 19 anni e aveva già il patentino. Invece Virginia ha corso fino alle juniores e la vedi tanto dolce, ma quando decide di imporsi, diventa spietata».

Niente di casuale

La pioggia ha concesso una tregua. Una bimba di nome Sofia tiene in mano un cornetto alla Nutella grande quanto la sua faccia. Il babbo spiega ridendo che ha finito le barrette. E lei intanto ci tuffa dentro il volto, con il pollice conficcato al centro, dove la cioccolata sbuffa fuori abbondante. Suo fratello Brando, ci spiega Alessandra, è l’anima della squadra.

Fortuna ha voluto che si siano trovati fra coetanei molto in gamba, che si stimolano a vicenda e intanto diventano più forti. A questa età la bravura sta soprattuto nel sapersi muovere fra ostacoli e difficoltà, sviluppando la capacità di guida, ma dice Michele che alcuni di loro sono dei piccoli fenomeni anche nello stare in gruppo e prendere le posizioni.

Non c’è niente di casuale. Anche le posizioni in sella le hanno fatte sui rulli, consapevoli del fatto che a questa età i bambini crescono così rapidamente che una misura potrebbe non andare più bene da oggi a domani.

Un progetto, non una squadra

Michele ha appena finito di parlare con un bambino e sua madre. Da quest’anno ha smesso di collaborare con la Bahrain Victorious e, quando si avvicina, ha gli occhi che brillano come dopo il primo Fiandre. Qui però la vittoria è vederli tutti insieme, coinvolti in un progetto in cui lui crede da matti.

«Non vuole essere la classica squadra di ciclismo – spiega Bartoli – ma insegniamo tutto quello in cui crediamo. Il valore della nutrizione, che per i bambini significa mangiare in modo sano. Il riposo, il recupero, la conoscenza del ciclismo e poi chiaramente anche le gare e l’abilità. Sono bambini. C’è spazio per il gioco, per andare a giocare a pallone sulla spiaggia e fare una girata sul lungomare di Forte dei Marmi. Avere due direttori sportivi di vent’anni riduce le distanze».

Michele Bartoli si è lanciato nella Academy con un entusiasmo nuovo. Qui è con il nipote Ettore
Michele Bartoli si è lanciato nella Academy con un entusiasmo nuovo. Qui è con il nipote Ettore
Michele Bartoli si è lanciato nella Academy con un entusiasmo nuovo. Qui è con il nipote Ettore
Michele Bartoli si è lanciato nella Academy con un entusiasmo nuovo. Qui è con il nipote Ettore

Si parte dai giovanissimi

La presentazione ufficiale ci sarà domenica 8 marzo a Ponsacco, ma questi kit così belli realizzati da Veloplus hanno cominciato a fare capolino già lo scorso anno.

Quando nell’estate si sparse la voce che dal 2026 Michele avrebbe lanciato la sua Academy, qualcuno in altre società iniziò a fare giochi strani. Qualche bimbo in predicato di cambiare maglia si è ritrovato fuori squadra. Altri hanno subito pressioni perché l’anno successivo non passassero con Bartoli, altrimenti potevano ritenersi liberi da subito. E così Alessandra e Michele si sono rimboccati le maniche, hanno comprato un furgone prima del tempo e hanno mosso i primi passi.

«Siamo partiti con i giovanissimi – prosegue Bartoli – e vogliamo accompagnarli nel cammino fino alle categorie più grandi. Ogni anno vorremmo inserirne una nuova, siamo già pronti per gli esordienti nel 2027. Abbiamo sponsor per i prossimi tre anni e con altri stiamo trattando. E’ una Academy come quelle del calcio, dove si parte da bambini e si arriva alle categorie internazionali. Stiamo costruendo un gruppo di tecnici, accompagnatori e collaboratori che sanno e che vogliono insegnare. Siamo contenti».

Fra gambe e carattere

Quando c’è da fare la gimkana con le prove di abilità in cui debutteranno ai primi di marzo a Siena, in occasione della Strade Bianche, Mirco sale in cattedra. Sistema i coni a terra, spiega come si prende la pallina e poi li osserva uno dopo l’altro mentre si cimentano con il percorso.

«Nelle valutazioni che facciamo con i tecnici – spiega Bartoli – c’è anche tanta componente psicologica. Vogliamo che stiano bene in gruppo, che si sentano accolti e a loro agio. Per le prestazioni ci sarà tempo più avanti. Hanno il diritto di crescere con calma. Abbiamo le nostre riunioni settimanali. Nei mesi scorsi sono stati in palestra, oggi imparano la guidabilità. Ritroveranno queste gimkane anche nei meeting nazionali per migliorare le loro abilità. Quello che impari oggi ti viene buono quando sarai nel grande ciclismo».

Ogni gesto parla di futuro, anche il semplice darsi appuntamento a mercoledì quando andranno in mountain bike. L’idea è appena sbocciata. Il sogno quasi inconfessabile parla di un progetto destinato ad arrivare molto in alto ed è bello che un campione si impegni per restituire al ciclismo quel che ha ricevuto. Lo sta facendo sotto voce, ma in maniera concreta. Se sono rose, vedrete che fioriranno.