Egan Bernal

Bernal, Zipaquirà, il Giro: le news direttamente dalla Colombia

08.02.2026
5 min
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Questa è la settimana del ritorno del grande ciclismo in Colombia, patria del pedale sudamericano. Tre giorni fa si è disputata la prova a cronometro, mentre oggi è la volta della gara in linea. I campionati nazionali si svolgono a Zipaquirà, città natale di Egan Bernal, che tra l’altro sarà, almeno sembra, uno dei leader del prossimo Giro d’Italia.

Il Sudamerica resta il secondo grande polo ciclistico mondiale, nonostante la globalizzazione abbia ormai distribuito atleti di alto livello in ogni angolo del pianeta. In questi giorni si è discusso molto del mancato Giro di Colombia, che anche quest’anno non verrà disputato. In tanti hanno sottolineato quanto questa assenza rappresenti una perdita culturale, tecnica ed economica per il ciclismo locale. Anche per questo motivo l’attenzione sui campionati nazionali è ancora maggiore.

Egan Bernal
Brandon Rivera ed Egan Bernal in allenamento sulle strade della loro Zipaquirà. I due oltre che compagni di squadra sono amici storici (foto @pochop8)
Egan Bernal
Brandon Rivera ed Egan Bernal in allenamento sulle strade della loro Zipaquirà. I due oltre che compagni di squadra sono amici storici (foto @pochop8)

A casa di Bernal

Ad aiutarci a capire il clima che si respira è un nostro collega colombiano, Lisandro Rengifo, giornalista di El Tiempo, quotidiano di Bogotá. E’ lui a portarci dentro l’atmosfera di Zipaquirà e a raccontarci cosa rappresenti questo appuntamento per Egan Bernal e per il movimento ciclistico colombiano.

«Per quanto riguarda i campionati nazionali – dice Rengifo – l’ambiente a Zipaquirà è sensazionale. Essendo la “casa” di Bernal, l’attesa è altissima. Al via ci saranno ciclisti di ogni livello e caratteristiche. Dopo la cancellazione del Tour Colombia, i campionati nazionali concentrano tutta l’attenzione del mondo del pedale nel Paese. Saranno presenti corridori come Egan Bernal, Daniel Martinez, Harold Tejada, Brandon Rivera e Santiago Buitrago: i nomi più importanti del ciclismo colombiano impegnati nel WorldTour».

E a proposito di Rivera, giovedì nella prova a cronometro, il successo è andato proprio al compagno di squadra di Bernal alla Ineos Grenadiers. Il percorso era pianeggiante ma molto impegnativo: una crono di 44 chilometri con appena 180 metri di dislivello, il tutto però oltre i 2.500 metri di quota. Rivera che è uno scalatore atipico, molto potente, ha rifilato quasi 2′ al secondo, Dani Martinez.

Rivera
Rivera ha stravinto la prova contro il tempo. Tanta la gente a bordo strada, figuriamoci oggi (foto Federciclismo Colombia)
Rivera
Rivera ha stravinto la prova contro il tempo. Tanta la gente a bordo strada, figuriamoci oggi (foto Federciclismo Colombia)

Non solo scalatori

Ma se la crono è era un piattone, che tipo di gara sarà quella in linea. Non possiamo credere che in Colombia non inseriscano neanche una salita. E infatti…

«Il percorso di oggi – prosegue Rengifo – favorisce i fondisti, coloro che sono abituati a gare di oltre 200 chilometri e che si allenano e rendono bene in altura. In conclusione, è un tracciato che avvantaggia soprattutto i ciclisti colombiani che fanno parte del WorldTour, gente di fondo, forte».

Un aspetto molto romantico, se vogliamo, di questa storia, anzi di questi campionati nazionali è l’impegno proprio di Bernal. Sembra che il classe 1997, abbia influito nell’organizzazione di questi Campionati Nazionali “in casa” e non solo come uomo immagine.

Rengifo fa luce: «Bernal ha influito totalmente nell’organizzazione. Egan è stato uno dei principali collaboratori nel disegno del percorso, che potrebbe essere il più duro nella storia dei Nazionali. C’è uno strappo di un chilometro con pendenze fino al 16 per cento, da affrontare per 13 volte. Non molti ciclisti riusciranno a portare a termine la prova».

E a proposito di Bernal, la sua stagione riparte proprio da qui, esattamente come un anno fa, anche se nel 2025 aveva già conquistato il titolo a cronometro.

«Come ci arriva Bernal? Tutto lascia pensare che Egan possa ripetere il successo dello scorso anno, non solo perché corre in casa, ma perché in Colombia non c’è un altro corridore con le sue caratteristiche: forte in montagna, fondista completo e con una mentalità vincente. Sì, può difendere il titolo conquistato dodici mesi fa».

Egan Bernal
Bernal sullo strappo dove si conclude il campionato nazionale colombiano. Bisognerà ripeterlo 13 volte (foto @pochop8)
Egan Bernal
Bernal sullo strappo dove si conclude il campionato nazionale colombiano. Bisognerà ripeterlo 13 volte (foto @pochop8)

Tra Giro e futuro

Questa di poter parlare con un giornalista colombiano è anche un’occasione per cercare di scoprire il futuro di Bernal. E per noi italiani la domanda principale è legata alla sua partecipazione al Giro d’Italia che, ricordiamo, ha vinto nel 2021.

«Non è stato detto nulla di ufficiale – spiega Rengifo – ma l’ipotesi più probabile è che possa ripetere la doppietta Giro-Tour, come l’anno scorso. E’ chiaro che con gli arrivi di Vauquelin e Onley si presuppone che al Tour vadano loro e possano essere leader, quindi Bernal avrebbe maggiori possibilità di guidare la Ineos in Italia».

In altri tempi, un percorso come quello del Giro di questa stagione sarebbe stato perfetto per lui: salite lunghe, non eccessivamente pendenti, simili a quelle di casa, e una lunga cronometro in cui guadagnare terreno sui rivali più puri in salita. Certo, non è più l’Egan di un tempo. O forse, semplicemente, oggi i rivali sono diversi.

«L’anno scorso ho parlato con lui – racconta Rengifo – e mi disse che l’obiettivo della Ineos nel 2025 era lottare per il podio del Giro, anche se poi ha chiuso settimo. Quest’anno, se andrà al Giro, l’idea sarà di nuovo quella di puntare al podio, perché il percorso gli è favorevole. Resta da capire contro quali avversari si troverà.

Bella infine la chiosa di Rengifo sia su Egan che sul ciclismo della sua Nazione: «Il ciclismo colombiano continuerà a dipendere, come negli anni passati, da ciò che farà Egan Bernal. Non c’è un altro corridore con le sue qualità ed è l’unico che può ambire a risultati davvero importanti. Allo stesso tempo va detto che oggi non ha le condizioni per lottare alla pari con Pogacar, Vingegaard o Evenepoel, come del resto accade alla maggior parte dei comuni mortali del gruppo. Ma terrà duro come sempre».