Un nuovo inizio. Il passaggio di Tiesj Benoot dalla Visma-Lease a Bike alla Decathlon ha questo sapore per il ciclista belga che dopo 4 anni è come se tornasse al suo passato: non più prezioso luogotenente per classiche e Grandi Giri, ma di nuovo libero di cercare il risultato. Non che nel team olandese le occasioni non le abbia avute, vedi la vittoria a Kuurne nel 2023 o i podi all’Attraverso le Fiandre, ma quel che mancava è il senso di libertà che spera di ritrovare in terra transalpina.
Tra i tanti cambiamenti dell’ultimo ciclomercato, quello del belga è stato uno dei primi, segno che la scelta era matura già da tempo e il belga lo spiega direttamente: «I primi contatti li abbiamo avuti a gennaio dell’anno scorso, ma la decisione è arrivata un po’ più avanti, durante il periodo delle classiche. Ho scelto Decathlon perché è un team in rapida crescita. Non avevo un vero motivo per lasciare Visma, ma ero felice di uscire di nuovo dalla mia zona di comfort, avevo bisogno di cambiare e trovare nuovi stimoli. Ho superato i 31 anni, per continuare dovevo trovare qualcosa che mi attraesse e spingesse a continuare a fare sacrifici».


Quattro anni alla Visma: che cosa ti rimane di quell’esperienza?
Molto, certo, ma forse il ricordo più bello è la vittoria alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, anticipando i miei quattro compagni di fuga e le due vittorie al Tour vissute con Jonas (Vingegaard, ndr), sentendo di aver dato il mio contributo, di essere parte di qualcosa d’importante.
Alla Decathlon cambia il tuo ruolo, torni a essere una punta per le classiche. E’ un po’ un ritorno al passato il tuo?
Sì, un pochino, credo. Ma era quello di cui avevo bisogno. Negli ultimi quattro anni, la Visma è stata importante, ma sta cambiando. La Decathlon forse per me ora è un po’ più simile a Lotto e Sunweb dov’ero prima, ma alla fine, credo che avremo comunque una squadra più forte di quella che avevo allora. Quindi spero di ritrovarmi con molti compagni di squadra attorno nelle fasi finali delle corse principali.


Le Classiche Franco-Belghe sono ancora il tuo obiettivo principale per questa stagione?
Diciamo che per me il periodo principale è marzo-aprile, quella fase fra Omloop Het Nieuwsblad e Liegi-Bastogne-Liegi dove ci sono molti appuntamenti degni d’interesse. Io farò 7 gare, iniziando proprio con l’Omloop e poi quasi tutte le altre, saltando solo la Roubaix. Cercherò il miglior risultato possibile sapendo che alcune di queste sono più aperte a ogni risultato. Se riesco a vincerne una, la mia stagione sarà già super buona. Ma il mio obiettivo è solo essere al top della forma in quel periodo.
Che supporto ti aspetti dalla squadra in quelle occasioni?
Totale, adeguato. Spero solo di essere con una squadra forte e motivata e poi di avere più carte da giocare in finale. Ma teniamo presente che non sono il solo a poter vincere, quindi si vedrà anche come si metteranno le corse. Sono però molto fiducioso sul fatto di essere pronto a correre al meglio e avere il team di supporto.




Quanto è diversa l’esperienza Decathlon, l’ambiente, il materiale rispetto a Visma?
Moltissimo, cambia davvero tutto. E’ iniziare una nuova avventura, sentire che intorno a te ci sono persone nuove e il tuo primo compito è entrare con loro in sintonia. Quindi bisogna conoscersi un po’, assorbire culture diverse. Ma alla fine io dico sempre che si tratta solo di ciclismo. Quindi di andare veloce in bici. Certo, ci sono accenti diversi, io ho sempre corso in team dalla forte componente fiamminga o olandese, ma d’altra parte il mestiere non cambia…
Che impressione hai avuto dei giovani talenti del team come Seixas e Bisiaux?
Ho corso contro di loro l’anno scorso e mi hanno già fatto una grande impressione. Ho la netta sensazione, ora che siamo fianco a fianco, che faranno il passo successivo nei prossimi anni e di sicuro hanno un grande futuro. Io spero di farne parte e poterli aiutare, perché hanno davvero grandi chance. Il primo consiglio che posso dare loro è prendere però la loro attività con grande calma, non farsi schiacciare dalla pressione.


Ti aspetta il Tour de France: che impressione hai avuto vedendo il percorso?
Penso che in generale sia ancora un percorso molto duro e non vedo l’ora di partire da Barcellona. Ci sarà una bella atmosfera. Sono 9 anni che non salto un’edizione e mi piace molto l’inizio fuori dalla Francia, quindi non vedo l’ora di iniziare a Barcellona. Magari questo potrebbe essere l’anno giusto per lasciare la mia firma, farlo con una squadra francese avrebbe anche un significato particolare…