In mancanza del ritiro che per molte squadre è prassi ( non così per la Ef Education-EasyPost), Vincenzo Albanese ha trascorso le Feste a Salerno dai parenti e poi ha guidato fino al Rifugio Sapienza per un personale stage in altura di due settimane. Solo che quest’anno il meteo siciliano è stato tutto fuorché clemente. E così il tifone Harry, che ha devastato chilometri di costa e provocato la frana che tiene in apprensione gli abitanti di Niscemi, ha portato sull’Etna una nevicata a dir poco imponente. Un metro e mezzo di coltre in 36 ore, ma a quel punto Albanese era già ripartito, portando con sé soltanto i buoni ricordi del lavoro fatto.
«A dicembre non facciamo ritiri – spiega – a gennaio hanno fatto una decina di giorni a Girona, però io ero già sull’Etna e sono scappato via prima della bufera di neve. Sono stato lì fino alla domenica, ma si sapeva che avrebbe nevicato, mentre a Catania c’era allerta rossa. Sono andato via in tempo e ora sono a casa».


Senza i Grandi Giri
Dopo diversi debutti nelle corse di Mallorca, la stagione di Albanese, classe 1996, inizierà il 7 febbraio al Tour of Oman, tanto che martedì prenderà il primo volo dell’anno, dopo un inverno senza intoppi. Partenza più tranquilla, dunque, e un calendario rivoluzionato.
«Non farò Grandi Giri – spiega Albanese – perché da quest’anno ricomincia il triennio dei punti e la squadra ha progettato per me un calendario orientato su gare di un giorno. Diciamo che mi ritroverò a correre come quando ero all’Arkea, anche se qui siamo molto più organizzati anche sul piano tattico, non si corre allo sbaraglio. Ci sarà il giorno in cui dovrò aiutare qualcuno e il giorno dove potrò giocarmi un risultato».


A disposizione dei compagni
Un cambiamento di attitudine che non passa inosservato. Il corridore uscito senza acuti dai quattro anni con la Bardiani, voluto e rivitalizzato da Zanatta e Basso alla Eolo e poi approdato nel WorldTour con la Arkea e ora con gli americani, ha dismesso i panni dell’aspirante leader.
«L’anno scorso ho vinto una tappa al Giro di Svizzera – dice – ma c’è voluta anche fortuna, nel senso che tante volte sono stato meglio, eppure non è arrivato nulla. Nel complesso il 2025 è stato un’ottima stagione, soprattutto perché non essendo un grande vincente, sono riuscito a fare la mia parte. Sono un corridore discreto, non faccio la differenza, per questo cerco di farmi voler bene e mi metto a disposizione. Credo che in questo ciclismo, tolti i veri fenomeni, nelle squadre servono anche ragazzi onesti che si sanno aiutare. La squadra è contenta, me lo hanno detto al momento di fare i programmi, quindi… va bene così».


Un Tour da ricordare
I panni del luogotenente di valore e il calendario che non prevede Grandi Giri. Così la curiosità dopo il debutto al Tour del 2025 ci tocca riporla in tasca. La EF Education-EasyPost non vorrà ridursi all’ultimo nella lotta per mantenere il WorldTour, ma è palese che schierare sin da subito i corridori per la smania di fare punti è uno degli effetti più evidenti del nuovo ciclismo.
«Dico la verità – spiega Albanese – il Tour resta una bella esperienza. Ho lavorato tanto per Healy, ma è normale supportare uno così forte. Poi ha pure preso la maglia gialla, quindi nei giorni successivi ci siamo sacrificati giustamente (in apertura i due festeggiano il primato nella foto di Ashley Norris Gruber, ndr). Così quando alla fine sono arrivate opportunità anche per noi, eravamo tutti un po’ stanchi. Però sono contento, sono sincero. Alla fine ti rendi conto, anche avanzando con l’età, che è meglio mettersi a disposizione e diventare un uomo squadra per i ragazzi più forti che si giocano le corse importanti».


Da Het Nieuwsblad a Roubaix
L’obiettivo è dunque arrivare forte a marzo, il mese più importante, in cui servirà avere la freschezza giusta. E mentre spiega come immagina la sua stagione, Albanese racconta anche di aver diviso la camera con Mattia Agostinacchio, che con i suoi 18 anni, è l’acquisto più interessante della EF Education-EasyPost.
«Farò più o meno come l’anno scorso – dice – con la Parigi-Nizza, poi tutte le classiche dalla Sanremo alla Roubaix, quindi da marzo inizierà un mese abbastanza intenso. Ho fatto l’altura e spero di arrivare bene già all’Opening Weekend di fine febbraio in Belgio, sapendo che le corse lassù me le farò tutte. Però fra le classiche, forse quella che mi piace di più è la Sanremo. Ma non credo (ride, ndr) che Van der Poel perderà il sonno sapendo che ci sarò anche io…».