E’ diventato grande in fretta Alec Segaert, senza andare di fretta. Il fiammingo di Roeselare – che compirà 23 anni fra due giorni – è approdato alla Bahrain-Victorious proseguendo nel suo processo di crescita graduale.
In ogni stagione ha saputo aggiungere una tessera al suo mosaico di esperienza e capacità, creando una base solida per diventare un corridore affidabile fino a guadagnarsi una sfida stimolante fuori dal suo Paese. Dopo quattro anni nella Lotto, nella nuova squadra Alec si (ri)unirà col fratello Loic, diventato nel 2024 uno dei coach e diesse della Bahrain (i due sono insieme nella foto di apertura) arrivando anch’egli dalla formazione belga.
Abbiamo conosciuto quel ragazzetto a maggio 2021 quando vinse in solitaria la gara juniores a Stradella sul percorso del Giro dello stesso anno. E quest’anno ce lo ritroveremo da pro’ dopo averlo visto in maglia rosa al Giro NextGen. Ne abbiamo approfittato quindi, dopo i ritiri in Spagna, per sapere come Segaert ha impostato il suo avvicinamento alla stagione.


In Bahrain ritroverai tuo fratello Loic, che è stato il tuo primo allenatore, e immaginiamo che tu sia felice di lavorare di nuovo con lui. Come pensi che sarà il vostro rapporto ora in una squadra WT rispetto al passato?
Di sicuro è molto bello essere ancora insieme a Loic nella mia nuova squadra. Anche prima siamo sempre stati in contatto, ma adesso sarà ancora meglio poter parlare di tutto con lui. Il nostro legame è molto solido, non cambierà nemmeno ora dove c’è un rapporto lavorativo più profondo. Anzi, credo che possiamo crescere insieme e crearci una carriera, io come corridore e lui come allenatore. In ogni caso vedremo come andrà.
Nel 2025 hai corso molto e ti è mancato solo il podio. Com’è stata la stagione nel complesso?
La scorsa annata non è stata male in generale. Ho sentito di aver fatto un grande salto in avanti. In effetti non sono riuscito a vincere e sarebbe stato bello farlo. Ci sono andato vicino più volte, come l’ultima gara disputata al Tour of Holland (terzo posto nella quinta ed ultima tappa, ndr).
Bilancio positivo quindi?
Assolutamente sì. Posso ritenermi soddisfatto di ciò che ho fatto nel 2025. Ho disputato tutte le grandi classiche del Nord e ho corso un Grande Giro (la Vuelta, ndr) che mi è servito per fare più esperienza. Spero che la vittoria arrivi presto quest’anno.


Raccogliamo il tuo spunto. Nel 2025 hai corso la Vuelta, che è stato il tuo primo Grande Giro. Come valuteresti quell’esperienza?
Certamente mi tornerà utile quest’anno. E’ stata molto buona. Alla Vuelta sono andato proprio come volevo. In diverse tappe sono riuscito ad entrare nelle fughe, come mi ero prefissato all’inizio. Sono contento di aver fatto una buona cronometro individuale alla diciottesima tappa (ottavo posto a 15” dal vincitore Ganna, ndr). Significa che stavo bene.
Cosa ti ha insegnato?
Con la squadra siamo andati bene. Ho scoperto un po’ più di me stesso. Ad esempio, insieme a De Buyst ho cercato di fare un buon lead-out per Viviani alle sue ultime corse. E’ stato molto bello correre con compagni così esperti e vincenti come loro.
Sei forte a cronometro, ma hai dimostrato di avere le carte in regola per le classiche e le tappe collinari. Che tipo di corridore pensi di essere diventato e quanto ritieni di essere cresciuto?
Sicuramente le cronometro sono un buon termometro per vedere se sei in forma o meno. Quella di andare bene nelle prove contro il tempo credo che sia una qualità che posso sfruttare anche in altri tipi di gare.


Sai già come sarà distribuita la tua stagione?
Penso che sarà suddivisa in due o tre parti. La prima si concentrerà sulle classiche, mentre nella seconda ci saranno le gare a tappe dove troverò le crono. Alla Bahrain voglio crescere come supporto per i compagni che puntano alle generali. Questo è un aspetto in cui spero di poter fare la differenza per la squadra.
In quali ambiti pensi di essere migliorato finora, sia in sella alla bici che fuori?
Come dicevo prima, ho lavorato nei finali di tappa nel treno dei velocisti. Non posso considerarmi una “ultima ruota”, però sto imparando molto in questo frangente e vorrei continuare a farlo anche qua. Per il resto nelle classiche mi sono migliorato molto sia nella posizione in gruppo che nelle tecnica di guida
In quali ambiti vorresti migliorare?
Grazie alla crescita di cui parlavo prima, potrei fare dei finali di alcune gare in modo più intelligente. Penso che questa sia una delle mie qualità più importanti. Quindi questo aspetto lo voglio migliorare ancora di più, sperando magari di usarlo per vincere.


Hai vinto diverse gare in Italia, un posto che ti ha sempre portato bene. Sarebbe bello vedere Alec Segaert al via del Giro…
Mi è sempre piaciuto correre in Italia e posso già dirvi che ci vedremo da voi a maggio. Non vedo l’ora di correrlo. Prima però ci saranno ancora tutte le classiche. Esordirò presto con corse in Spagna e Francia, ma per me la vera stagione inizierà con la Omloop Het Nieuwsblad, poi Fiandre e Roubaix. Ed infine mi preparerò a dovere per il Giro.
Quali sono gli obiettivi di Segaert per il 2026 con il Bahrain e con la nazionale?
La maggior parte dei miei obiettivi sono concentrati per la squadra. Fare bene alle classiche è il mio obiettivo più importante dell’anno. Poi ripeto: voglio aiutare i nostri leader delle generali al Giro o nelle gare a tappe di una settimana. Se tutto andrà bene, spero di essere convocato per europeo e mondiale col Belgio, ma c’è ancora tanto tempo per pensarci. Intanto cerchiamo di iniziare la stagione poi vedremo tutto.