Abbiamo messo a confronto due Canyon. Una aero bike per eccellenza, la Aaeroad contro la Ultimate, quest’ultima è da sempre uno dei cardini dell’intera piattaforma Canyon. Una bici come la Aeroad è davvero più efficiente?
Non è la prima volta che mettiamo a confronto due biciclette di gamma e categoria differenti. Il nostro obiettivo è quello di trovare le giuste chiavi di lettura e fornire spunti utili a chi si trova nel mezzo. E’ pur vero che, inutile negarlo, le aero bike oggi vanno per la maggiore. Sono le più vincenti in ambito pro’, sono accattivanti e riempiono lo sguardo. Però, una volta su strada fanno davvero la differenza? Esistono solo vantaggi o ci sono anche degli svantaggi da considerare? Il mezzo meccanico fa la differenza?


Gli allestimenti delle due Canyon
Entrambe le bici si basano sulla piattaforma CF SLX, quella che era la top di gamma, sostituita dalla CFR. CF SLX è una sorta di bilanciamento ottimale, a prescindere dall’allestimento. Il tutto considerando la resa tecnica, mai estrema e ben equilibrata, il rapporto qualità/prezzo, pesi interessanti e gli allestimenti. Entrambe le Canyon in prova portano in dote la trasmissione Shimano Ultegra Di2 2×12 (52/36, 11/30 per Aeroad e 11/34 per Ultimate), il manubrio full carbon Canyon, integrato e modulare.
Ci sono le ruote DT Swiss ARC 1400 Dicut per entrambe, da 62 per Aeroad e 38 per la Ultimate (rispettivamente gommate Continental e Pirelli), le selle di Selle Italia. Queste versioni hanno anche il power meter 4iiii singolo (pedivella sinistra non-drive). I pesi rilevati: 7,54 chilogrammi (senza pedali e taglia large, con queste caratteristiche di base il peso è parecchio interessante) per la bici aero, 7,2 per la Ultimate (taglia small). Considerando i due pacchetti restano molto interessanti anche i prezzi (al netto delle offerte), 6.499 euro per Canyon Aeroad, 5.999 euro per Ultimate.








Aeroad versatile? Sì, ma per l’agonista
Potrebbe sembrare un’affermazione banale, in realtà nasconde un’argomentazione ampia e con tante sfaccettature. Il progetto Aeroad, pur nascendo per essere una bici aero concept prima di tutto il resto, si dimostra particolarmente efficiente anche in salita. Lo avevamo sottolineato in passato con il test della CFR, la conferma arriva anche con la CF SLX.
Al tempo stesso è una bici che impegna ed il suo carattere da racing bike emerge senza tanti giri di parole. Si passano le 4 ore, si abbattono i 2.000 metri di dislivello positivo e tanto la Aeroad ti dà: tanto chiede e pretende. Può essere un’arma a proprio favore quando si è ben preparati ed allenati, quando si ha voglia di continuare a spingere, altrimenti può diventare una bici stancante che toglie energie.






Ruote da 50 e gomme da 30
Profilo da 50 millimetri e gomme con sezione da 30, una combinazione moderna e più che mai attuale. La Ultimate conserva il suo DNA, il suo equilibrio fatto di comfort, leggerezza, facilità ed immediatezza, ma anche quella progressività delle risposte che la rende la bici adatta a tutti.
Lo stesso binomio riportato sulla Aeroad diventa una chiave di volta non banale. La bici aero resta super performante, veloce e briosa, ma vengono smorzati (in parte) quei tratti di perentorietà che possono dare “fastidio” ai meno allenati, oppure a chi è meno incline a subire la rigidità del mezzo meccanico nelle varie fasi. Possiamo tradurlo in quel comfort funzionale che spesso è menzionato.


Ultimate, meno impegnativa e bici per tutti
Al contrario della Aeroad, la Ultimate (fin dagli albori e con i suoi diversi moduli di carbonio) nasce per essere una bici che va ben oltre l’interpretazione dedicata solo agli scalatori ed agli amanti dei pesi leggeri (non di rado le due cose combaciano). La conferma dei freni a disco, l’innalzamento dei profili delle ruote, l’aumento delle larghezze di cerchi e coperture, a nostro parere, non hanno fatto altro che aumentare il range di utilizzo (ed interpretazione) di una delle bici più sfruttabili (da sempre) su ogni terreno.
Ruote basse o altissime, più votate all’endurance o alla performance pura, gomme strette o cicciotte, con il naso all’insù oppure sui vallonati, una Ultimate non scontenta nessuno. Ed è comoda, soprattutto se consideriamo le uscite dall’alba al tramonto, dove la dose di comfort che arriva dal mezzo meccanico aiuta, non poco. Inoltre, la Ultimate CF SLX è una lama anche nel fendere le traiettorie in discesa, con una stabilità, precisione e capacità di perdonare errori decisamente superiori alla media.


Cosa sì e cosa no?
Mai come oggi è fondamentale entrare nell’ottica di essere certi di cosa si voglia da una bicicletta, quali siano gli obiettivi e le reali capacità di sfruttare il mezzo meccanico. Il mercato offre tantissimo, tante scelte per tasche ed esigenze diverse, per differenti stili di guida, interpretazione e capacità di cucirsi addosso la stessa bici. Una bici aero offre tanti vantaggi per chi è agonista nell’animo, per chi ama spingere forte sempre ed è anche gratificazione estetica. E’ vantaggiosa per quella tipologia di utenti che “vogliono sentire la bici”, perché ha un “percepito” tendenzialmente più rigido rispetto ad una bicicletta più esile nelle forme e porta sempre ad andare un poco oltre.
Una aero bike è anche una sorta di sfida ed uno stimolo. A parità di categoria, non di rado paga qualcosa in termini di valore alla bilancia, è impegnativa a tratti stancante ed invasiva anche nell’impatto estetico. “Obbliga” per certi versi a tenere sempre la corda tesa, anche in fatto di gestione e configurazione con le ruote. Aeroad resta comunque una bici più “facile” e sfruttabile, rispetto alla media della categoria delle bici aero concept.
Per l’utilizzatore medio una bici tradizionale come la Canyon Ultimate è più sfruttabile. E’ dotata di un comfort maggiore, sicuramente meno veloce quando si argomenta la velocità pura, ma al tempo stesso meno impegnativa ed esigente. Appaga con qualsiasi tipologia di vestito (colore, ruote, allestimento in genere). Se consideriamo le tendenze e le estremizzazioni attuali, in ambito professionale va un po’ fuori contesto, considerando anche i limiti di peso imposti. Se invece il ragionamento si sposta verso un’utenza non professionale (seppur agonista), una bici come la Ultimate mette in campo molti più vantaggi che svantaggi.


In conclusione
Il modulo CF SLX a nostro parere resta il miglior compromesso, per tanti e diversi motivi, a prescindere dal modello di bicicletta. Che sia Aeroad oppure Ultimate il rapporto qualità/prezzo/performance è eccellente e non ci sono le estremizzazioni che invece fanno parte del segmento CFR. Anche in fatto di valore alla bilancia, abbiamo due prodotti parecchio interessanti, forse ancor di più se analizziamo la bici aero, considerando il pacchetto Ultegra e le ruote da 62.
Entrando nel dettaglio della resa tecnica, con tutta probabilità la Aeroad è migliore, se il focus è relativo alla ricerca del limite e della prestazione più alta. Si dimostra una F1, con tutte le considerazioni del caso, quindi una bici con tanti cavalli che però devono essere gestiti. La Ultimate è più una granturismo, più lunga nelle risposte, docile e comoda, adattabile anche in base all’umore dell’uscita.