TAVARNELLE VAL DI PESA (SI) – La Strade Bianche ha lasciato terra e polvere sulle bici degli atleti che l’hanno affrontata. Ai professionisti tutto sommato è andata anche bene, ma le bici degli amatori che l’indomani hanno percorso la gran fondo erano ridotte davvero male, a causa del fango e della conformazione della terra senese che ha scavato dischi e consumato gomme.
In questo hotel sulla collina di Tavarnelle Val di Pesa, delle Cinelli dell’MBH Pro Team si è preso cura Dima Pohorelov, meccanico ucraino che da ragazzo nel suo Paese ha anche corso e da quattro anni è in Italia e lavora con la squadra ungherese dalle spiccate radici bergamasche. Lo abbiamo incontrato alla vigilia della corsa, curiosi più di come si preparino le bici per gli sterrati e di come poi saranno riportate al loro splendore.


Quant’è importante la pulizia della bici dopo aver pedalato su percorsi simili?
Molto importante, anche se con il livello che c’è oggi, catene e trasmissioni funzionano bene anche quando sono davvero sporche. Al massimo sono poco precise. La pulizia è importante perché la bici duri a lungo, se magari lo sporco è costituito da grasso vecchio che si è indurito. E allora bisogna toglierlo e pulire bene.
La pulizia è alla base del corretto funzionamento?
Il lavoro del meccanico è sempre quello, ma rispetto a tanti anni fa si usano altri strumenti e altri prodotti. Noi usiamo un pennello con lo sgrassatore, i nostri prodotti Sprayke, e poi la spugna, un’altra spazzola per la guarnitura, per le ruote e per il pacco a pignoni.






Lo sgrassatore come primo passaggio?
Dipende. Se hai bici sporche come qui alla Strade Bianche, prima facciamo un passaggio con acqua. E poi un giro con lo sgrassatore. Quello che usiamo è un prodotto bio, quindi non molto aggressivo. Lo usiamo anche mischiato con lo shampoo, 50 e 50 e funziona benissimo.
Dopo lo sgrassatore?
Un giro con il pennello, poi risciacquiamo e alla fine con la spugna facciamo una pulizia normale. A quel punto usiamo il compressore per asciugare bene e arrivare anche nei punti più nascosti, infine usiamo anche uno straccio per togliere il resto dell’acqua.




Solo a quel punto si passa alla lubrificazione?
Per quella abbiamo due prodotti per la catena, uno spray per la trasmissione e anche per pedali. Il catalogo Sprayke è molto ricco, così prima di cominciare la stagione abbiamo scelto quello che ci serviva. Prima però abbiamo parlato con loro e ci siamo fatti fornire due tipi di olio per catena: il Lube 1 con la cera e un altro per il brutto tempo, che si chiama Wet. Bagnato, appunto.
Quello con la cera si usa invece quando è asciutto?
Sì, anche se sulla confezione c’è scritto che va bene per tutte le condizioni. Potendo scegliere, quando la corsa è bagnata, noi preferiamo usare l’altro. Il grasso invece non si usa più: con questi prodotti di oggi, tante abitudini del passato sono davvero superate.
Per la pulizia dei dischi avete un prodotto in particolare?
Abbiamo spray per pulire dischi e pastiglie, che usiamo qualche volta. In realtà il nostro sgrassatore lava benissimo anche dischi e pastiglie. Di solito faccio anche una passata con la spazzola tra le pastiglie e anche sui dischi, quindi uso anche il prodotto specifico, ma non troppo spesso.




C’è il rischio che usare l’acqua possa danneggiare qualcosa nella trasmissione elettronica?
Il rischio c’è sempre ed è il motivo per cui preferiamo usare lo spray per i cambi e un altro per i contatti elettrici. Quindi usando i prodotti dedicati, non c’è niente di cui preoccuparsi. Con questo materiale che ci ha dato Sprayke copriamo tutte le esigenze. La pulizia, lubrificare la catena e anche la protezione del telaio. Abbiamo anche uno spray tipo silicone per proteggere il telaio e una specie di polish per lucidarlo. Così pure un prodotto per pulire caschi e scarpe.
Insomma, non vi sfugge niente?
Diciamo che ci si prova…
Una risata e torna al lavoro. L’opera dei meccanici inizia quando i corridori sono in hotel fra doccia, relax e massaggi. Spesso va avanti fino a che non arriva il buio. I camion e le loro luce allora diventano isole nel parcheggio scuro, fra musica, risate e battute.