BENICASSIM (Spagna) – Merida Reacto è una delle aero bike più longeve in termini di progetto. La prima versione risale al 2011 e oggi il brand taiwanese lancia la quinta generazione. C’è un rinnovamento importante, ma non siamo testimoni di uno stravolgimento della piattaforma Reacto.
C’è una cura dimagrante importante, non esponenziale. Di sicuro viene migliorato l’aspetto del comfort funzionale e della stessa efficienza aerodinamica in diversi contesti. Significa una bici più versatile (sicuramente più facile da sfruttare a pieno). Resta il DNA di una bicicletta che nasce ed è stata sviluppata per un ambiente agonistico professionale. Vediamola nel dettaglio.


Nuova Reacto, 4 anni di sviluppo
«In virtù del successo (anche in termini di tecnica ed efficienza) riscosso dalla generazione numero 4, Merida si è presa un lasso di tempo abbondante per ufficializzare Reacto numero 5». E’ la prima considerazione di Arne Burkhardt, capo ingegnere Merida, che ha aggiunto: «La nuova Reacto è sicuramente frutto di una ricerca strenua del minimo dettaglio, sicuramente estremizzata nel design, ma anche migliore rispetto alla precedente versione.
«I miglioramenti sono importanti – prosegue Burkhardt – e vanno ben oltre i numeri rilevati nella galleria del vento GST di Immenstadt. Volevamo alleggerire la bici, senza perdere efficienza aerodinamica controllando al massimo l’effetto drag, adottando al tempo stesso un livello di rigidità ottimale per la categoria alla quale Reacto Appartiene. Abbiamo reso la nuova Reacto più veloce e anche più guidabile, l’abbiamo resa anche più sfruttabile in salita, pur considerando che la bici da salita della gamma Merida resta la Scultura».


Wind tunnel, un tassello fondamentale
«Talvolta mi chiedono – prosegue Burkhardt – se siano necessari tutta questa ricerca ed investimenti importanti legati all’aerodinamica. E’ necessario quando la volontà è rimanere a livelli tecnici altissimi, quando si vuole innovare e fornire biciclette competitive nel World Tour. L’aerodinamica come la vediamo oggi è una scienza che, passo dopo passo, ha permesso di avere bici con design avveniristici, ma anche velocissime e dove una tipologia di comfort, rispetto alle prime bici aero è diventato funzionale alla performance massima. Penso – conclude Burkhardt – alle biciclette aero usate sul pavé. Merida Reacto è una di quelle».






Non è una rivisitazione
Le tecnologie attuali che contribuiscono allo studio approfondito e sviluppo dell’aerodinamica, prosegue Burkhardt, sono costosissime, al tempo stesso disponibili un po’ a tutti, per lo meno a chi se le può permettere.
«Ci sono le regole UCI da rispettare – conclude Burkhardt – e capisco che talvolta al primo impatto visivo le sezioni di alcune biciclette sembrino comuni. Sono i dettagli a fare la differenza, in molti casi la differenza è enorme. Merida Reacto numero 5 è tutt’altro che una rivisitazione. E’ simile perché è una bici aero, ma tutta diversa grazie all’insieme di dettagli».
















I punti chiave da considerare
Rispetto alla generazione precedente, la nuova Merida Reacto risparmia di 108 grammi per il frame-kit a parità di taglia. La nuova Reacto è ottimizzata per il passaggio delle gomme da 32 millimetri di sezione e c’è spazio utile per sezioni fino a 35 (configurazione provata sul pavé). I due moduli di carbonio, CF3 ed il più pregiato CF5 (stesso design e medesime prestazioni aerodinamiche) sono stati sviluppati e testati per andare ben oltre i 120 chilogrammi di peso dell’atleta. Da non fare passare in secondo piano la sovrapposizione delle quote geometriche con la Scultura, soluzione voluta per permettere il semplice passaggio da un modello all’altro (un fattore apprezzabile e molto utile per chi dispone di entrambe le bici: solitamente un atleta professionista).
Non viene adottato il forcellino posteriore UDH, ma è stato mutuato lo stesso braccetto di Scultura. Il supporto del deragliatore anteriore può essere rimosso facilmente e può essere montato un sistema trasmissione 1X. In quest’ultimo caso la massima dentatura è 62, in caso di doppio plateau è 56 per la corona esterna. Sono 7 le taglie disponibili, dalla XXS, fino alla XL.








Nuovo seat-post e nuovo cockpit alare
Sono molto più che dettagli e componenti secondari. Il reggisella S-Flex full carbon ha un profilo tutto nuovo (zero off-set), molto più sottile e magro se osservato frontalmente/posteriormente. Non integra l’alloggio della batteria Di2, che è posizionata tra la scatola centrale ed il piantone. La svasatura superiore contribuisce ad un effetto dissipante molto importante che non si riflette nella zona del nodo sella.
Arriva il manubrio integrato CW 1P (Seagull Wing design), tutto in carbonio, disegnato da Merida e prodotto da Vision. «E’ stato uno dei componenti, insieme a tutta la sezione frontale – dice Burkhardt – che ci ha fatto perdere qualche ora di sonno».
Durante la fase di lancio iniziale, in Italia non è prevista la commercializzazione, vedremo in futuro. Ha un valore alla bilancia (dichiarato) di 320 grammi ed un flare esponenziale. Ad esempio, la taglia small da noi usata nel corso della presentazione ufficiale aveva una larghezza superiore di 24 centimetri (centro/centro shifter) ed una larghezza inferiore di 38. Le misure del cockpit CW 1P sono progressive in base alla taglia della bicicletta.










Le versioni Reacto disponibili in Italia
Per questi primi mesi del 2026 gli allestimenti della Merida Reacto generazione 5 disponibili saranno sei. Team e 9000, 8000 e 6000, 5000 e 4000. Per ora non arriveranno i montaggi One, quello con monocorona anteriore e sistema Classified, 10K ovvero il montaggio che si basa sulla trasmissione Sram Red AXS ed il Pro. Andiamo per ordine.
Nuova Merida Reacto Team, porta in dote il pacchetto Shimano Dura Ace (power meter incluso) e le ruote Vision Metron 60 RS (quelle con i raggi in carbonio). Vision è anche il manubrio integrato, nell’ultima versione 5D ACR. Il prezzo di listino si attesta a 9.999 euro. Il frame-kit adotta il carbonio CF5 e sono due le colorazioni disponibili. La bici così descritta, nella taglia media ha un peso dichiarato di poco superiore ai 7 chilogrammi.
Passando alla Reacto 9000, il soggetto è sempre il frame-kit con carbonio CF5, Vision Metron il cockpit, ma la trasmissione è Shimano Ultegra Di2 (power meter 4iiii one side incluso). Le ruote sono le Reynolds BL 60 Espert. Interessante il prezzo di listino che si attesta a 6.799 euro. Il valore dichiarato alla bilancia sale indicativamente a 6,8 chilogrammi nella misura media.
Si passa ai moduli di telaio con carbonio CF3. Merida Reacto 8000 monta la trasmissione Shimano Ultegra Di2, il cockpit Vision Metron 5D ACR e le ruote Reynolds AR60. Il prezzo di listino è di 5.299 euro. I montaggi 6000 e 5000 prevedono alla base lo Shimano 105 Di2 ed il cockpit full carbon integrato firmato Merida. Il primo con le ruote Vision SC 60, il secondo con le Vision Team 35 in alluminio. I prezzi di listino sono rispettivamente di 4.399 e 3.199 euro.
Si chiude con la Merida Reacto 4000 con alla base lo Shimano 105 meccanico e le ruote Shimano 105 in alluminio, confermando la compatibilità con le trasmissioni meccaniche. Il prezzo di listino è di 2.499 euro.