Ha fatto un certo scalpore la nuova bici ipertecnologica presentata da Van Rysel lo scorso gennaio a Velofollies. FTP², questo il nome del modello, è un prototipo realizzato dal brand francese come un laboratorio grazie al quale studiare nuove soluzioni per il ciclismo del futuro.
Al centro di questa bici avveniristica c’è il motore Mahle M40, modificato per l’occasione, grazie al quale è possibile raggiungere (in ambienti controllati) velocità normalmente impossibili. Un modo per testare i limiti ed essere pronti a spostarli un po’ più in là.


FTP², un prototipo per il futuro
Un breve recap di cos’è FTP². A detta di Van Rysel è “una dichiarazione di innovazione, che mostra ciò che è possibile e inspira il futuro del ciclismo”. Più precisamente si tratta di un prototipo pensato per raddoppiare la propria FTP (da cui il nome), e non per la commercializzazione.
In Van Rysel si sono quindi sbizzarriti per creare una bici spinta al massimo sull’aerodinamica senza dover pensare alle norme UCI.
Il telaio ricorda alcuni modelli da pista e da cronometro a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90, il cockpit è completamente integrato e i pedali che si fondono con le scarpe. L’idea alla base di FTP² era quindi di avere una sorta di bici-laboratorio, grazie alla quale sviluppare soluzioni e tecnologie per prodotti futuri.
Per farlo Van Rysel si avvalsa della collaborazione di alcuni partner, tra cui Swiss Side che ha fornito le ruote e, appunto i sistemi di assistenza smart di Mahle.


Il motore Mahle M40 al centro
Al centro di questo nuovo bolide c’è infatti il motore Mahle M40. Non si tratta però del motore standard, ma anche in questo caso si è deciso di spingere i limiti un po’ più in là.
Mahle ha sviluppato per questo progetto una nuova versione dell’M40, che superasse i normali limiti di velocità delle e-bike (che ricordiamo essere di 25 km/h), in modo da poter testare la bici anche in condizioni estreme.
Il motore è perfettamente integrato nel telaio in carbonio, operazione resa ancora più semplice dalle linee estreme della FTP². Dalle foto si nota una copertura lamellare che chiude la zona del movimento centrale, dov’è alloggiato M40. Queste certamente migliorano l’aerodinamica anche nella parte bassa del telaio, ma potrebbero servire anche per raffreddare il sistema, proprio in virtù delle sue performance fuori dalla norma.
Questo prototipo è un’occasione anche per Mahle di testare nuove soluzioni per l’assistenza elettrica su e-bike ad alte prestazioni. Ma anche per fare un passo avanti in termini di immaginario comune. Per mostrare al mondo come l’assistenza elettrica possa andare di pari passo con la performance, l’aerodinamica e il design.


Il motore M40, assistenza “full power”
Lasciando da parte la versione modificata per l’occasione, anche il normale motore M40 è una soluzione di altissimo livello.
E’ un sistema cosiddetto “full power”, che garantisce cioè la massima assistenza disponibile sul mercato. Si tratta di un motore che normalmente è montato sulle e-mtb di alta gamma, per affrontare al meglio le salite ripide e i terreni tecnici.
In termini numerici, la sua potenza si traduce in una coppia che arriva a 105 Nm e un picco di potenza di 850 watt. Nonostante questo l’M40 pesa solo 2,5 chili.
Oltre a questo è dotato di sensori di velocità e di coppia ad alta risoluzione che garantiscono un’erogazione istantanea, senza ritardi, e una risposta fluida anche nel caso di improvvisi cambi di cadenza.