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Coll de Rates, uno di noi sulla palestra invernale dei campioni

13.01.2024
7 min
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I 25 chilometri che vanno da Callosa d’en Sarrià a Parcent e viceversa, sono senza ombra di dubbio i chilometri più battuti dai ciclisti professionisti di tutto il mondo. Di certo lo sono nei mesi invernali. Lungo questa strada, che è la CV-715 infatti, sorge il Coll de Rates: nome che siamo sicuri non vi sia nuovo.

Questa salita è la palestra dei corridori. E’ qui che dilettanti, professionisti, leggende e anche appassionati del pedale vengono a costruire la gamba, a fare i test di valutazione, a mettere chilometri nelle gambe durante la preparazione invernale.

Ogni anno, durante i training camp che si svolgono proprio in questi giorni, arrivano news di qualcuno che demolisce i record di scalata, i famigerati KOM, dell’anno precedente. Giusto qualche giorno fa Evenepoel ha segnato il miglior tempo sul versante di Tarbena: 14’36” (secondo Strava), poco oltre i 7 watt/chilo.

Nei nostri raid sulla Costa Blanca, tra Oliva e Benidorm dove tutte o quasi le squadre stabiliscono le loro basi, abbiamo trovato anche noi finalmente il tempo di scoprire questa salita. Quanti atleti e quante atlete abbiamo incontrato… Sembrava una granfondo… di professionisti! Chi andava in un verso, chi nell’altro. Chi faceva le inversioni per le ripetute…

Strada per ciclisti

Si pedala nell’entroterra. Il mare in linea d’aria non dista che una quindicina di chilometri, ma sembra lontanissimo. Lasciata la costa, soprattutto se si sale dal versante di Callosa d’en Sarrià, ci sono subito colline abbastanza serrate. Ed è un continuo saliscendi (più sali che scendi), per raggiungere questo paesino. 

La cosa che più ci ha colpito è stata la cartellonistica di questa specifica lingua d’asfalto. Nei 25 chilometri che separano i due pueblos (i paesi) c’è scritto appositamente di prestare la massima attenzione per quella che è considerata una strada ciclistica. Questo la dice lunga sul perché i grandi team scelgono queste zone. Il buon clima iberico la fa padrone, ma non è l’unico motivo. La Comunitat Valeciana sovvenziona gli hotel che possono proporre prezzi super vantaggiosi. Ma questo è un altro argomento. E non mancano i cartelli che indicano le pendenze del chilometro successivo. O guard-rail specifici per chi viaggia su due ruote. Un paradiso per i ciclisti: dai pro’ ai neofiti.

Versante di Tarbena

Ma torniamo al Coll de Rates. Iniziamo ad analizzare la salita dal versante Sud, quello di Callosa d’en Sarria, che tutti chiamano di Tarbena, località che in realtà segna la cima. La salita comincia poco dopo l’uscita da Callosa, prima di entrare a Bolulla, dopo una breve discesa.

Presto il paesaggio, brullo e fatto di arbusti, lascia spazio ad una folta macchia mediterranea, alternata, più in alto, a terrazzamenti coltivati ad ulivo.

La scalata da questo versante misura 8 chilometri (ma i crono di solito vengono presi all’ingresso di Bolulla: da lì sono 7,1 km). E’ molto irregolare. Alterna tratti al 4-6 per cento, per poi impennarsi nella parte centrale con qualche strappata che supera di poco il 10 cento, specie in una ampia “S”. I due chilometri finali, invece fanno fatica ad arrivare al 5 per cento.

E’ una salita da rapporto. Un pro’ che spinge forte nei tratti più pedalabili può superare anche i 30 all’ora.

Versante di Parcent

Quello di Parcent senza dubbio è il lato più regolare del Rates. Non è affatto duro. Sembra una tipica salita da Tour de France: sede stradale abbastanza larga, pendenze fra il 4 e il 6 per cento e anche quando ci sono i tornanti questi sono ampi.

Rispetto all’altro versante la visuale è più aperta. Si guarda verso Nord, verso Valencia. E’ la sua regolarità che lo rende alquanto adatto a svolgere dei test. E guarda caso vi abbiamo incontrato Zana e i suoi compagni eseguirne uno.

La scalata inizia da un bar, affollatissimo di ciclisti. C’è un incrocio: da una parte (Est) si va verso la costa, dall’altra (Ovest) nell’entroterra e procedendo dritti (Sud) si sale, sempre lungo la CV-715. S’inizia con un lungo rettilineo la cui pendenza parte da zero e arriva al 5 per cento. Se dall’altro versante dominavano la macchia mediterranea e gli uliveti, da questa ci sono gli agrumeti in basso e di nuovo i pini marittimi più in alto.

Oltre il Rates

Un aspetto interessante, curioso e anche suggestivo del Coll de Rates è la sua parte alta. Questo valico infatti ha due scollinamenti: il Rates, appunto, e Tarbena. I due vertici sono separati da un segmento di 7 chilometri, abbastanza tortuoso, che resta in quota. In entrambi i sensi di marcia, all’inizio la strada scende un po’ e poi nel chilometro finale risale. E’ come se tra i due valichi ci fosse una “U”.

Ogni scollinamento ha una sua appendice. Dal Rates vero e proprio si può salire ancora. E’ l’appendice della Caseta de Vigilancia e questa sì che è davvero tosta. Strada stretta, asfalto che lascia spazio man mano ad un fondo in cemento e pendenze che toccano il 19 per cento. Al Coll de Rates l’altimetro segna 627 metri di quota, sulla Caseta de Vigilancia 907 metri. E lì la strada termina.

L’appendice di Tarbena è invece un valico vero vero e proprio: il Puerto Sa Creueta. Una volta in cima si svolta a sinistra (a destra se si viene da Parcent) e si continua a salire. Si lascia la CV-715 e s’imbocca la CV-752, che si segue per 6 chilometri. La pendenza non è affatto dura: 200 metri di dislivello in 6 chilometri appunto. Il chilometro iniziale, con una punta del 7 per cento, è forse il più duro.