Strade Bianche 2026, Tadej Pogacar

EDITORIALE / Pogacar, un grande vino da bere a piccoli sorsi

09.03.2026
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LIDO DI CAMAIORE (LU) – Non solo quelli sulla strada, la quarta Strade Bianche di Tadej Pogacar ha richiamato frotte di spettatori anche davanti agli schermi. I numeri della RAI parlano di quasi 700 mila spettatori medi e share del 6,7 per cento: soltanto l’edizione del 2020, che si corse ad agosto e fu vinta da Van Aert su Formolo, fece meglio di così. Ma quanto è dispendioso correre come Pogacar?

Nella conferenza stampa dopo la vittoria di Siena, lo sloveno ha spiegato di essere spesso costretto a questi lunghissimi attacchi da percorsi disegnati (a suo avviso) senza troppo criterio, con i tratti più selettivi troppo lontani dall’arrivo. Se nella sua testa e nei dati in possesso della squadra (come ha ben spiegato ieri Matxin) c’era la consapevolezza che il doppio passaggio su Colle Pinzuto e poi sulle Tolfe non sarebbe bastato per staccare Seixas, va da sé che l’attacco su Monte Sante Marie fosse l’unica carta da giocare.

Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar. VdP invece ci sarà.
Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar, Van der Poel invece ci sarà
Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar. Van der Poel invece ci sarà.
Tiberi, Milan Del Toro, Roglic, Magnier e Ganna: alle stelle della Tirreno manca Pogacar, Van der Poel invece ci sarà

Exploit e recupero

I dati diffusi da Velon sono paurosi. Nel suo scatto, Pogacar ha espresso una potenza di 600 watt per 1’32”, contro i 570 di Seixas e i 560 di Del Toro. La media watt del campione del mondo nei 77,4 chilometri della sua fuga è stata di 380, mentre furono 340 nelle edizioni 2024 e 2025. Pogacar sta crescendo ancora, ma certe azioni scavano in profondità e così lui ha iniziato a correre con il contagocce. Allo stesso modo, di riflesso, si sta gestendo Van der Poel, in un effetto domino inevitabile se si vuole che l’olandese possa opporsi alle accelerazioni di Tadej.

Quando ci si lamenta per il fatto che il campione del mondo si veda poco e corra solo quando è sicuro di poter vincere, va considerato probabilmente anche questo aspetto. Finché continuerà a correre in modo così dispendioso, per necessità o per convinzione, Pogacar avrà sempre bisogno di una fase di recupero prima della gara successiva: almeno se si vuole che il livello rimanga così alto in ogni gara e sino alla fine dell’anno.

Se da oggi fosse in corsa qui alla Tirreno-Adriatico, avrebbe avuto la sola giornata di ieri per tirare il fiato e probabilmente non gli sarebbe bastato. Invece ieri sera Tadej si è fatto la doccia, ha ringraziato i compagni che lo aspettavano sul pullman, poi è andato a Firenze da cui un aereo privato lo ha riaccompagnato a Monaco. Lo rivedranno venerdì alla vigilia della Sanremo, ma siamo certi che lo rivedremo ben prima su qualche social mentre solca il Poggio dietro a uno scooter.

Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa a preparare la Sanremo
Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa per preparare la Sanremo
Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa a preparare la Sanremo
Primo nella corsa del debutto, da sabato sera Pogacar è tornato a casa per preparare la Sanremo

Imbattuto, anche imbattibile?

Qui si apre tuttavia una grande porta: se si vuole durare a lungo e si corre soltanto quando si ha un’elevata probabilità di vincere, allora è giusto che la UAE Emirates faccia così. Se si corre per vincere, ma si contempla anche la possibilità di essere sconfitti, allora Pogacar potrebbe fare di più. Avrebbe potuto anche correre la Tirreno, puntando “solo” a un paio di tappe, senza che questo suonasse come un disonore.

Il suo correre sbalorditivo e chirurgico fa storcere il naso a chi amerebbe vedere più spesso il campione sulle strade, come accadeva fino a non troppi anni fa. Si è sempre dissertato sulla differenza fra nuovo ciclismo e ciclismo classico, ma se vent’anni fa il tema ha rischiato più volte di essere retorico, oggi la svolta non può passare inosservata. Si corre anche nel rispetto degli avversari, ma di questo passo nessuno o pochissimi potranno dire e passare alla storia per aver battuto Pogacar.

Prima hanno detto che fosse come Merckx, ora dicono che Tadej sia meglio di lui. Lo ha dichiarato su queste pagine un cantore esperto come Claudio Gregori e non è raro imbattersi nell’accostamento e nel prevalere dell’uno o dell’altro nelle opinioni che capita di raccogliere.

La vera bestia nera di Pogacar, anche più di Vingegaard, è Van der Poel: nel 2025 lo ha battuto alla Sanremo e alla Roubaix
La vera bestia nera di Pogacar, anche più di Vingegaard, è Van der Poel: nel 2025 lo ha battuto alla Sanremo e alla Roubaix

Toccata e fuga

E’ davvero così? Magari è possibile. E’ però interessante notare che nel 2024 in cui ha vinto Giro e Tour, Pogacar ha sommato 58 giorni di corsa, aggiungendo ai due Grandi Giri anche le vittorie del Catalunya, della Liegi, di Montreal, dei mondiali, dell’Emilia e del Lombardia.

Nel 1974 in cui ha vinto Giro e Tour (doppietta che gli è riuscita anche nel 1970 e nel 1972), Merckx ha messo insieme 93 giorni di corsa, quasi il doppio di Pogacar. E ai due Grandi Giri, anche lui ha aggiunto il mondiale, piazzandosi tuttavia nelle grandi classiche e in corse a tappe minori. Per questo vale meno di Pogacar oppure vale di più perché si è messo in gioco accettando anche il rischio della sconfitta, che ha reso grandi i campioni capaci di infliggerla?

Il correre di Pogacar è sensazionale, ma a suo modo anche freddo. Non lo abbiamo mai visto vincere soffrendo, cosa che accade quando la condizione non è perfetta e gli avversari ti mettono alle corde. Tadej è il più forte e proprio per questo dovrebbe avere il coraggio di rischiare di più. A meno che dietro non ci siano altri discorsi di gestione affinché l’investimento sia preservato più a lungo possibile. E sarebbe certamente un discorso altrettanto accettabile.