Il 2026 di Hirschi, questa volta si gioca tutto

Il 2026 di Hirschi, questa volta si gioca tutto

10.02.2026
5 min
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La stagione di Marc Hirschi è già iniziata con le prime tre corse in Spagna, senza grandi squilli a differenza di quanto avvenne lo scorso anno con vittoria alla prima uscita.  Lo svizzero della Tudor però non si preoccupa e guarda giustamente più avanti in una stagione per lui importante. Nel suo caso c’è sempre una sorta di attesa particolare, sin da quando emerse nel 2020 come grande interprete delle classiche delle Ardenne e ancor di più dopo il 2024, nel quale raccolse un numero impressionante di successi.

Hirschi nel 2025 ha colto una vittoria e 3 podi. Quest'anno ha corso finora 3 volte
Hirschi nel 2025 ha colto una vittoria e 3 podi. Quest’anno ha corso finora 3 volte
Hirschi nel 2025 ha colto una vittoria e 3 podi. Quest'anno ha corso finora 3 volte
Hirschi nel 2025 ha colto una vittoria e 3 podi. Quest’anno ha corso finora 3 volte

Riscattarsi dopo le delusioni

Visto come sono andate le cose lo scorso anno (75 giorni di gara con quella sola vittoria di gennaio) in tanti pensano che quella pioggia di successi, ben 9 compresa la Clasica di San Sebastian, sia legata soprattutto alla militanza nella UAE. Cambiata maglia, cambiati i valori. Lo svizzero è pronto a smentire i denigratori e vuole farlo con i fatti prima ancora che con le parole…

Parlando della sua prima stagione con la Tudor, Hirschi lo considera un necessario anno di apprendistato da entrambe le parti: «Ci siamo avvicinati, abbiamo preso le misure. Avevo iniziato con una vittoria seguendo la scia dell’anno precedente ed era stato bello, ma sinceramente speravo che poi le cose andassero in maniera diversa, non posso essere soddisfatto, ma questo mi dà maggiore carica per quella nuova».

Nell'incontro con la stampa prima d'inizio stagione lo svizzero non ha nascosto le difficoltà vissute nel 2025
Nell’incontro con la stampa prima d’inizio stagione lo svizzero non ha nascosto le difficoltà vissute nel 2025
Nell'incontro con la stampa prima d'inizio stagione lo svizzero non ha nascosto le difficoltà vissute nel 2025
Nell’incontro con la stampa prima d’inizio stagione lo svizzero non ha nascosto le difficoltà vissute nel 2025

Un anno di assestamento

Lo svizzero però non guarda solo ai risultati: «Per questo dico che è stato un anno di assestamento. Con la squadra mi trovo molto bene, ho trovato subito grande feeling, ci sono stati molti momenti positivi come l’intera esperienza al Tour de France. Ma la mia attività è fatta di numeri, di risultati, di vittorie e spero che queste arrivino in misura maggiore nel 2026».

Nel parlare con lui, il richiamo al 2024 è incessante e d’altronde in quella stagione sembrava davvero il contraltare di Pogacar, pronto a sostituirlo sul gradino più alto del podio dove il vincitutto non poteva esserci. La sua preparazione, considerando da una parte l’ultimo anno alla UAE e dall’altro l’annata passata, è cambiata per farlo trovare pronto? «In qualcosa, nel senso che farò un ritiro in quota nel corso della primavera. Prima dell’inizio della stagione diciamo che ho leggermente abbassato il numero di chilometri per essere più fresco.

La vittoria dell'elvetico alla Clasica Comunitat Valenciana, prima e unica lo scorso anno
La vittoria di Hirschi alla Clasica Comunitat Valenciana, prima e unica lo scorso anno
La vittoria dell'elvetico alla Clasica Comunitat Valenciana, prima e unica lo scorso anno
La vittoria di Hirschi alla Clasica Comunitat Valenciana, prima e unica lo scorso anno

Meno gare e l’altura prima del Giro

«Nel complesso non ci sono grandi cose che cambieranno, viceversa cambia un po’ il calendario. L’obiettivo è fare un pochino meno gare per avere più tempo per allenarmi, per curare maggiormente l’esplosività che ritengo sia l’elemento distintivo, quel che forse mi è mancato la stagione passata. Insomma, “less is more” come si suol dire…».

Questo significa aver messo mano al suo programma di gare: «Il prossimo weekend sarò in Portogallo, alla Figueira Champion Classic sperando di cominciare a vedere qualche segno che si traduca in risultati. Il primo obiettivo saranno le classiche delle Ardenne come sempre, poi prenderò un periodo di pausa per andare in altura e preparare il Giro d’Italia dove vorrei tornare a vincere in un grande giro».

Hirschi quest'anno farà il suo esordio al Giro d'Italia, lasciando il Tour ad Alaphilippe
Hirschi quest’anno farà il suo esordio al Giro d’Italia, lasciando il Tour ad Alaphilippe
Hirschi quest'anno farà il suo esordio al Giro d'Italia, lasciando il Tour ad Alaphilippe
Hirschi quest’anno farà il suo esordio al Giro d’Italia, lasciando il Tour ad Alaphilippe

Dopo il Giro, obiettivo iridato a Montreal

L’elvetico ha tra i suoi obiettivi di questa stagione riprendere quel feeling con le tappe, visto che l’ultimo suo successo risale al Tour 2020. Per questo, sapendo dell’invito alla Tudor per il Giro, ha scelto di esordire alla corsa rosa: «Ho visto il percorso e mi pare molto bello, con molte occasioni per poter cercare spazio. Nella seconda parte della stagione invece voglio preparare bene i mondiali in Canada. Lì ci sono già stato, conosco bene le strade Montreal, so che si adatta davvero alle mie caratteristiche e penso che sia una grande occasione».

Parlando del confronto fra i due ultimi team nella sua carriera, Hirschi si toglie anche un sassolino dalle scarpe: «E’ chiaro che tutti mi chiedono della UAE, del fatto che ci sono tanti corridori che vincono. Io sono convinto che anche alla Tudor ci siano tanti corridori vincenti. Io penso che ora stiamo crescendo rapidamente come squadra e abbiamo molte possibilità di vittoria, di trovare tanti spazi anche in questo ciclismo fatto di fuoriclasse. Con Alaphilippe, con cui ho costruito un ottimo rapporto, possiamo condividere la leadership e fare ottime cose. Mi piace essere leader e avere molta libertà, quindi è bello avere la fiducia della squadra, mi ha dato molta motivazione, non la vedo come una pressione».

Tour 2020, a Sarran lo svizzero del Team Sunweb dà scacco matto vincendo per distacco
Tour 2020, a Sarran Hirschi dà scacco matto vincendo per distacco
Tour 2020, a Sarran lo svizzero del Team Sunweb dà scacco matto vincendo per distacco
Tour 2020, a Sarran Hirschi dà scacco matto vincendo per distacco

L’importanza del mental coach

Un passaggio importante, quello dalla UAE alla Tudor che è stato affrontato anche attraverso il supporto molto maggiore di un mental coach: «Non posso negare che mi ha dato una grossa mano. Ci lavoro da diverso tempo, ho già dovuto affrontare molte delusioni nella mia carriera e in alcuni momenti non è stato facile, perché si cerca sempre di migliorare e poi non si ottiene il risultato che ci si aspettava, pensi che hai lavorato invano. Nel complesso sono riuscito a gestirlo abbastanza bene, l’inverno è stato utile per staccare soprattutto mentalmente, durante la stagione si ha poco tempo per andare avanti».