Vendramin, due ori iridati non bastano per un futuro su pista?

Vendramin, due ori iridati non bastano per un futuro su pista?

26.08.2026
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Protagonista assoluto. Non inatteso, visto che anche agli europei junior di Cottbus aveva dato un grande contributo al medagliere, ma ai mondiali di categoria di Heusden-Zolder ha fatto davvero la differenza. Jacopo Vendramin è tornato a casa con due medaglie d’oro e una d’argento e la sensazione è che in quella magica settimana, qualsiasi gara avesse fatto avrebbe colto il risultato.

A Zolder Vendramin ha vinto due ori e un argento. Agli europei era stato 1° nell'eliminazione e 2° nella madison
A Zolder Vendramin ha vinto due ori e un argento. Agli europei era stato 1° nell’eliminazione e 2° nella madison (foto Pedalclicks)
A Zolder Vendramin ha vinto due ori e un argento. Agli europei era stato 1° nell'eliminazione e 2° nella madison (foto Pedalclicks)
A Zolder Vendramin ha vinto due ori e un argento. Agli europei era stato 1° nell’eliminazione e 2° nella madison (foto Pedalclicks)

Eravamo abituati a conoscerlo come promettente stradista, ma Vedramin in questa estate ha avuto una vera esplosione nei velodromi e appena tornato a casa, ancora non ha ben chiara la portata di quello che ha fatto: «Provo una soddisfazione enorme e un profondo orgoglio per quello che è successo, ma non posso dire in verità di esserne rimasto completamente sorpreso. Sarà che magari era quello a cui puntavo in questa stagione, sentivo che potevo farcela, ma vedere tanta attenzione nei miei confronti mi confonde, non ho ancora ben realizzato quel che ho fatto».

Tu eri già andato molto bene agli europei a luglio, ma non come a questi mondiali. Cos’è successo nel frattempo?

Al mondiale sono arrivato con una condizione migliore. In quel mese abbondante di differenza ho lavorato bene sia a livello di allenamenti che di recupero nei giorni prima del mondiale per arrivare al meglio. Ho lavorato molto a Montichiari con la nazionale e si è visto. Qualche corsa su strada ho dovuto saltarla per preparare al meglio questo mondiale e lì per lì mi è dispiaciuto, però ne è valsa la pena.

La volata finale dello scratch con Vendramin preceduto dal solo tedesco Esch (foto UCI)
La volata finale dello scratch con Vendramin preceduto dal solo tedesco Esch (foto UCI)
La volata finale dello scratch con Vendramin preceduto dal solo tedesco Esch (foto UCI)
La volata finale dello scratch con Vendramin preceduto dal solo tedesco Esch (foto UCI)
Qual è stata delle tue gare quella che ti ha dato più soddisfazione e quella che è stata più difficile?

Forse quella che mi fatto gioire di più è stata l’eliminazione, anche perché non dico che l’ho vinta con facilità, però mi sentivo molto bene. Mi sentivo di essere più competitivo degli altri e soprattutto che ero abbastanza in controllo durante tutta la corsa, nelle prime fasi concitate come nelle ultime volate. Molto più difficile la madison, perché comunque è una corsa molto più lunga, più dura fisicamente, ma alla fine è andata bene.

Dopo gli europei Padovan, tuo compagno nella madison, ha detto che gli era rimasto il dente avvelenato per come era andata la gara, per l’oro svanito proprio nel finale. E’ un pensiero che avete avuto anche alla partenza di domenica?

L’abbiamo scacciato. Siamo partiti domenica sapendo che potevamo far bene, ma mentalmente abbastanza leggeri, non sentivamo il peso di doverla vincere a tutti i costi, non dovevamo dimostrare nulla. Dopo l’europeo non ci abbiamo più pensato, anche se lì per lì ci aveva fatto male. Ma sapevamo che avevamo sbagliato delle cose, dovevamo cambiare qualche errore tecnico che avevamo fatto e concentrarci su quello.

Vendramin insieme a Nicola Padovan, la coppia che ha riscattato la piccola delusione dell'argento agli europei
Vendramin insieme a Nicola Padovan, la coppia che ha riscattato la piccola delusione dell’argento agli europei
Vendramin insieme a Nicola Padovan, la coppia che ha riscattato la piccola delusione dell'argento agli europei
Vendramin insieme a Nicola Padovan, la coppia che ha riscattato la piccola delusione dell’argento agli europei
Come è stata allora la corsa, come siete arrivati alla vittoria?

Anche a Zolder abbiamo dovuto lottare fino all’ultimo perché alle porte della volata finale eravamo in tre nazioni a giocarcela: noi, Belgio e Bielorussia. A 4-5 giri dal finale eravamo abbastanza indietro, io ho fatto una volata lunghissima per riguadagnare terreno dando il cambio a Padovan a un giro e mezzo dalla fine con una decina di metri rimasti. Lui nel giro è riuscito a riportarsi sotto e a fare la volata guadagnando i punti decisivi.

Com’è nella tua impostazione il rapporto tra pista e strada? Per il futuro intendi continuare?

Beh, sicuramente se c’è qualche occasione importante in pista mi farebbe piacere continuare a praticarla, ma dal prossimo anno, passando di categoria, darò sicuramente più priorità alla strada e se c’è da sacrificare un po’ la pista lo farò. Adesso intanto vorrei fare un bel finale di stagione su strada, penso solo a quello.

Nella madison lo sprint finale ha permesso ai due azzurri di superare Belgio e Bielorussia
Nella madison lo sprint finale ha permesso ai due azzurri di superare Belgio e Bielorussia
Nella madison lo sprint finale ha permesso ai due azzurri di superare Belgio e Bielorussia
Nella madison lo sprint finale ha permesso ai due azzurri di superare Belgio e Bielorussia
Tu passi di categoria il prossimo anno, hai già delle squadre con le quali sei in contatto?

Non so ancora dove andare, devo ancora valutare la cosa con calma, spero che questi risultati facciano crescere l’attenzione su di me anche da parte di qualche team importante.

E nella tua scelta il fatto di poter abbinare pista e strada è una discriminante?

No, quello non credo, perché a me interessa l’attività su strada. Se ci sarà occasione per qualche evento di prestigio da preparare, senza intaccare troppo l’attività su strada lo considererò, ma il mio futuro è lì.

Per Vendramin un'estate stellare su pista, ma il suo obiettivo resta focalizzato sulla strada (foto UCI)
Per Vendramin un’estate stellare su pista, ma il suo obiettivo resta focalizzato sulla strada (foto UCI)
Per Vendramin un'estate stellare su pista, ma il suo obiettivo resta focalizzato sulla strada (foto UCI)
Per Vendramin un’estate stellare su pista, ma il suo obiettivo resta focalizzato sulla strada (foto UCI)

Un esempio che dà da pensare

Le parole di Vendramin meritano una considerazione finale. Perché rappresentano in maniera reale quello di cui subito dopo la chiusura dei mondiali parlava Martinello: senza una prospettiva reale per la pista, un progetto che vada al di là dell’attività junior, molti ragazzi come lui – i migliori stando ai risultati – voltano le spalle alla specialità per cercare un futuro su strada, principale (unico?) settore che possa garantire un futuro. La domanda che ci ponevamo inizialmente, sul perché il dominio junior poi non si perpetua con gli anni a venire, ha trovato la sua risposta.