Laura Tomasi si è laureata a fine 2025 in Economia Aziendale e Management. Dal 2026 correrà nella Uno-X Mobility

La dottoressa Tomasi ai giovani: «Conciliate studio e ciclismo»

31.12.2025
6 min
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Ciclismo e studio, due attività conciliabili che sembrano essere sempre più difficili da far comprendere ai giovani corridori. La tendenza di prendere ad esempio un’eccezione come fosse la regola abbinata all’ambizione di voler diventare presto un professionista bruciando le tappe, magari passando nel devo team di una formazione WorldTour, spesso spinge un ragazzo (e la relativa famiglia) ad accantonare la scuola per tentare il tutto per tutto con la bici. Eppure c’è chi come Laura Tomasi ha saputo laurearsi in Economia Aziendale e Management mentre era impegnata a correre le più importanti gare con la propria squadra.

«Probabilmente una delle cose più difficili che abbia fatto, ma ne è valsa la pena», è la frase della neo-dottoressa trevigiana sotto il suo post instagram di una dozzina di giorni fa per descrivere cosa ha comportato conseguire questo traguardo. Per Tomasi un modo significativo di chiudere la stagione, proprio nella stessa data di tre anni fa – il 19 dicembre – quando aveva rischiato la vita venendo urtata da un automobilista durante un allenamento. Quel giorno attraverso un video aveva denunciato l’accaduto chiedendo più sicurezza e rispetto per i ciclisti, stavolta ha esternato la sua soddisfazione per il percorso completato.

Il conto alla rovescia è già partito, fra pochissimo si festeggerà Capodanno e così l’ultimo pezzo del 2025 è dedicato alle parole di Laura – che nel prossimo biennio correrà con la Uno-X Mobility – ed il messaggio che ha voluto lasciare in dote alle future generazioni.

Spiegaci meglio quella frase.

Ho scritto la verità, riferendomi soprattutto al cammino fatto, che è stato particolarmente travagliato. Mi ero diplomata al liceo scientifico che richiedeva studi universitari e così ho fatto il primo anno di università a biologia. Non ero convinta e sono rimasta ferma un anno per trovare la facoltà giusta. A quel punto, considerando gli impegni agonistici, mi sono iscritta ad un’università telematica e dopo quattro anni, di cui uno fuori corso, sono riuscita a laurearmi. Sono felicissima, considerando che è stato complicato mettere assieme studio e ciclismo.

Quanto è stato complicato?

Non mi viene facile studiare e restare al ritmo degli esami con gli altri studenti è stato molto duro. Però o faccio bene le mie cose oppure nulla, quindi mi sono imposta di riuscirci. A fine settembre ho finito gli ultimi esami, ma devo dire che sono stata fortunata perché ho sfruttato una coincidenza di eventi. Da metà agosto a metà ottobre ho fatto solo due gare e così ho potuto scrivere la parte finale della tesi. Il grosso lo avevo fatto prima e in corsa ho smaltito lo stress dello studio.

La tua laurea può essere un esempio per quei giovani che vogliono lasciare la scuola per correre solo in bici?

Mi piacerebbe fosse così. Alle superiori ho sempre avuto difficoltà perché non tutti gli istituti o tutti i professori ti riconoscono nel progetto “studenti-atleti di alto livello”. Da junior ricordo che giravo tutta Italia e talvolta all’estero, come adesso, e non sempre avevo vita facile. Ad esempio io ero vista come “studente-lavoratore” perché non avevo maturato convocazioni in nazionale. Sotto questo punto di vista, il sistema scolastico va rivisto e non dovrebbe penalizzare gli atleti.

I post gara di Tomasi prevedevano il ripasso per gli ultimi esami. Ciclismo e studio si possono conciliare
I post gara di Tomasi prevedevano il ripasso per gli ultimi esami. A conferma che ciclismo e studio si possono conciliare
I post gara di Tomasi prevedevano il ripasso per gli ultimi esami. Ciclismo e studio si possono conciliare
I post gara di Tomasi prevedevano il ripasso per gli ultimi esami. A conferma che ciclismo e studio si possono conciliare
E’ in questo caso che conta il peso della famiglia?

Penso che sia giusto che la famiglia ti tenga in riga. Nonostante tutto i miei genitori mi hanno supportata e per loro la scuola era la priorità. Avevano ragione ed io ne sono convinta una volta di più. Sono cresciuta pensando che non bisogna laurearsi per forza nei tempi, così come penso che una laurea non renda più intelligente una persona di un’altra. Ma per me almeno il diploma di maturità va preso, poi per l’università ci si può organizzare. Il discorso va visto in modo più ampio.

Cosa intendi?

I giovani devono capire che noi atleti viviamo in una bolla. Una bolla bellissima dove abbiamo tutto, sia chiaro, però la carriera può finire dall’oggi al domani e allora bisogna farsi trovare pronti. E’ importante anche farsi consigliare bene da chi ci segue oltre alla famiglia. Bisogna rendersi conto che serve sempre il piano B e la laurea l’ho voluta proprio per il dopo carriera.

Hai trovato similitudini tra studio e ciclismo?

Certo, il ciclismo ci insegna a perseverare. Se ci sono delle difficoltà, come può essere conciliare studio e gare, il nostro sport ci dice di tenere duro e superarle. I giovani corridori che sono in quarta e quinta superiore devo saper superare i momenti difficili almeno in quei due anni. E devono farlo pensando a come affrontano una salita in gara. Si fa fatica per scollinare, ma si passa e si può arrivare al traguardo.

Dopo due buone stagioni nella Laboral, Tomasi è molto motivata dal passaggio in Uno-X (foto Laboral Kutxa)
Dopo due buone stagioni nella Laboral, Tomasi è molto motivata dal passaggio in Uno-X (foto Laboral Kutxa)
Tornando al lato agonistico, com’è stato l’impatto della dottoressa Laura Tomasi con la sua nuova squadra.

E’ stato molto bello. Ad inizio novembre siamo stati quattro giorni a Trondheim per conoscerci e festeggiare l’approdo nel WorldTour anche della formazione maschile. Lassù abbiamo fatto diverse riunioni, il bike-fitting e visitato la sede del Reitan Retail (il secondo sponsor, ndr). Non abbiamo fatto il loro tradizionale “team building” in mezzo alla neve e con i cani da slitta. Siamo stati più tranquilli (sorride, ndr).

Durante il ritiro invece avete impostato una bozza di calendario?

Ci siamo allenate ad Oliva in Spagna dal 2 all’11 dicembre. Tanti chilometri, test e programmazione in vista del Tour Down Under. Io non andrò in Australia, esordirò a fine gennaio nelle gare di Maiorca. Poi farò il classico blocco delle classiche al Nord. Non dovrei correre il Giro Women, più facile invece Vuelta o Tour Femmes anche se dovremo vedere più avanti. In generale ho capito che il lavoro della squadra è centrato su performance e allenamento. Con loro ho cambiato preparatore e il modo di lavorare.

Dal 2026 la Uno-X Mobility diventa più "italiana" grazie agli arrivi di Tomasi, Pellegrini e Vigilia (foto instagram)
Dal 2026 la Uno-X Mobility diventa più “italiana” grazie agli arrivi di Tomasi, Pellegrini e Vigilia (foto instagram)
Dal 2026 la Uno-X Mobility diventa più "italiana" grazie agli arrivi di Tomasi, Pellegrini e Vigilia (foto instagram)
Dal 2026 la Uno-X Mobility diventa più “italiana” grazie agli arrivi di Tomasi, Pellegrini e Vigilia (foto instagram)
Avete parlato anche del tuo ruolo?

Principalmente sono stata presa per perfezionare il lead out per Zanetti, Andersen e Athosalo. Il nostro reparto velociste mi ha fatto davvero un’ottima impressione, poi cercherò di ritagliarmi il mio spazio se ci sarà l’occasione. Anche il comparto delle italiane è cresciuto. Ci saranno anche Pellegrini e Vigilia oltre a me. Dopo tre anni non ci sarà più Confalonieri, ma le ho detto che ha lasciato un tale buon ricordo che per il 2026 hanno voluto prendere più italiane. Su questa cosa abbiamo scherzato tutte e quattro, anche con lo staff. Sono molto motivata e la laurea mi ha reso più tranquilla.