• .news
    • Professionisti
    • Giovani
    • Donne
    • Pista
    • Fuoristrada
    • Politica
  • .focus
    • Incontri
    • Storie
  • .tecnica
    • Test
    • Trend
    • Zoom
    • Tech pro
  • .training
    • Preparazione
    • Alimentazione
    • Salute
  • .industry
  • .turismo
    • Le strade dei campioni

Instagram

Instagram

Twitter

Twitter

Facebook

Facebook

YouTube

Youtube

Linkedin

Linkedin

Account Search
  • .news
    • Professionisti
    • Giovani
    • Donne
    • Pista
    • Fuoristrada
    • Politica
  • .focus
    • Incontri
    • Storie
  • .tecnica
    • Test
    • Trend
    • Zoom
    • Tech pro
  • .training
    • Preparazione
    • Alimentazione
    • Salute
  • .industry
  • .turismo
    • Le strade dei campioni
  • Home page
  • Chi Siamo
  • Newsletter
  • Informativa Cookie
  • Privacy Policy

Instagram

Instagram

Twitter

Twitter

Facebook

Facebook

YouTube

Youtube

Linkedin

Linkedin

Visualizza tutti
Tour de Pologne 2026, Matteo Malucelli

Malucelli e la bici: selle, nastro, pedivelle e mal di testa

Enzo Vicennati
09.09.2026
6 min
Condividi

Condividi articolo

Twitter
Facebook
WhatsApp
Salva

MISANO ADRIATICO (RN) – Quando sulla sedia di fronte di ritrovi un ingegnere che si chiama Matteo Malucelli, le quattro chiacchiere previste per parlare della sua sella diventano un excursus sulle fatiche del Giro, sul nastro manubrio, i guanti, la sella e le teorie di biomeccanica, che ogni anno applica a se stesso.

E così viene fuori che proprio ragionando sugli appoggi e sui rapporti, finito il Tour de Pologne Malucelli ha cambiato nuovamente tutto, come colui che, in preda a una irrefrenabile inquietudine, una volta al mese sposta i mobili dell’ufficio convinto di aver trovato la soluzione migliore.

Allo stand Prologo di IBF, Malucelli ha riconosciuto la sua sella Prologo Scratch M5 Pas CPC
Allo stand Prologo di IBF, Malucelli ha riconosciuto la sua sella Prologo Scratch M5 PAS CPC
Allo stand Prologo di IBF, Malucelli ha riconosciuto la sua sella Prologo Scratch M5 PAS CPC
Allo stand Prologo di IBF, Malucelli ha riconosciuto la sua sella Prologo Scratch M5 PAS CPC

La sella col buco

Lo stand di Prologo a International Bike Festival è un continuo andirivieni. Malucelli racconta di aver usato per la prima volta una di queste selle nel 2016 quando correva nei dilettanti alla Trevigiani. Si era trovato bene e l’aveva ritrovata nel 2022 alla Gazprom, che però durò il tempo di un inverno. Dal 2025 ha ritrovato Prologo all’Astana e ha scelto la Scratch M5 PAS CPC, quella col buco.

Dice di trovarsi bene, ma che di recente gli hanno fatto vedere il modello usato da Bettiol e l’ha trovato interessante, perché ha la stessa larghezza della sua Scratch M5, ma nella parte anteriore è leggermente più larga, per cui quando è necessario andare in punta di sella, l’appoggio è migliore e più imbottito.

«Io tendenzialmente – ride – tendo a pedalare in avanti perché sono sempre a tutta. Inoltre ho un problema nelle ultime vertebre in basso, che in parole povere si sono saldate insieme e quindi non riesco a piegare la parte bassa della schiena, curvo più la parte alta e per questo ho bisogno di stare un po’ più avanti».

Malucelli controlla la pedaliera e Scaroni lo osserva: sprinter e scalatore ci hanno descritto la X-Lab AD9
Passato alla XDS Astana, Malucelli ha iniziato a ragionare sulla sua bici. Qui è con Scaroni davanti alla X-Lab AD9
Malucelli controlla la pedaliera e Scaroni lo osserva: sprinter e scalatore ci hanno descritto la X-Lab AD9
Passato alla XDS Astana, Malucelli ha iniziato a ragionare sulla sua bici. Qui è con Scaroni davanti alla X-Lab AD9

Fatti lavare dalla mamma


Guardando l’espositore alle spalle, dice di non avere grosse preferenze per il nastro manubrio, salvo che sia facilmente lavabile e che non si consumi. Deve avere grip e nessun doppio spessore, anche perché lui non corre sul pavé e non ha bisogno di soluzioni particolari.

Sull’uso dei guanti invece, non ammette eccezioni. Confessa di non usarli in allenamento, ma in corsa non se ne può fare a meno. Glielo hanno insegnato quando era bambino e non ha mai perso l’abitudine. 

«Quando cadi e per giorni non riesci a lavarti la faccia – spiega – e a 25-30 anni hai bisogno di chiedere aiuto a tua mamma o alla tua compagna anche per farti il bidet, allora forse capisci che i guanti sono una cosa importante. Quando vai giù, non hai tempo di pensare e normalmente la mano è la prima cosa che appoggi…».

Il Giro per Malucelli è stato una fatica inattesa: ha impiegato quasi 50 giorni per riprendersi
Il Giro per Malucelli è stato una fatica inattesa: ha impiegato quasi 50 giorni per riprendersi. Qui sul Blockhaus con Consonni
Il Giro per Malucelli è stato una fatica inattesa: ha impiegato quasi 50 giorni per riprendersi. Qui sul Blockhaus con Consonni
Il Giro per Malucelli è stato una fatica inattesa: ha impiegato quasi 50 giorni per riprendersi. Qui sul Blockhaus con Consonni

Giro, il brutto e il bello

Dice che il Giro d’Italia, voluto e conquistato a suon di vittorie, è stato una fatica che non conosceva e ha impiegato un mese e mezzo per riprendersi. Appena provava a fare uno sforzo, magari anche per un fatto mentale, si sentiva esausto e con la paura addosso che non sarebbe più tornato a fare fatica come prima.

«E poi mi hanno detto tutti – sorride – che è stato un Giro facile e questo non mi ha aiutato. La squadra ha capito che avevo bisogno di fermarmi e non hanno insistito col farmi correre. Ho fatto il Polonia, non ero ancora nelle condizioni ideali, ma ho risentito sensazioni migliori. Adesso mi aspettano un ritiro in altura e poi il classico finale di stagione in Asia».

Non si è pentito di aver voluto fare almeno una volta il Giro, perché a 31 anni vale la pena correre il rischio. Però, aggiunge che aveva ragione Cucinotta: per fare il Giro, gli sono mancate le 2-3 vittorie che aveva fatto in più lo scorso anno, fra il Tour of Hainan, il Turchia o l’Ungheria.

«Mi manca un mese e mezzo di corse – conferma – che ho dedicato alla preparazione, però io sento che come corridore ho qualcosa in più. Magari non fisicamente, però mentalmente ho spostato la soglia della fatica.

«L’altro giorno ero a Livigno, ho fatto lo Stelvio da Bormio e mentre scendevo verso Prato mi chiedevo se fosse un’idea azzeccata. Però c’è stato un momento in cui ho pensato: “Ho fatto un Giro d’Italia, non avrò mica paura di fare lo Stelvio due volte?”. Che poi non è la paura di non farcela, tante volte ti poni dei limiti nella testa, mentre adesso so che posso fare tutto».

AlUla Tour 2026, Jonathan Milan, Matteo Malucelli
AlUla Tour 2026, la volata vinta su Milan ha ingannato Malucelli: il suo assetto in bici non era ancora quello giusto
AlUla Tour 2026, Jonathan Milan, Matteo Malucelli
AlUla Tour 2026, la volata vinta su Milan ha ingannato Malucelli: il suo assetto in bici non era ancora quello giusto

Le pedivelle da 165

Al Giro puntava a una tappa. La vittoria contro Milan all’AlUla Tour aveva fatto pensare che i suoi studi sulla posizione fossero la soluzione al limite di watt contro cui si fermava ogni volta. Il telaio XS e la posizione alta come sulla S grazie agli spessori sotto l’attacco. Pedivelle da 165 e il 56 che girava finalmente bene. Invece ancora una volta Malucelli è dovuto tornare sui suoi passi.

«Ci ho ragionato ancora – dice – e le sensazioni che avevo erano diverse. Se arrivavo allo sprint e il ritmo era stato basso, avevo ancora forza per alzarmi in piedi e comunque far girare le gambe. In altre situazioni, quando arrivavo un po’ più al gancio, con le pedivelle più corte avevo meno leva. Quindi spingevo, ma non riuscivo a stare in piedi perché era come se mi mancasse un appoggio.

«Ho provato a compensarlo col rapporto, ma spesso il rapporto diventava un muro e mi dovevo sedere. E infatti le mie volate di quest’anno finora sono state tutte così, quella con Milan mi ha ingannato: ero a ruota, lui ha rallentato e io l’ho saltato».

Sempre attento alle soluzioni tecniche, Malucelli ha cambiato molto nel passaggio alla XDS Astana
Sempre attento alle soluzioni tecniche, Malucelli ha cambiato molto nel passaggio alla XDS Astana
Sempre attento alle soluzioni tecniche, Malucelli ha cambiato molto nel passaggio alla XDS Astana
Sempre attento alle soluzioni tecniche, Malucelli ha cambiato molto nel passaggio alla XDS Astana

Ritorno alle 170

Immaginiamo gli sguardi del preparatore e dei meccanici quando Malucelli scende in garage e li guarda come per dire che ha avuto un’idea. L’ingegnere è di quelli che gira con le brugole in tasca e si ferma ogni volta che sente di dover sistemare una misura.

«Diciamo che mi sopportano – ride – perché già nel 2025 erano stati loro a dirmi di provare le pedivelle da 165. Io gli dissi che avevo un solo anno di contratto non mi sentivo di fare gli esperimenti. Quando lo hanno rinnovato il contratto, allora è stato possibile fare qualche prova. Durante la corsa con le 165 è confortevole, sembra tutto più leggero e riuscivo a usare il 56 che prima non riuscivo a usare.

«Ero contento, poi però mi sono accorto di aver perso il mio punto forte in volata. Magari risparmiavo il 2 per cento per 200 chilometri, ma esprimevo il 20 per cento in meno in volata. Ho capito che è meglio esprimere il 100 per cento in quel momento e magari fare un po’ di fatica durante la corsa. E siccome solo gli scalatori usano ancora il 54, ho cominciato a usare il 55 con le 170. E così riesco a esprimere i miei migliori wattaggi in volata, intorno alle 110-120 pedalate, e riesco a fare volte a 74-75 all’ora con cui sono abbastanza competitivo».

Un altro stage a Trepalle, sopra Livigno, con la compagna Martina che sarà in ferie. Poi inizierà la campagna d’Asia, quella che per la XDS Astana è fondamentale e che per Malucelli è sempre stata momento di messi abbondanti. Il Giro è una soddisfazione necessaria e messa via, ora si può tornare alla concretezza di sempre e alle vittorie che l’hanno portato nel WorldTour.

Articoli correlati

Romele a scuola di Nord, prima lezione: “l’effetto lavatrice”
Stefano Masi 5 min 15-03-2025
Prime esperienze al Nord alle spalle per Alessandro Romele, il giovane della XDS Astana ha tanti professori da cui imparare, com'è andata?
Plapp vince, Ulissi bacia la rosa. Emozioni a non finire
Filippo Lorenzon 7 min 17-05-2025
Ulissi in maglia rosa al Giro dopo una fuga da manuale. Plapp vince la tappa, festa per la XDS-Astana. Emozioni e rivincite
Esclusiva LEM, gli occhiali da bici graduati per davvero
bici.PRO 3 min 28-09-2023
Gli occhiali LEM aprono la porta su uno scenario tutto nuovo. Le lenti graduate per davvero: non applicate ma integrate. Merito di una tecnologia esclusiva

Leggi anche

.news
.tecnica
.training
.turismo
.industry
Santini progetta l'inverno e lancia la mezza stagione
bici.PRO 6 min
  • Chi Siamo
  • Newsletter
  • Privacy Policy
  • Informativa Cookie

Instagram

Instagram

Twitter

Twitter

Facebook

Facebook

YouTube

Youtube

Linkedin

Linkedin

Copyright

© Chilometro 162 srl – P.I. 04522410408 – Via Soardi 5, 47921 – Rimini (RN)
Realizzato da Sun-TIMES