Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo D'aiuto maglia di leader, General Store

Tra devo team e continental il gap si sta davvero chiudendo?

08.04.2026
5 min
Salva

NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR) – Nella nostra intervista con il cittì della nazionale under 23 Marino Amadori, lo stesso tecnico ha sottolineato l’importanza che hanno avuto due corse a tappe come Giro di Sardegna e Coppi e Bartali nella crescita e nella costruzione della condizione per i ragazzi delle continental. Una serie di giorni di gara che hanno portato i corridori di queste squadre a lottare ad armi pari anche contro i devo team. 

Le stesse squadre continental durante l’inizio di stagione sono riuscite a valorizzare i propri ragazzi, in modi diversi a seconda del metodo di lavoro e della programmazione. Pensiamo a Lorello, terzo nella tappa di Valdobbiadene alla Coppi e Bartali, ma anche a D’Aiuto vincitore di tappa a Massalengo. 

Alzare il livello

Nel parcheggio dei pullman al Palio del Recioto, tra camper, ammiraglie e un sole che scalda come se fosse estate, siamo andati a parlare con i diesse di due squadre: General Store-Essegibi-F.lli Curia e Biesse-Carrera-Premac.

Il primo con cui abbiamo parlato è Daniele Calosso, diesse della formazione veronese. 

«Abbiamo voluto programmare la stagione – ci racconta – proprio con l’obiettivo di arrivare alle gare internazionali under 23 con dei giorni importanti di gara alle spalle. Ci eravamo resi conto che i ragazzi faticavano a essere competitivi con poche corse alle spalle, soprattutto di un certo livello. Per questo abbiamo investito su questo tipo di attività con Giro di Sardegna e Coppi e Bartali».

«E’ cambiato anche il metodo di lavoro – continua – infatti abbiamo strutturato il mese di gennaio con un ritiro di tre settimane in Spagna proprio per arrivare pronti a fine febbraio. In questo modo gli elite sono arrivati pronti per competere contro i professionisti, e allo stesso tempo gli under 23 hanno potuto macinare chilometri».

Giro di Sardegna 2026, Cristian Remelli
Le corse di inizio stagione sono state utili anche per gli under 23 dei team continental, qui Remelli alla prima tappa del Giro di Sardegna
Giro di Sardegna 2026, Cristian Remelli
Le corse di inizio stagione sono state utili anche per gli under 23 dei team continental, qui Remelli alla prima tappa del Giro di Sardegna

Struttura diversa

La programmazione è la base dalla quale partire se si vuole fare un certo tipo di attività, considerando la potenza e la forza che i devo team possono mettere in campo. Una strategia poco meno inferiore, o addirittura pari a quella delle formazioni WorldTour di riferimento.

«Con queste due gare a inizio stagione – spiega ancora Calosso – è cambiata la struttura, perché abbiamo una programmazione a lunghissima data. Già a novembre sapevamo come e dove andare a correre, un aspetto che ha permesso ai nostri preparatori e allo staff di lavorare al meglio. Di fatto ci siamo avvicinati molto al lavoro di una squadra development».

«Un approccio che ci ha permesso – conclude – di poter lavorare bene anche con gli elite, come D’Aiuto e De Cassan. Quest’ultimo andrà anche a correre il Tour of the Alps con la nazionale (sarà l’unico elite dei sette corridori selezionati da Amadori, ndr)».

Il lavoro della Biesse

Di fatto per le continental quel gap che sembrava incolmabile ora è diventato un gradino, e grazie anche all’aiuto della nazionale si può lavorare in maniera programmata. Come conferma Marco Milesi, diesse della Biesse-Carrera-Premac.

«Sicuramente i ragazzi hanno fatto un bel volume di lavoro – conferma – anche se abbiamo cambiato leggermente il metodo di lavoro per arrivare poi alle corse internazionali under 23 in forma. Come ho detto anche ai miei corridori queste gare ci saranno utili in ottica Giro Next Gen, dove negli anni passati tutti dicevano che le squadre italiane arrivavano con poche gare a tappe nelle gambe. Adesso grazie anche al supporto della nazionale al Tour of the Alps alcuni arrivano al Giro Next Gen con due o tre gare a tappe alle spalle».

Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo Agostinacchio
Le corse a tappe come Sardegna e Coppi e Bartali sono state utili anche per gli elite, che hanno avuto modo di mettersi in mostra
Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo Agostinacchio
Le corse a tappe come Sardegna e Coppi e Bartali sono state utili anche per gli elite, che hanno avuto modo di mettersi in mostra

Competitivi

Marco Milesi nonostante i devo team siano arrivati spesso al successo e si siano imposti nelle principali corse under 23 è fiducioso e dice che nonostante tutto la Biesse-Carrera le sue soddisfazioni se le è tolte. 

«Così come le altre squadre – continua – perché Lorello ha vinto al Piva, Bambagioni si è piazzato sul podio allo stesso Piva e poi al Belvedere. Insomma, io credo che con le formazioni di sviluppo del WorldTour si possa competere. Anche i nostri Vesco e Bicelli si sono fatti vedere, tra l’altro saranno anche con la nazionale al Tour of the Alps».

«Al contrario in ottica Giro Next Gen – dice Milesi – non cambieremo il metodo di lavoro, negli anni abbiamo visto che funziona bene e siamo stati in grado di farci trovare sempre pronti. Credo che l’abbinamento tra corse a tappe e altura possa darci qualcosa in più ancora».