L’International Bike Festival che aprirà i cancelli venerdì 4 settembre a Misano Adriatico sarà la scena ideale per il lancio di una gravel molto speciale cui Bottecchia ha messo nome Titan 32. Difficile dire quale delle due parti che lo compongono susciti più curiosità: se il titanio o quel 32 che si riferisce al diametro delle ruote misurato in pollici.
Il dibattito su questo standard è acceso da tempo, fra chi ne è fiero sostenitore e chi pensa sia soltanto un modo per far parlare. In realtà chiunque l’abbia provato per itinerari e viaggi su fondi sconnessi e impegnativi se ne è innamorato e non abbiamo motivo per non crederci.
«Abbiamo ragionato partendo dall’utilizzo – spiega Riccardo Turato, R&D & Purchase Manager di Bottecchia – e quando si affrontano lunghe distanze, su terreni variabili e spesso sconnessi, diventa fondamentale riuscire a combinare efficienza, stabilità, comfort e capacità di mantenere la velocità.
«Non volevamo quindi semplicemente “montare ruote più grandi” su una piattaforma esistente: Titan 32 è stata progettata attorno alla ruota da 32”, con una geometria specifica e una precisa idea di utilizzo. E’ questo, secondo noi, l’aspetto più interessante del progetto».


Il 2026 per Bottecchia è un anno importante, perché marca i 100 anni da quando Teodoro Carnielli propose al leggendario Ottavio, vincitore di due Tour de France, di creare un marchio di bici che portasse il suo nome. Un secolo è davvero tanta vita, non sono mancati i festeggiamenti. Se poi andassimo a elencare i cambiamenti che il lungo periodo ha portato nella costruzione delle biciclette, non basterebbe un’enciclopedia.
Una piattaforma tutta nuova
Titan 32 nasce proprio per aumentare efficienza, stabilità, comfort e velocità sulle lunghe distanze, con la predilezione per il gravel di lunga distanza e il bikepacking. Qualcuno di voi ricorda com’era andare in mountain bike con le ruote da 26″? E ricorda poi la sensazione ali limiti dell’assurdo di quando ha provato quelle da 29″? Ecco, la sensazione e la resa in sella sono pressoché identiche.
Non si tratta di un semplice upgrade della versione tradizionale, presente nel catalogo Bottecchia con la Gravel Titan, ma di una piattaforma creata da zero in funzione di quella misura così spiazzante e sfidante delle ruote. Pensate soltanto a come cambia la geometria di un telaio piccolo, dovendo farci stare delle ruote così grandi…
«Sì, questo è stato sicuramente uno degli aspetti più complessi del progetto – rispomde Turato – perché quando si aumenta in modo così significativo il diametro della ruota, non è possibile limitarsi a trasferire le geometrie di un telaio tradizionale su una ruota più grande. E’ quindi stato necessario lavorare molto sulle proporzioni e sulle geometrie per mantenere il carattere della bici e, soprattutto, garantire che i vantaggi della ruota da 32” non vengano compromessi».


Ruote da 32″: perché?
Il primo vantaggio nel puntare su ruote da 32″ sta nel comfort e nella superiore capacità di superare ostacoli e irregolarità del terreno, semplicemente perché la maggiore circonferenza impedisce di… sprofondare nei piccoli avvallamenti, nei solchi e nei canali.
Il diametro maggiore porta inoltre con sé una maggiore inerzia, grazie alla quale è più semplice mantenere la velocità, riducendo i watt necessari per rilanciare la bici. Quando si è impegnati in un viaggio di più giorni, il risparmio che può derivarne ad ogni pedalata promette di essere significativo.
A ciò si aggiunga che in curva le ruote da 32” offrono maggiore stabilità e trazione: l’impronta a terra è più lunga e permette di affrontare le traiettorie con maggiore controllo e facilità nel tenere la linea, anche su fondi irregolari.
«Per chi viaggia con borse e carichi importanti – spiega ancora Riccardo Turato – probabilmente il vantaggio più interessante è la combinazione tra stabilità e capacità di mantenere la velocità. Con una bici caricata, infatti, cambiano inevitabilmente gli equilibri e diventa ancora più importante avere una piattaforma che trasmetta sicurezza e controllo, massimizzando l’efficienza nei tratti a velocità costante».


Una bici (quasi) eterna
A questa generosità, possiamo chiamarla così, prodotta dalle ruotone, si somma la scelta del titanio grado 9 per la realizzazione del telaio. Il titanio non è la lega più performante, rigida e… cattiva. Al contrario, sa offrire comfort, grazie alla capacità di assorbire e smorzare le vibrazioni.
Il telaio della Titan 32 non è pensato per essere performante o quantomeno non è stata questa la prima intenzione del costruttore. Grazie al titanio infatti la bici mantiene intatte le proprie caratteristiche meccaniche nel tempo e offre un’esperienza di guida equilibrata sulle lunghe distanze.
«Il titanio – prosegue Turato – è stato scelto proprio perché riteniamo che interpreti molto bene la filosofia di Titan 32. Non cercavamo la massima rigidità in assoluto, ma un equilibrio tra rigidità, peso, durabilità e capacità di filtrare le vibrazioni, caratteristiche particolarmente importanti quando l’obiettivo è pedalare a lungo.
«Per quanto riguarda la creazione di un’eventuale versione più rigida, non escludiamo naturalmente sviluppi futuri, ma oggi Titan 32 nasce con un’identità molto precisa. Prima di pensare ad aumentare la rigidità, riteniamo quindi fondamentale capire come questa piattaforma verrà utilizzata e quali saranno le richieste degli utenti. Il progetto, però, nasce già con una base tecnica che permette di immaginare ulteriori evoluzioni».


Nata per viaggiare
Il telaio ha una finitura spazzolata, il passaggio dei cavi è interno, ha predisposizione per il bike packing e la forcella è in carbonio, con il canotto conico da un pollice e mezzo.
Riassumendo, la nuova gravel Bottecchia è stata progettata per le ruote da 32”. La scelta del titanio risponde a una precisa visione del gravel contemporaneo, in cui si vuole andare lontano, mantenere velocità, superare terreni difficili e farlo con il massimo controllo. La trasmissione prescelta è la classica Sram a 13 velocità Rival/Force AXS XPLR.
«La vocazione al viaggio – conclude Turato – è uno degli elementi che contraddistinguono il prodotto. Titan 32 nasce infatti pensando al bikepacking veloce e alle lunghe distanze, quindi non come una gravel semplicemente adattabile al viaggio, ma come una piattaforma che considera questo tipo di utilizzo fin dalla progettazione».