Milano Torino 2026 , Mattia Proietti Gagliardoni

Proietti Gagliardoni, l’Avenir per lanciare il primo segnale

19.08.2026
3 min
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A margine dei discorsi su Giulio Pellizzari, con Massimiliano Gentili siamo finiti a parlare anche del suo altro “figlioccio”: Mattia Proietti Gagliardoni, l’under 23 umbro in forza alla Movistar Academy. Sarebbe ingiusto dire che per il primo anno nella categoria da lui ci si aspettasse di più, sta di fatto che dopo una bella top 10 nell’ultima tappa della Ronde de l’Isard, Mattia si è ritirato dal Giro della Valle d’Aosta, cui era andato per fare classifica.

Come il Giro andato male di Pellizzari è stato la conseguenza di una serie di acciacchi, ugualmente la resa di Proietti Gagliardoni trova una spiegazione medica, ma anche (da parte del suo mentore) una tiratina d’orecchie. Dopo la prima tappa a cronometro (caldissima), sulla lunga salita di Passy, a dimostrare che forse qualcosa non andasse come doveva, Mattia disse sorridendo che avrebbe preferito correre 200 chilometri sotto il diluvio di una corsa belga che affrontare un’altra volta una fatica come quella…

«Purtroppo per lui – spiega Gentili – prima del Valle d’Aosta ha corso in Portogallo al GP Internacional Torres Vedras e nell’ultima tappa è caduto a 70 all’ora in discesa. Non se ne è parlato perché non è un corridore che faccia notizia, ma chi c’è passato sa che non è semplice. Non si è fatto niente, ma quando cadi a quella velocità in discesa, sbatti la testa e spacchi il casco, se risali sulla bicicletta a distanza di 48 ore non sei ancora a posto».

Al Tour de Wallonie di giugno, Proietti Gagliardoni ha colto il 15° posto nella classiifica dei giovani
Al Tour de Wallonie di giugno, Proietti Gagliardoni ha colto il 15° posto nella classiifica dei giovani
Al Tour de Wallonie di giugno, Proietti Gagliardoni ha colto il 15° posto nella classiifica dei giovani
Al Tour de Wallonie di giugno, Proietti Gagliardoni ha colto il 15° posto nella classiifica dei giovani
Il programma prevede il Tour de l’Avenir…

Ho la speranza che possa farsi vedere in qualche tappa, perché bisogna anche essere realistici. Mattia è un bel talento, però sicuramente in questo ciclismo esasperato di adesso, a diciannove anni non tutti riescono subito a vincere. Quello che dico è che lui deve dare solo dei segnali buoni, come avrebbe dovuto fare magari in una tappa al Valle d’Aosta. Deve fare qualcosa si buono nelle tappe dure dell’Avenir, ma questo non vuol dire vincere.

Perché no?

Ha compiuto 19 anni il primo agosto e viene da una categoria di juniores in cui non è stato mai spremuto. E’ vero che da junior è stato tutelato, ma siamo solo al primo anno a questo livello. Può certamente migliorare, ma ora il marginal gain è sempre minore e il livello sempre più alto, quindi ogni cosa diventa sempre difficoltosa. I wattaggi si sono alzati di un 10-15 per cento da sei anni a questa parte…

Pensi che verrà fuori?

Sono molto fiducioso e poi si deve guardare a lungo termine, nel suo caso almeno. Ha firmato i due anni più l’opzione e se credi di aver visto qualcosa di buono, bisogna aspettarlo con fiducia. Forse sarebbe stato meglio firmare per tre anni, ma io sono molto fiducioso che possa centrare qualche bel risultato da qua a fine stagione.

Giro della Valle d'Aosta, partenza della seconda tappa: è il giorno del ritiro
Giro della Valle d’Aosta, partenza della seconda tappa: è il giorno del ritiro. Eppure Proietti Gagliardoni sperava ancora di lasciare il segno
Giro della Valle d'Aosta, partenza della seconda tappa: è il giorno del ritiro. Eppure Mattia sperava ancora di lasciare il segno
Giro della Valle d’Aosta, partenza della seconda tappa: è il giorno del ritiro. Eppure Proietti Gagliardoni sperava ancora di lasciare il segno
Come è stata la gestione del Valle d’Aosta?

Mi ha detto che non era nella condizione fisica e mentale per fare quello che ci si sarebbe aspettati da lui. Una caduta a 70 all’ora lascia il segno, ma lo stesso si è trattato di un passaggio importante per il suo futuro. Gli ho detto che non si può gettare la spugna così. Poteva lasciar correre la classifica, ma andare tutti i giorni al traguardo.

Non ha retto con la testa?

Non ha retto con la testa. Ha fatto le analisi, perché ha avuto anche una mezza infezione. Però l’abbandono non è giustificabile, perché sulla bicicletta si tiene duro anche quando ti staccano. C’è sempre una prima volta e anche se per Mattia è stato un passo falso, per il futuro potrà servire come lezione.