Il Tour of Magnificent Qinghai si concluderà sabato prossimo, ma intanto la città di Menyuan rimarrà fortemente impressa nella mente di Gabriele Bessega perché lì, in occasione della seconda tappa, ha conquistato la sua prima vittoria da professionista. E lo ha fatto in un contesto di buon livello, con al via anche l’XDS Astana e tante formazioni Professional. Per il corridore milanese quella vittoria è un passaggio importante nella sua carriera: al suo primo anno al Team Polti, voleva sfatare subito il tabù del successo.


La sua voce dalla Cina, quando lì è tarda serata e si è pronti al meritato riposo prima della nuova tappa, è ancora squillante, l’adrenalina del successo si fa ancora sentire a due giorni di distanza: «Non è una corsa semplice, ma per fortuna il clima è stato favorevole, non siamo stati toccati dal tifone che si è abbattuto su altre regioni cinesi. Ha piovuto solo il primo giorno».
Tu hai vinto al secondo, che tappa è stata?
Più lottata di quanto dica l’ordine di arrivo. In partenza c’era subito una salita da 10 chilometri con pendenza al 7 per cento e lì ho visto che avevo buone gambe, scollinando nelle prime 20 posizioni. Davanti i 5 in testa alla classifica si erano avvantaggiati, ma la tappa era molto lunga, c’erano altri strappi più morbidi verso la fine, così il gruppo ha ripreso la fuga così nel finale eravamo un’ottantina. La squadra ha lavorato per me per piazzarmi nella posizione migliore per la volata e io ho fatto il mio.


Che cosa rappresenta per te questa vittoria che inseguivi da tempo?
Quest’anno era partito molto bene, direi, contando che è il primo anno da pro’ ho fatto gare abbastanza importanti e colto anche qualche piazzamento: due quarti e un secondo posto, quindi la vittoria l’avevo già sfiorata e credevo e speravo che fosse vicina. I fatti mi hanno dato ragione. Sono molto contento che il lavoro svolto a casa sia stato ripagato. Tra l’altro in una corsa qualificata, dove comunque la nostra è una delle squadre più forti del lotto.
Cosa è cambiato rispetto allo scorso anno per te?
Molto, mi accorgo che vanno tutti molto più forte e livello è decisamente più alto. La differenza la noto soprattutto nelle salite. Sto però lavorando molto bene, quindi questa differenza è più piccola rispetto a quella che mi attendevo. In questo devo dire grazie al team, lo vedo anche qui. Come organizzazione siamo messi molto bene, io sinceramente direi che non ci manca niente.


Il giorno dopo la vittoria, che tappa è stata e come l’hai vissuta, ti sentivi più leggero?
Ero sicuramente molto più motivato. Purtroppo ho trovato una tappa molto impegnativa dove c’era una salita sul finale. Ho provato a tenere la maglia, nella scalata avevo anche tenuto, mi è mancato proprio il finale, mi sono staccato e sono arrivato con un po’ di distacco e così ho perso la maglia.
Che cosa ti attende al tuo ritorno dalla Cina?
Farò un periodo di riposo e poi torno a correre a metà agosto in Francia. Sicuramente ci sarà un approccio un po’ più sicuro nelle gare. Il fatto che non ho problemi di contratto per la prossima stagione non è un disincentivo, anzi, voglio comunque fare in modo che questa vittoria non resti qualcosa di isolato ma sia l’apertura di una bella serie.