Trofeo De Gasperi 2026, Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia (foto Xpix.it)

La forza di D’Aiuto che resiste (e vince) contro tutto e tutti

05.06.2026
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Filippo D’Aiuto ha trovato la seconda vittoria stagionale sulle strade del Trofeo Alcide De Gasperi, un successo costruito con tattica e gambe (in apertura foto xpix.it). Il classe 2002, al secondo anno elite, si è riconfermato dopo la vittoria alla Settimana Coppi e Bartali, nella quale con un’azione da finisseur aveva anticipato il gruppo sul traguardo di Massalengo. Due mesi dopo il friulano della General Store-Essegibi-F.lli Curia ha confermato quanto di buono fatto vedere in questo inizio di 2026. 

«Vincere al De Gasperi – racconta D’Aiuto appena rientrato da un allenamento – è stato molto importante mentalmente. Dopo la caduta rimediata alla Coppi e Bartali sono rimasto fermo per due settimane a causa di un dolore al ginocchio. Da lì ho corso poco, una gara in Olanda, una in Belgio, una terza a Pontedera e poi il De Gasperi».

Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia, Trofeo De Gasperi 2026
Filippo D’Aiuto, qui con Billy Ceresoli, al Trofeo De Gasperi ha trovato il secondo successo stagionale
Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia, Trofeo De Gasperi 2026
Filippo D’Aiuto, qui con Billy Ceresoli, al Trofeo De Gasperi ha trovato il secondo successo stagionale
Con quali sensazioni arrivavi?

Appena tornato a correre mi sentivo bene fisicamente, sia in Olanda che in Belgio mi sono messo alla prova. Alla Lotto Famenne Ardenne Classic sono stato in fuga per oltre cento chilometri e il gruppo mi ha ripreso solamente nell’ultimo chilometro. Le sensazioni erano buone ma allo stesso tempo non avevo vinto

Serviva un successo per confermare il tutto…

Esatto. Una volta ritornato dal nord mi sono concentrato nel preparare al meglio il Trofeo De Gasperi e sono arrivato pronto, chiaro che vincere è sempre difficile. Tuttavia mi sentivo bene e sono anche contento di come sono riuscito a controllare la corsa e leggerla al meglio, in maniera lucida. 

Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo D'aiuto vince la tappa di Massalengo
La prima firma nel 2026 è arrivata alla Coppi e Bartali, nella tappa di Massalengo
Settimana Coppi e Bartali 2026, Filippo D'aiuto vince la tappa di Massalengo
La prima firma nel 2026 è arrivata alla Coppi e Bartali, nella tappa di Massalengo
Sono prestazioni che fanno ben sperare?

Sto ritrovando la continuità che avevo nel 2024, il mio ultimo anno in General Store prima di passare alla Petrolike la scorsa stagione. Quell’esperienza mi è servita, non tanto per i risultati, che non sono arrivati, ma per le batoste. Sono cresciuto molto mentalmente, ho imparato a non abbattermi e non darmi mai per sconfitto. 

Cosa c’è dietro questa tua crescita?

Quest’anno sono migliorato molto in pianura, è una sensazione che mi porto dietro da inizio stagione e lo vedo nei risultati e nei numeri. Credo sia una caratteristica che mi ha permesso di fare la differenza sia al De Gasperi che negli altri appuntamenti. In Belgio ho attaccato da lontano, e anche l’azione alla Coppi e Bartali in precedenza mi aveva dato questa sensazione

Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia, Coppi e Bartali 2026, maglia leader
Filippo D’Aiuto ha indossato anche la maglia di leader alla Coppi e Bartali, persa a causa della caduta che ha poi procurato l’infortunio al ginocchio
Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia, Coppi e Bartali 2026, maglia leader
Filippo D’Aiuto ha indossato anche la maglia di leader alla Coppi e Bartali, persa a causa della caduta che ha poi procurato l’infortunio al ginocchio
Hai cambiato qualcosa nella preparazione?

Non molto, forse l’unico aspetto diverso è l’aver tenuto la palestra anche durante la stagione e non solamente in inverno. Per il resto sto lavorando con lo stesso preparatore dal 2024, Bernabé. Con lui mi trovo davvero bene. Inoltre penso che il lavoro venga fuori negli anni, il ciclismo è uno sport nel quale ci vuole tempo e costanza. Se continui ad allenarti e fare le cose bene migliori. 

Cammino che ti ha portato al secondo anno elite, difficile tenere duro?

Devo essere sincero, no. Non ho mai avuto ripensamenti sul mio percorso di crescita. Sicuramente i risultati che sto raccogliendo ora mi danno ulteriore forza, ma non ci sono stati momenti in cui ho tentennato. Continuo a migliorare, cresco e sento di essere sempre più forte. 

Ci racconti questo cammino?

Sono cambiate molte cose, ho iniziato da under 23 con il Pedale Scaligero, poi sono stato in General Store dal 2022 al 2024. Infine c’è stata la parentesi con la Petrolike e il ritorno in General. Se mi guardo indietro posso dire di aver maturato un’esperienza importante che mi ha permesso di conoscermi e imparare molto su di me. L’anno in cui ho iniziato ad andare forte davvero è stato il 2024, il quarto da under 23, ed è stato grazie al mio preparatore Bernabè.

Spiegaci, per favore…

Lui mi ha preso sotto la sua ala e mi ha aiutato molto a capire cosa potesse andare bene per me, di cosa avesse bisogno e di cosa ha bisogno Filippo D’Aiuto come corridore e persona. Grazie al suo lavoro ho trovato una sicurezza maggiore nei miei mezzi e nel metodo di lavoro. Un corridore cresce e migliora quando è sicuro e sa cosa sta facendo

Trofeo De Gasperi 2026, Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia (foto Xpix.it)
Uno dei passi in avanti fatti da Filippo D’Aiuto c’è una maggiore resistenza e forza in pianura (foto xpix.it)
Trofeo De Gasperi 2026, Filippo D'Aiuto, General Store-Essegibi-F.lli Curia (foto Xpix.it)
Uno dei passi in avanti fatti da Filippo D’Aiuto c’è una maggiore resistenza e forza in pianura (foto xpix.it)
Il 2024 è stata una stagione positiva, speravi di passare?

Sì, non posso negarlo. Ero andato molto forte, avevo vinto Capodarco, fatto secondo con la nazionale in una tappa di Nations Cup in Polonia e mi ero messo in mostra con i professionisti al Giro di Romagna. Tuttavia non è stato sufficiente, anche perché non avevo e ancora non ho un procuratore che mi segue. 

Come mai?

Nessuno mi ha cercato, tutti lavorano con gli juniores e con gli under 23 di primo o secondo anno. Io in quegli anni non ero tra i primi e sono passato in secondo piano, anche ora che sono cresciuto e maturato non ho ricevuto offerte o contatti. Eppure sono uno degli elite che sta raccogliendo i maggiori risultati in Italia. 

Neanche dopo la vittoria alla Coppi e Bartali?

No, né una squadra né tanto meno qualche procuratore. 

Da under 23 D’Aiuto ha anche indossato la maglia della nazionale, mettendosi in luce all’Orlean Nations Gran Prix
Da under 23 D’Aiuto ha anche indossato la maglia della nazionale, mettendosi in luce all’Orlean Nations Gran Prix
La forza di andare avanti da dove arriva?

Se non avessi la speranza di meritare uno spazio tra i professionisti avrei già smesso, invece ci credo e continuo a crederci. Per noi elite il cammino è più difficile e con meno occasioni di quante ne hanno gli under 23 nei devo team. Ci tocca lavorare e raccogliere i risultati in quei pochi momenti in cui ne abbiamo l’occasione. 

L’obiettivo qual è?

Continuare così, non penso di poterne dire altri. Ora c’è il campionato italiano e poi le corse di fine stagione. Nonostante tutto nelle poche gare che ho fatto quest’anno (per D’Aiuto si contano 13 giorni di corsa, con un mese di stop dopo il Coppi e Bartali a causa dell’infortunio al ginocchio, ndr) mi sono fatto vedere e ho raccolto ottimi risultati. Serve dare battaglia, ancora.