Prova percorso Geogravel Tuscany (foto ATCommunication)

La nuova vita di Bettini, organizzatore sulle rotte del gravel

15.04.2026
7 min
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Dopo aver visto la Sanremo e il Fiandre ed essersi morso la lingua per non dire la sua su certe tattiche, nel giorno della Roubaix Paolo Bettini si è dedicato al popolo della Green Fondo di Pomarance che porta il suo nome.

Il toscano che proprio in questi giorni avrebbe sentito salire la febbre delle Ardenne, avendo vinto per due volte la Liegi, ha fatto un passo indietro rispetto al ciclismo dei campioni (ma se volete un parere frizzante su una corsa, non lo farà mai mancare) e si è immerso nella dimensione di viaggiatore e soprattutto organizzatore. Ed è da questa angolazione che vogliamo ritrarlo, perché finita una granfondo se ne fa un’altra e nel suo mirino c’è ora la quarta GeoGravel Tuscany.

«Si farà il 6-7 giugno – spiega Bettini – e a suo modo è parente stretta della Green Fondo Paolo Bettini-La Geotermia che domenica ha vissuto la 28ª edizione. Nacque perché mio fratello era amico di quelli che io chiamo i “Veletruri”, cioè i ragazzi del Velo Etruria di Pomarance, che avevano già la loro prova. Io all’epoca ero ancora dilettante e le diedero il nome del mio club con cui collaboravano. E questa è la sua storia.

«Si svolge sulle strade dei miei mille allenamenti, che hanno formato schiere di professionisti: dalla Lampre di Saronni e di Abdujaparov, fino al 2007, quando con la Quick Step fummo gli ultimi a venire a Marina di Cecina ad allenarci e fare i giri dei soffioni, come erano conosciuti».

Il gruppo sta per raggiungere le Ardenne, un tempo casa di Bettini. Nel 2002 la seconda Liegi, anticipando Garzelli
Paolo Bettini, Stefano Garzelli, Liegi 2002
Il gruppo sta per raggiungere le Ardenne, un tempo casa di Bettini. Nel 2002 la seconda Liegi, anticipando Garzelli

La scelta gravel

Il gravel viene dopo, perché finché Bettini correva, quasi nessuno sapeva che cosa fosse. Lui se ne appassionò per una dritta di Sportful, di cui è testimonial, ben prima della pandemia. 

«Un giorno Devis Barchi, che allora era Brand Manager di Sportful – racconta – mi disse di farmi dare una gravel perché di lì a poco sarebbero usciti con una linea di abbigliamento dedicato. Quando poi venne la pandemia e a maggio 2020 noi ciclisti scoprimmo di essere fortunati, perché chi aveva la tessera agonistica poteva allenarsi e uscire fuori dal comune di residenza, per non sentirmi in imbarazzo davanti all’altra gente, iniziai ad andare per boschi».

Che cosa scopristi?

Che da casa mia, potevo arrivare da una parte fino alle colline geotermiche e da lì fino alle strade bianche del Chianti. Tra maggio e settembre 2020 mappai circa 800 chilometri di strade alternative. E lì nacque l’idea di farle vivere anche a chi non le conosceva, utilizzando l’evento anche come promozione di un territorio molto particolare come quello delle colline geotermiche, con le loro terre grigie e i soffioni dal sottosuolo.

Geogravel Tuscany nasce così?

Esattamente. Il primo anno come evento di condivisione e marketing, con Shimano, Sportful, Sidi ed Enervit. Fu un evento privato, in cui prendemmo le misure, fino alla prima edizione aperta al pubblico. Quest’anno si sta andando verso la quarta e mi pare davvero un evento che inizia a prendere campo.

In questo ruolo di organizzatore ti ci sei trovato per dare seguito a questa scoperta oppure lo avevi già per la testa?

In realtà nel ruolo di organizzatore mi ero già trovato appena smisi di correre. Nel 2009 affiancai gli organizzatori del GP Costa e gli Etruschi e per due anni gli diedi una mano a non morire, anche se la gara poco dopo si fermò. Nel 1997 era stata il teatro del mio debutto, il primo numero da professionista sulla schiena lo misi a Donoratico, per cui avevo addosso motivazioni speciali. Nel caso della GeoGravel Tuscany, mi prendo gli applausi, ma alle mie spalle fanno tutto i Veletruri. Loro sono davvero la mia forza motrice. Io ho le idee, li stuzzico, penso cose e format, ma se non avessi loro, non organizzerei proprio nulla.

Bettini ha tracciato una grande rete di percorsi nelle sue zone e vi ha disegnato la Geogravel Tuscany (foto ATCommunication)
Bettini ha tracciato una grande rete di percorsi nelle sue zone e vi ha disegnato la GeoGravel Tuscany (foto ATCommunication)
Bettini ha tracciato una grande rete di percorsi nelle sue zone e vi ha disegnato la Geogravel Tuscany (foto ATCommunication)
Bettini ha tracciato una grande rete di percorsi nelle sue zone e vi ha disegnato la GeoGravel Tuscany (foto ATCommunication)
Format e idee che prendi da quello che vedi fare in altri eventi?

Esatto, Bettini non inventa nulla. Anzi, parlando di geotermia, mi viene scontata la battuta: davvero Bettini non scopre l’acqua calda, perché esiste già. Partecipo a tanti eventi e osservo molto. Nel mondo gravel è arrivato da tempo Pozzato, che è uno molto festaiolo e capace di fare aggregazione, ma guarda caso ha organizzato il primo campionato del mondo gravel. Competitivo. Io invece ho sempre detto che il gravel non può scendere nella competizione.

Perché no?

Perché gravel è sinonimo di territorio, di scoperta, di musica, di salsiccia, di birra. Infatti all’interno di Geogravel Tuscany c’è il Geo Festival, cioè serate dedicate alla musica. Il venerdì con i gruppi dei rockettari, il sabato con il DJ set. Si cena in piazza, si sta tutti sotto il tendone. E’ una festa popolare. Capito?

Geogravel Tuscany vivrà a inizio giugno la quarta edizione, dopo il numero zero del 2022 (foto ATCommunication)
GeoGravel Tuscany vivrà a inizio giugno la quarta edizione, dopo il numero zero del 2022 (foto ATCommunication)
Geogravel Tuscany vivrà a inizio giugno la quarta edizione, dopo il numero zero del 2022 (foto ATCommunication)
GeoGravel Tuscany vivrà a inizio giugno la quarta edizione, dopo il numero zero del 2022 (foto ATCommunication)
Qual è per Bettini organizzatore la soddisfazione di una prova così?

E’ un po’ tutto, la scoperta del territorio e il divertimento delle persone. Sono contento quando ci criticano se manca qualcosa, perché ci aiutano a crescere. Sono contento quando sulla lavagna ci scrivono che sono stati bene ed è stato un weekend figo. E sono contento anche quando mi dicono che hanno pedalato e si sono divertiti e che gli sono piaciuti i percorsi. Per me la soddisfazione è tutto questo.

Il percorso di Geogravel Tuscany è classico oppure ogni anno si prova a cercare qualche variazione?

Tendenzialmente come base rimane lo stesso, ma ogni anno c’è qualche deviazione per scoprire cose nuove. Cerco sempre di far cambiare. Quest’anno, per esempio, cambia il medio (77 chilometri) e cambia la prima parte dell’ultra (229 chilometri). Il corto rimane invariato con i suoi 48,2 chilometri e agli altri si dà una modifica.

Quanto tempo ti prende questa attività?

Non tantissimo, anche perché avendo già pedalato tutto, i percorsi li faccio da casa, nel senso che decido dove mandarli. Passo la traccia ai ragazzi, loro vanno a pedalare perché pedalano tutti e si fa la verifica a ridosso dell’evento. Diciamo il lavoro grosso è stato fatto nel 2020-2021 e in quel periodo c’è voluto qualche mese.

Paolo Bettini, classe 1974, ha vinto un oro olimpico, due mondiali, due Liegi, Lombardia, Sanremo per un totale di 61 corse (foto ATCommunication)
Paolo Bettini, classe 1974, ha vinto un oro olimpico, due mondiali, due Liegi, due Lombardia e la Sanremo per un totale di 61 corse (foto ATCommunication)
Paolo Bettini, classe 1974, ha vinto un oro olimpico, due mondiali, due Liegi, Lombardia, Sanremo per un totale di 61 corse (foto ATCommunication)
Paolo Bettini, classe 1974, ha vinto un oro olimpico, due mondiali, due Liegi, due Lombardia e la Sanremo per un totale di 61 corse (foto ATCommunication)

Una storia di amicizia

GeoGravel Tuscany si svolgerà il 6-7 giugno con partenza anche in questo caso da Pomarance. Le informazioni sui quattro percorsi (corto, medio, lungo e ultra) e su come iscriversi sono ottimamente descritte nel sito internet dedicato e anche in questo c’è uno spicchio di nostalgia.

La parte della comunicazione di ogni attività di Bettini è infatti affidata ad ATCommunication di Alessandro Tegner che è stato per anni l’addetto stampa del Bettini corridore alla Mapei e poi alla Quick Step e della squadra belga è oggi il responsabile marketing e della comunicazione.  Ma piuttosto, l’ultima cosa…

Senti Paolo, quando tutto sarà finito, col gruppo di lavoro farete una cena o un debriefing?

In realtà – ride Bettini – iniziamo prima. Due giorni prima della Green Fondo ci siamo trovati a Pomarance e abbiamo fatto una pizzata fra noi per avere un primo momento di condivisione. Ci si guarda, si dice che c’è da fare tanto e quindi bisogna essere uniti. E poi la stessa cosa si rifà a fine stagione, ottobre, novembre, quando tutto è fermo. Che poi in realtà, chi ci riesce a restare fermo?