Nuove Ursus Arya G, come cambia il concetto di performance

Nuove Ursus Arya G, come cambia il concetto di performance

10.04.2026
5 min
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La nuova famiglia di ruote Ursus Arya, della categoria G si pongono come un gamechanger vero e proprio. Dopo la categoria R, ovvero le prime Ursus con i raggi in carbonio (e molti altri aspetti tecnici da considerare), l’azienda veneta non smette di spingere sull’acceleratore della tecnologia e porta una soluzione tutta nuova in ambito ciclistico.

Le nuove Arya G hanno i raggi in fibra PBO, un materiale composito noto in ambito aerospaziale per la sua resistenza alla trazione, elasticità e peso ridotto. Ogni raggio delle Arya G è composto da 16.000 filamenti, protetti da una guaina. I raggi sono i nuovissimi RC-1 sviluppati da Sapim, ma tutto prende forma attorno alla piattaforma dinamica Ursus OmniTune System. Entriamo nel dettaglio delle nuove Ursus Arya G.

Adattarsi a terreni differenti

Ursus ha sviluppato un prodotto tanto prestazionale, quanto sfruttabile e versatile grazie a caratteristiche di adattabilità mai raggiunte fino ad ora. La tecnologia ha contribuito al raggiungimento del risultato. Le ruote Arya G sono di fatto un sistema e ridefinisce il concetto di resa tecnica nelle condizioni più variabili ed al tempo stesso severe.

Il prodotto Arya G è sviluppato attorno ai nuovi raggi Sapim RC-1 in fibra PBO (acronimo di Poli p fenilen benzisoxazole), sono rotondi e rivestiti da una guaina resistente UV che ha anche il compito di proteggere il materiale composito. Questa tipologia di raggio è integrato nell’innovativo OmniTune System (OTS) messo a punto da Ursus per le ruote di ultimissima generazione ad elevate prestazioni.

Nuove Ursus Arya G, come cambia il concetto di performance
Profilo da 50 davanti e dietro e una forma importante
Nuove Ursus Arya G, come cambia il concetto di performance
Profilo da 50 davanti e dietro e una forma importante

OTS, cosa significa

E’ un sistema dinamico progettato da Ursus per ottimizzare l’interazione tra i diversi componenti in gioco, raggi ed il loro comportamento, cerchio e naturalmente i mozzi. Vengono migliorate le risposte e l’efficienza meccanica, così come l’adattamento al terreno.

Ne traggono vantaggio la capacità di assorbimento e di conseguenza il comfort, la qualità della pedalata, senza perdere di velocità e reattività.

Come sono fatte le nuove Ursus Arya G

Cerchio in carbonio da 50 millimetri, con canale interno da 25 con ingaggio tubeless mini-hook. Le pareti del cerchio non sono hookless, ma prevedono una mini-sede per l’alloggio dello pneumatico. E’ previsto il tape tubeless all’interno del canale. Il cerchio ha una larghezza complessiva di 31 millimetri.

I mozzi (della serie U-RG50) sono in alluminio, sovradimensionati, ma equilibrati nelle forme, con delle fresature laterali (nei punti di innesto dei raggi) completamente differenti tra destra e sinistra. Il meccanismo del mozzo posteriore è a 3 cricchetti che ingaggiano su una ruota dentata interna al mozzo ed il corpetto non necessita di strumenti per la rimozione ed il montaggio (facile da pulire ed in caso di manutenzione).

Nuove Ursus Arya G, come cambia il concetto di performance
Configurazione tubeless, perfetta per questa tipologia di prodotto
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Configurazione tubeless, perfetta per questa tipologia di prodotto

I raggi sono 21 per entrambe le ruote. Adottano il posizionamento definito Y-Stars. Nella zona del cerchio (con i nipples esterni in alluminio) sono in formazione con un numero di 3 raggi ravvicinati tra loro, mentre ai mozzi adottano una sorta di innesto (sempre con i nipples in alluminio) asimmetrico. Quello anteriore presenta le teste contrapposte dei raggi dal lato del disco, radiali da quello libero, mentre il posteriore ha i raggi contrapposti con incrocio in seconda dalla parte dei pignoni (singoli dal lato del disco).

Alcuni numeri interessanti

1.380 grammi rilevati la coppia, con il nastro tubeless e le valvole inserite. Si tratta di un valore alla bilancia davvero buono se consideriamo un cerchio “panciuto” e parecchio strutturato, in puro stile Ursus. C’è da considerare anche il fatto che le Arya G strizzano l’occhio ad un’utenza fast gravel/gravel race. Non un semplice dettaglio. Il prezzo di listino è di 2500 euro, non molto considerando la qualità complessiva e la tecnologia portata in dote.

Nuove Ursus Arya G, come cambia il concetto di performance
Provate in anteprima esclusiva
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Le prime impressioni

Le abbiamo utilizzate con una configurazione tubeless e pneumatici da 30 millimetri di sezione. Il binomio con il canale interno ha portato la dimensione reale dello pneumatico a 31 millimetri, differenza del tutto tollerabile. Il comportamento delle Ursus Arya G50 è qualcosa di nuovo, difficilmente accostabile a ruote “standard” road, ma anche gravel ad alte prestazioni.

Ci sono piaciute tanto. Perché? Per la fluidità, la stabilità e per il piacere di guida. Sono ruote confortevoli, ma il brio che hanno dentro si sente. Assecondano il terreno, quasi a copiare, al tempo stesso quando gli si chiede un cambio di ritmo le Arya G sono li a supportare, anche in salita (non sono ruote da scalatore puro).

In prima battuta abbiamo definito il comportamento “gommoso”, aggettivo che ci è servito per dare una forma (inusuale) alla performance di queste ruote. Con il passare dei chilometri, delle ore e con i tanti contesti ambientali dove abbiamo utilizzato le nuove Arya G50, resta solo in parte la “gommosità” percepita inizialmente, ma emergono soprattutto la fluidità e la compostezza (anche in discesa ad andature elevate) di un prodotto che si pone come un gamechanger.

Ursus