Cadex Max 50 è una sorta di punto di arrivo. La resa su strada (proprio nel lungo periodo) lo conferma una volta di più, ben oltre i numeri, la tecnologia ed il protocollo del prodotto.
Prima le abbiamo “saggiate” in Francia, in contemporanea al lancio ufficiale della nuova Giant Propel. In un secondo momento le abbiamo portate sulle strade di casa, quelle normalmente usate per i test approfonditi, con i nostri riferimenti e sovrapposizione delle diverse fasi di test. Ecco il nostro resoconto.


Il nuovo hookless
Il canale interno delle Cadex Max 50 è largo 22,4 millimetri, una larghezza moderna, al tempo stesso non esagerata e, come vuole il DNA Cadex, è hookless. Rispetto al passato ha però un design completamente rivisto ed il rinnovamento del comparto influisce in modo esponenziale sulla struttura del cerchio e di conseguenza sulle prestazioni. Paragonabili alle Cadex 50 Ultra? Solo sulla carta, perché le nuove Max sono di più, tanto di più sotto ogni punto di vista. Prima di tutto il bordo del cerchio, con uno spessore che se pur di poco supera i 4 millimetri per lato (è molto) e rende bene l’idea della sostanza e del grande lavoro che è stato fatto sulla laminazione del carbonio.
La svasatura centrale, quella che caratterizza i cerchi con predisposizione tubeless (sulle Cadex non c’è un monoblocco in carbonio, ma è presente il nastro tubeless) si uniscono due depressioni laterali parallele ai bordi. Sono due aggiunte, rispetto al passato, che agevolano la “seduta” e l’ingaggio ottimale degli pneumatici.




1.835 grammi pronte alla messa su strada
Tubeless Cadex da 30 montati, latticizzati, valvole e nastro tubeless: 1.835 grammi la coppia. Un valore ridotto e in cambio la grande rigidità espressa dalle ruote: un biglietto da visita delle Max 50. Troppo leggere? Per nulla.
Ribadendo ancora una volta che stiamo raccontando un sistema sviluppato e concepito per essere al top in ambito agonistico, un ulteriore vantaggio arriva dalla stabilità (sorprende soprattutto l’anteriore) e dalla prontezza di risposte durante le sollecitazioni più accentuate. Zero flessioni laterali, ruota sempre in spinta e zero sensazioni paragonabili ad una ruota che tende a “sedersi” durante le fasi di carico, legate a progressioni, cambi di ritmo, oppure peso del corpo che si sposta in toto sul retrotreno o sull’avantreno.














Gomme e liquido adeguati
Per sfruttare il massimo delle potenzialità di un prodotto come Cadex Max 50 è “obbligatorio” creare un sistema. Le ruote, gli pneumatici, il liquido anti foratura e le stesse pressioni di esercizio, nulla deve essere approssimativo: è come tarare la centralina di una macchina da corsa. Il liquido deve “far lavorare” il tallone dello pneumatico e “incollarlo” al cerchio. Perché ciò avvenga nel modo giusto, dopo il primo montaggio, il pacchetto completo deve riposare almeno 36/48 ore, prima di andare su strada. Ecco perché si scrive prima di tutto di liquido sigillante.
Un’altra malizia potrebbe essere legata all’utilizzo di un inserto tra tubeless e cerchio. E poi le gomme: noi abbiamo usato le Cadex Aero Cotton da 30 millimetri, con un range di pressioni compreso tra le 4,2 e 4,6 atmosfere. Andare oltre risulterebbe controproducente, per la sicurezza e anche per la guidabilità. Anche in fatto di sezione, per una tipologia di prodotto come Max 50 ci risulta difficile immagine uno pneumatico al di sotto dei 30 millimetri di sezione.




In conclusione
Prezzo di 3.598 euro di listino per una coppia di ruote tra le maggiormente prestazionali che abbiamo avuto occasione di provare. E’ una cifra importante, un prezzo non per tutte le tasche, ma si tratta di un componente in grado di cambiare del 101% la resa tecnica della bici, che sia una bici da salita, tanto quanto una aero bike.
Cadex Max 50 non conosce limite d’impiego. Però è necessario adattarsi, in un certo senso anche adattare la propria guida ad un pacchetto ruote di questa caratura, cercando di capire dove è il punto di corda e l’eventuale limite (dell’utilizzatore).