Due Scott Addict a confronto. La versione RC, quella usata anche in ambito pro’. A nostro parere una delle bici più azzeccate tra quelle di ultima generazione che si spingono verso la categoria delle super leggere race oriented. Dall’altra la versione Addict “più comoda” che si basa su una geometria sviluppata per offrire maggiore comfort ed uno stile di guida più rilassato.
Perché le abbiamo messe a confronto? Perché in buona parte delle situazioni sono proprio le quote geometriche a fare la differenza e non è solo una questione di setting del ciclista. Entriamo nel dettaglio delle nostre considerazioni.


Due Addict, tanto simili quanto diverse
Scott Addict RC Pro, (versione preferita da Pidcock nel 2025) un gran bell’oggetto se consideriamo anche la livrea cromatica, molto particolare ed accattivante, diversa dal solito. Una bici pronta per gareggiare con il framekit full carbon HMX (top di gamma) e HMF (per la forcella), il manubrio integrato Syncros e la trasmissione Shimano Dura Ace 2×12. Ci sono le ruote Syncros Capital 1.05 ed una serie di plus legati ai componenti all’apice dei listini. 8.999 euro di listino, che non è poco, ma se consideriamo questa fascia di mercato siamo anche al di sotto della media. Una taglia 54, per un valore alla bilancia che sfiora i 7 chilogrammi (pochissimo). In passato avevamo provato l’allestimento RC10.
Scott Addict 20, non così distante dalla RC, ma quando viene messa sotto la lente d’ingrandimento le diversità emergono e sono importanti. Sotto il profilo tecnico abbiamo una versione che adotta il carbonio HMF, un gradino sotto HMX. HMF ha un peso specifico superiore che si riflette su un aumento di peso a parità di taglia, con un rapporto rigidità/peso meno estremizzato. Il comfort complessivo della bicicletta parte anche da qui. C’è una componentistica tutta diversa, votata di più alla sostanza, alla stabilità e ad una sorta di versatilità allround che a tratti può strizzare l’occhio anche ad un gravel leggero, magari contestualizzandolo a strade bianche.
Beninteso che questa Scott è e resta una bici da strada. Volendo fare un accostamento con un concetto mutuato dal passato è una endurance più moderna ed evoluta. Quella del test ha un prezzo di listino di 5.299 euro, con un peso rilevato di 8,1 chilogrammi.
















Geometrie a confronto
Entrambe sono 54 (ovvero taglia media). La prima differenza da argomentare è relativa all’altezza del tubo sterzo. Per Addict è 161 millimetri, per Addict RC è 130. 31 millimetri in meno sono tanti. Un numero che significa tantissimo in termini di piegamento della schiena in avanti, di come si va ad appoggiare la zona ischiatica sulla sella sella e di come i pesi vengono distribuiti sulla bici. Estensione di collo e braccia, spalle, di come si guida la bici. Ovviamente c’è da considerare anche l’impatto aerodinamico del ciclista.
Il carro posteriore della Addict sfiora i 418 millimetri, quella della RC i 410. Molti diversi gli off-set delle due forcelle, 47 per Addict, 44 millimetri per RC. Entrambi i fattori sono complici in modo esponenziale del rendimento, dell’agilità, della progressività della bici una volta su strada, molto più dell’inclinazione di sterzo e piantone (non così diversi). Scott Addict RC risulta piuttosto compatta con un passo complessivo al di sotto del metro di lunghezza, mentre Addict si spinge a 1009 millimetri (non è poco).






Una volta su strada
Addict è una bici progressiva, molto lunga nelle risposte e combina un elevato assorbimento (che arriva dal basso) con una geometria davvero comoda che non impegna. Non impegna chi è più allenato, ha gamba e vuole restare comodo, magari puntando a tante ore in sella e tanti metri di dislivello positivo. Permette a chi è poco allenato di stare bene in bici evitando il mal di schiena. Rispetto a Scott Addict RC è meno agile, ma ha il grande vantaggio che perdona praticamente tutto.
Addict RC è un cerino pronto ad infiammarsi. Gratificante, bella da guidare e da portare al limite, una di quelle bici non aero concept che a tratti sembra essere proprio un’aerodinamica. E poi non è mai eccessiva, portando a ragionare: quale è il reale limite della bici, delle ruote e delle gomme, quale è il vero limite del corridore. Ovviamente ha una geometria più “tirata”, se messa a confronto con Addict. Comunque non è estrema. Considerando l’appartenenza al segmento racing è ben proporzionata, soprattutto la taglia media in prova, ma quella vocazione race si percepisce. Invita a stare in avanti, a piegarsi verso il manubrio ed a rilanciare.
E’ tanto stabile. Tutto però ha un prezzo e come buona parte delle bici racing, tanto mette sul piatto e tanto chiede. Rispetto ad una Addict è più stancante e per sfruttarne tutte le potenzialità bisogna essere allenati fisicamente ed essere capaci di non mollare neppure con l’approccio mentale.




Un progetto azzeccato a prescindere
Non un fattore banale. Quando si descrivono bici del genere che portano in dote lo stesso nome, ma erogano performance diverse, è giusto considerare anche le soggettività. Queste ultime sono legate al modo in cui si affronta l’uscita in bicicletta, al background ciclistico e anche agli obiettivi. Addict è la bici un po’ per tutti e anche l’agonista la può personalizzare a dovere. Addict RC è una bici da gara non estrema, non troppo rigida, facile da guidare se consideriamo la categoria alla quale appartiene. E’ estremamente reattiva.
Entrambe hanno il valore aggiunto della stabilità (una sorta di comune denominatore per la piattaforma Addict) e un avantreno che trova un abbinamento ottimale tra altezza dello sterzo, angolo di apertura di quest’ultimo e rake della forcella. Conta tantissimo, a nostro parere, il fatto che entrambe le bici non cambiano il proprio carattere anche con ruote diverse, magari più leggere oppure con profilo maggiorato del cerchio. Nell’ottica della massima sfruttabilità è un fattore da mettere sul podio dei criteri di valutazione.




In conclusione
Scott Addict 20 non è una bici da KOM nel senso stretto della considerazione. Forse può esserlo un allestimento Premium, nel complesso più ambizioso, ma anche costoso. Addict 20 punta a soddisfare un’utenza che ha l’obiettivo delle lunghe pedalate, senza il “morso” dei numeri, dei watt e dei record a tutti i costi. Tecnicamente offre prestazioni davvero equilibrate. RC è un bel proiettile, questa si che è una bicicletta da “trattare male” in salita ed anche in discesa.
Addict RC è una di quelle che strappa il sorriso ed invita ad aprire il gas, che gratifica quando i watt puntano in alto e proprio la bici contribuisce nell’erogazione dei joule. RC è super reattiva ed è anche veloce, non al pari della Foil RC, ma se consideriamo il profilo fisico del corridore tipo di una Addict RC, proprio questa bici può diventare “migliore” rispetto proprio alla Foil RC. Perché? Addict RC è più semplice da rilanciare alle basse andature.