BENICASSIM (Spagna) – Le aero bike sono le più ambite a tutti i livelli e l’aerodinamica si pone ormai da anni come il gamechanger primario per la ricerca tecnica e tecnologica. Se è vero che la più grande variabile resta il corridore, è altrettanto vero che la strenua ricerca dei miglioramenti aerodinamici nell’ambito del ciclismo ha contribuito in modo esponenziale a cambiare le biciclette.
La stessa ricerca aerodinamica è complice in una sorta di standardizzazione del design che, sembra far sì che le aero bike hanno tante parti in comune? Abbiamo chiesto ad Arne Burkhardt, capo ingnere in Merida e responsabile dello sviluppo della nuova Reacto di Merida.


Cosa significa l’aerodinamica di oggi nell’ambito del ciclismo?
Aerodinamica, non è solo un sostantivo e non è un fattore rappresentato da un solo numero. L’aerodinamica è ricerca, è scienza ed è una chiave di volta quando la tecnologia raggiunge l’apice, la punta di un iceberg che abbraccia tanti fattori.
Rispetto al passato è cambiata?
Tantissimo, complici nuove tecnologie a disposizione e nuovi sviluppi. Una volta, 10 anni fa, ci si concentrava esclusivamente sulla velocità. Le aero bike diventavano veloci e non in rari casi, anche instabili ad esempio con vento laterale spinto. Oggi la velocità resta l’obiettivo principale, ma rispetto ad un’epoca precedente si considera anche l’esposizione laterale del binomio bicicletta/atleta ed il miglioramento del drag, cioè la forza opposta all’aria.


Di quali parametri si tiene conto?
C’è il comfort funzionale alla performance e la possibilità di analizzare il risparmio di watt a parità di andatura. Inoltre siamo riusciti a portare lo sviluppo virtuale ad un livello del tutto comparabile alla vita reale. Ovvero, quando il mezzo meccanico è su strada con il suo atleta.
Significa che oggi l’aerodinamica influisce anche sulla stabilità della bicicletta?
Esattamente. La stabilità della bicicletta è un fattore dominante, perché se una bici è efficiente nei numeri, ma è instabile, allora gli stessi benefici sono vanificati. Ad esempio in discesa e nei tratti più tecnici dove è fondamentale guidare. Le bici di aero di oggi sono delle overall a tutti gli effetti. E’ dimostrato anche dai pro’ che usano le aero bike in salita.


Comfort funzionale, un altro aggettivo talvolta ridondante. Cosa significa?
Partendo dal presupposto che per una aero bike il comfort non è mai il focus principale, è necessario considerare che il corridore per spingere forte ed a lungo deve essere a suo agio. L’aerodinamica della bicicletta crea una base forte e poi ci sono il layup del carbonio e le geometrie. All’unisono.
Semplificando. La biomeccanica moderna che vuole i corridori con la schiena in linea con il terreno?
E’ un modo davvero semplice per riassumere, ma è così.
Perché le aziende investono così tanto nell’aerodinamica?
L’aerodinamica è una sfida continua ed è una grande opportunità che permette di migliorare le prestazioni della bicicletta. E’ il primo fattore che rende possibile la ricerca di nuove soluzioni di design che a loro volto influiscono su forme e processi di produzione. E poi c’è l’ambito professionistico e se vuoi restare al top del ciclismo gli investimenti in questa direzione sono obbligati.




Talvolta però le aero bike sembrano molto simili tra loro. Perché?
Sono due i fattori principali da considerare. Il primo sono le regole e le quote numeriche imposte dall’UCI. Il secondo è legato alle tecnologie che evolvono, ma sono disponibili per tutti o per lo meno a chi se le può permettere. Quando il delta della ricerca si restringe, è facile commentare scelte che sembrano simili. Però, sono i dettagli a fare la differenza e spesso le diversità sono davvero grandi.
Esistono ancora margini di miglioramenti?
I margini di miglioramento ci sono, ma è sempre più difficile trovarli. Molto dipende anche dalla tecnologia disponibile che permette di fare ricerca. Di sicuro la ricerca e le tecnologie dedicate alle aero bike evolveranno ancora ed in futuro avremo delle bici ancora più efficienti e leggere.