NIZZA (Francia) – E’ qui, in questo angolo della Francia del Sud dove abitualmente sfrecciano i professionisti della Parigi-Nizza, che abbiamo visto e provato le nuove ruote Max 50 di Cadex. Strade nervose, asfalto talvolta ruvido, salite brevi ma intense e discese tecniche: il terreno ideale per capire se un prodotto nato in galleria del vento sappia poi tradurre i watt in velocità reale.
Il marchio taiwanese amplia così la propria gamma road con un sistema ruota-pneumatico pensato per il ciclismo moderno, dove aerodinamica, rigidità e peso devono convivere senza compromessi. Una scelta che denota la cura dei dettagli e la ricerca assoluta della prestazione. E possiamo garantirvi in prima persona che tutto ciò emerge eccome. E’ tangibile, concreto, reale.


Aerodinamica reale
E’ con la Max 50 WheelSystem che CADEX compie un passo ulteriore nella propria evoluzione aero. Non si tratta semplicemente di una ruota da 50 millimetri di profilo, ma di un sistema completamente integrato in cui cerchio, raggi e mozzo lavorano come un’unica struttura. Il dato dichiarato parla chiaro: 1.290 grammi la coppia in configurazione tubeless con valvole e nastro, grazie a un layup in carbonio rinforzato con fibre ad alta resistenza posizionate solo dove necessario.
Il cuore del progetto è l’integrazione tra i Super Aero Carbon Spokes e il mozzo R3-C48 con ratchet a 48 denti. Le flange sottili e il disegno aero del mozzo riducono la turbolenza nella zona centrale della ruota, con un guadagno misurato di 2,18 watt rispetto alla precedente Ultra 50. La larghezza interna hookless da 22,4 millimetri contribuisce a ottimizzare il profilo dello pneumatico, migliorando l’integrazione aerodinamica su un ampio range di angoli di imbardata.
E’ interessante anche il lavoro sulla trasmissione della potenza. La tecnologia Dynamic Balanced Lacing (DBL) amplia l’angolo di incrocio dei raggi e ne equilibra la tensione sotto carico, aumentando del 5,4 per cento la rigidità alla trasmissione rispetto alla Ultra 50. Il risultato è una risposta più immediata in accelerazione e negli scatti, con una rigidità laterale che resta elevata ma senza penalizzare il controllo.
Infine i cuscinetti ceramici e il sistema Ratchet Wave Spring completano un pacchetto votato all’efficienza pura, riducendo dispersioni e attriti.





il rapporto rigidità laterale/peso migliora del 3,2% rispetto al precedente modello


Aero Tire: il complemento naturale
Accanto alla ruota debutta il nuovo tubeless Cadex Aero Tire, sviluppato per lavorare in sinergia con il cerchio da 22,4 millimetri interni. Il profilo è più alto e più largo rispetto alla versione precedente, con spalle dotate di micro-scanalature validate in galleria del vento. Il beneficio dichiarato è una riduzione della resistenza aerodinamica di 0,76 watt per ruota.
Ma non è solo una questione di drag. La nuova carcassa 240 TPI Supple Race Casing è stata completamente riprogettata: fino a 55 grammi in meno per copertura e una riduzione della resistenza al rotolamento di 2,8 watt per ruota rispetto al precedente Aero 25C. In gara significa accelerazioni più rapide e una migliore conservazione della velocità nei tratti lanciati.
La protezione Race Shield con inserto in Kevlar centrale garantisce resistenza alle forature senza compromettere la scorrevolezza, mentre la mescola RR-A a base di silice promette grip sicuro anche su asfalto umido. Disponibile nelle sezioni 28 e 30 millimetri, lo pneumatico nasce per un utilizzo tubeless e si integra perfettamente con il sistema hookless della Cadex Max 50, contribuendo a creare un pacchetto coerente per le esigenze del ciclismo attuale.


La prova su strada
Senza dubbio le Cadex Max 50 sono ruote che mancavano alla casa taiwanese. La prima sensazione avuta sulle strade alle spalle di Nizza è stata quella di una scorrevolezza decisamente importante. Anche il rumore che ci ha accompagnato durante le uscite sui colli dietro la città non è passato inosservato: un suono pieno, compatto, tipico di quando il gruppo viaggia forte e l’inerzia si trasforma in velocità costante.
L’altra peculiarità riguarda l’handling. Solitamente le ruote da 50 millimetri sono estremamente veloci sul passo, ma meno agili in salita o nei tratti più stretti in discesa. In questo caso, la sensazione era quella di avere sotto la bici un profilo più basso, con una maneggevolezza intuitiva e precisa anche nei cambi di direzione, appunta tipica di cerchi con profilo ben più ridotto.
E’ chiaro però che, trattandosi di una struttura molto rigida, diventa fondamentale individuare la giusta pressione degli pneumatici. Prestazione e comfort passano da lì. Noi abbiamo utilizzato la versione da 28 millimetri. Nel primo giorno di test avevamo leggermente esagerato, penalizzando la sensibilità sull’asfalto più ruvido. Trovata la taratura corretta, il comfort è cresciuto in modo evidente, senza intaccare la resa in discesa.
Ultima nota per il mozzo in carbonio integrato: trasmette una sensazione di stabilità e potenza notevole. I raggi in carbonio restituiscono immediatamente ogni watt impresso sui pedali. Nel complesso, un pacchetto tecnico coerente e moderno, destinato a trovare spazio anche sotto le bici dei professionisti della Jayco-AlUla.