Nel ciclismo professionistico l’alimentazione è diventata un elemento strategico della performance, al pari dell’allenamento e del recupero. A supporto del lavoro di nutrizionisti e preparatori, negli ultimi anni stanno prendendo sempre più spazio strumenti digitali pensati per facilitare gli atleti nella gestione quotidiana della dieta. Tra questi c’è The Athletes Food Coach, un’app che promette un monitoraggio nutrizionale preciso, personalizzato e sempre a portata di mano. Ce ne ha parlato di recente Filippo Fiorelli, ad esempio, parlando di come alla Visma Lease a Bike siano cambiate le sue abitudini alimentari.
Ma quanto può essere davvero efficace un food coaching digitale nella quotidianità di un ciclista professionista, fatta di allenamenti intensi, trasferte, ristoranti e giornate da migliaia di chilocalorie? Per capirlo abbiamo intervistato Samuele Porro, atleta del team Klimatiza Orbea e tra i migliori rider internazionali del marathon. Ci ha raccontato la sua esperienza diretta con l’app, evidenziandone punti di forza, limiti e reali ambiti di utilizzo ad alto livello.


Da quanto tempo utilizzi Food Coach e cosa o chi ti ha spinto a iniziare a usare questa app?
Utilizzo Food Coach da quando ho iniziato la mia avventura in Klimatiza Orbea. All’interno del team siamo seguiti a livello nutrizionale ed è stato Raul Celdran, come head coach, che ci ha introdotto a questa app.
Come funziona la gestione della dieta con l’app?
Premetto che non amo seguire piani alimentari rigidi, seppur personalizzati, ma preferisco mangiare ciò che ho voglia di mangiare in quel momento. Food Coach è quindi molto utile per me, perché mostra come le mie scelte alimentari si inseriscono nel fabbisogno nutrizionale giornaliero. Mi permette di bilanciare ogni singolo pasto con facilità, tenendo conto anche del dispendio energetico degli allenamenti, sotto il controllo e con il supporto a distanza del mio head coach.
Quanto è semplice integrare l’app nella routine di allenamento, viaggi e gare?
Queste piattaforme funzionano decisamente meglio se affiancate da una figura professionale. Utilizzare l’app in totale autonomia non è di per sé semplice e il supporto di un professionista è fondamentale per interpretare correttamente i dati ed evitare errori. Le difficoltà principali non riguardano lo strumento in sé, ma la gestione dell’alimentazione durante trasferte, viaggi e gare. Non è sempre facile rispettare pienamente le proprie esigenze nutrizionali, soprattutto al ristorante, anche utilizzando l’app.



La gestione digitale della dieta è sempre più comune. In passato hai utilizzato altre app con funzionalità simili? Come ti sei trovato?
Qualche anno fa ho usato Indya, ma ero io a dovermi adattare alle proposte alimentari dell’app. Con Food Coach, invece, inserisco ciò che ho voglia di mangiare e l’app mi aiuta a valutare e bilanciare i macronutrienti. In questo modo, il processo è molto più flessibile e adatto alle mie esigenze.
Quali sono gli aspetti positivi della gestione della dieta con Food Coach?
Il principale vantaggio è la consapevolezza: permette di capire cosa apportano gli alimenti che mettiamo nel piatto e come può cambiare l’alimentazione a seconda dell’allenamento. Anche se per un corretto calcolo del dispendio energetico e del fabbisogno nutrizionale, oggi considero indispensabile l’utilizzo del misuratore di potenza e di un supporto tecnico qualificato.
E quelli negativi?
Il limite reale è che il conteggio è giornaliero. Ragionando solo giorno per giorno non si può fare il carbo loading. E se segui l’app senza una corretta pianificazione finisci per mangiare troppo poco nel giorno di riposo. Inoltre, confrontandomi con altri compagni di squadra, abbiamo notato che, gestendosi in autonomia, per praticità si tende a fare sempre le stesse scelte alimentari o si scelgono cibi che non sono proprio adatti al momento specifico. Questo determina un importante limite a livello nutrizionale, che non tiene conto di altri dettagli rilevanti per la performance.


Pensi che un servizio di food coaching digitale sia realmente utile per un atleta di alto livello come te? In quali situazioni lo consiglieresti?
Sì, credo che il food coaching digitale sia realmente utile per un atleta di alto livello, soprattutto in momenti specifici della stagione. Tenere traccia di tutto ciò che si assume, in particolare nelle giornate da 5.000–6.000 kcal, è un’operazione impegnativa e richiede grande attenzione e tempo. Consiglierei Food Coach o servizi simili, perché aiutano a migliorare la consapevolezza, ma per adeguare correttamente la propria alimentazione è fondamentale il supporto di un nutrizionista.