Ursus continua il suo cammino di crescita e di sviluppo legato alle ruote ad alta performance e, dopo mesi di lavoro e di test sul campo, arrivano le nuove Arya R. Un prodotto nato dalle idee dei tecnici e dagli studi in laboratorio, che hanno studiato e progettato questa nuova ruota. Accanto a tutto ciò ci sono stati anche i test su strada, nei quali hanno giocato un ruolo chiave i corridori professionisti con i quali il marchio veneto lavora.
Le ruote Arya R sono nate da un processo lungo e delicato che ha visto come ultimo gradino quello più complicato da scavalcare, le corse WorldTour. Infatti queste ruote sono state protagoniste nella corsa a tappe più esigente e difficile di tutto il calendario: il Tour de France, nel quale hanno affiancato il Team Picnic PostNL. In particolare sono state protagoniste nel quarto posto finale di Parigi conquistato da Oscar Onley.




Un anno di sviluppo
Per realizzare le nuove ruote Arya R in Ursus si è partiti un anno fa, quando l’azienda di Rosà è entrata nel WorldTour accanto al team olandese Picnic PostNL. La sfida di essere al massimo livello del ciclismo mondiale ha portato nuovi traguardi e orizzonti.
«L’idea era di portare una ruota da utilizzare in un contesto diverso – racconta Marco Giacomin, Product Manager di Ursus – anche se in casa avevamo già la Proxima, che il team ha utilizzato per la prima parte del 2025. Ci siamo focalizzati su due temi: alleggerire e irrigidire. Un’azienda come la nostra ha sempre il focus sull’innovazione e la continua ricerca del massimo sviluppo».


Target elevati
Alleggerire e irrigidire, con questi due obiettivi i tecnici di Ursus si sono messi al lavoro per trovare l’equilibrio giusto e realizzare un nuovo modello di ruota.
«Per riuscire a costruire quello che avevamo in mente, ovvero la nuova Arya R – prosegue Marco Giacomin – ci siamo messi all’opera andando a studiare ogni dettaglio e l’interazione di ogni componente del gruppo ruota. Test e studi sono fatti tutti internamente all’azienda, aspetto che ci ha permesso di avere sempre sotto controllo ogni dettaglio. A livello tecnico le ruote Arya R presentano come novità quella di utilizzare dei raggi in carbonio. Aspetto che offre una maggiore rigidità e un peso veramente contenuto.
«Al fine di unire al meglio tutti i particolari e gli aspetti tecnici siamo andati anche a rinnovare il mozzo, prodotto internamente da noi. Abbiamo notato che con i raggi in carbonio si deformano meno con l’aumento del carico, cosa che dà una maggiore rigidità alla struttura. Il mozzo che abbiamo sviluppato offre anche una grande uniformità per quanto riguarda i livelli di tensionatura».




Dati e numeri
Le ruote Arya R, realizzate in due versioni, con profilo da 35 millimetri e da 50 millimetri (in apertura), passano da 24 raggi a 21. Il peso passa dai 1.250 grammi (a coppia) per il profilo più basso, ai 1.350 grammi per quelle con il profilo più alto.
«La ruota Arya R – conclude Marco Giacomin – sono adatte a percorsi con tanto dislivello, infatti sono state protagoniste nelle tappe di montagna dello scorso Tour de France. Permettono di avere una maggiore risposta nei rilanci e una grande reattività di guida, migliorando anche la precisione in curva. Rispondono perfettamente alle esigenze dei ciclisti che sono alla ricerca di prodotti con un alto livello tecnico, in grado di migliorare anche la performance».
Prezzo: 2.500 euro