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Gaia Realini, la sua bici e alcune scelte tecniche

17.08.2023
4 min
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Dopo un Giro Rosa corso da protagonista, in salita è stata tra le pochissime a tenere testa a Van Vleuten, Gaia Realini ci racconta alcune scelte tecniche e qualche particolarità della sua bicicletta.

Quali rapporti utilizza? Perché il reggisella con off-set positivo e girato in avanti? Perché tiene la mani alte anche in discesa? Abbiamo posto alcuni questi allo scricciolo terribile che in salita è un riferimento.

La Emonda di Gaia Realini, usata per le frazioni più impegnative
La Emonda di Gaia Realini, usata per le frazioni più impegnative
Come stai prima di tutto?

Sto bene, grazie. Dopo il Giro mi sono goduta qualche giorno a casa, in pieno relax con la mia famiglia e amici. Poi è stato tempo di ricominciare sono andata in ritiro con la nazionale a Livigno.

Quale è stato, se c’è stato, il momento più difficile?

Il momento più difficile al Giro è stata la quinta tappa. Era una delle più dure di questa edizione, io ed Elisa Longo Borghini eravamo nel primo gruppo, poi nel finale, sull’ultima ascesa lei e Van Vleuten si sono avvantaggiate di qualche metro. Ho iniziato la discesa una decina di secondi dietro a loro e, dopo uno dei primi tornanti, ho visto una bici rossa che sbucava da dietro un accumulo di terriccio. Ho subito avvertito l’ammiraglia dicendo che Elisa era caduta e loro mi hanno rassicurata dicendomi di continuare.

In gara Realini usa la Emonda, ma c’è anche la Madone
In gara Realini usa la Emonda, ma c’è anche la Madone
Ti ha condizionato del prosieguo della tappa?

Sinceramente non ero molto tranquilla, ma sono riuscita a finire la tappa a ridosso delle prime. Dopo la tappa cercavo Elisa e speravo mi dicessero qualcosa ma con le premiazioni è stato difficile. Appena rientrata al bus l’ho vista e mi ha detto che aveva male ovunque. Insomma, è stata una giornata non facile da mettersi alle spalle.

Gaia Realini e la sua bici, usi sempre la Emonda?

La scelta della bici in gara dipende dal tracciato. Se è prevalentemente pianeggiante, veloce e scorrevole, utilizzo volentieri anche la Madone. Se però il tracciato è vallonato e con salite lunghe o di media lunghezza, utilizzo la Emonda. Per entrambe ho la taglia 47.

Hai chiesto delle modifiche specifiche per adattare la bici alle tue esigenze?

Sinceramente no, non ho fatto richiesta particolari. Mi sono fidata molto della parola e del consiglio dei nostri tecnici e meccanici. Diverse accortezze sono state rese necessarie per rendermi performante in sella, perché sono un po’ fuori misura. Ad esempio si è adottata la soluzione del reggisella con off-set avanzato.

Quali sono invece i rapporti che normalmente usi?

Normalmente i rapporti sono 52-39 e 10-33. Opto quasi quasi sempre per questa combinazione. Quando si vanno ad affrontare salite con pendenze più arcigne, la variabile sta nella combinazione delle corone, 50-37. Dietro invece sempre i pignoni con scala 10-33.

Mani alte anche in discesa, ma si lavora per cambiare assetto
Mani alte anche in discesa, ma si lavora per cambiare assetto
Una cosa che non cambieresti mai sulla tua bici?

La bici nella sua interezza. Veramente, mi trovo benissimo con tutta la componentistica che abbiamo e fin da subito, grazie al consiglio dei tecnici, ho trovato un ottimo feeling in sella. Che si tratti di Madone o Emonda, ho sempre il comfort di cui ho bisogno per andare forte.

Perché tieni sempre le mani alte, anche nelle discese veloci?

Il fatto di tenere le mani alte anche in discesa non ha un motivo preciso. Mi rendo conto che questa posizione non è l’ideale, ma ho iniziato così e ora mi sto allenando per cambiare.

Trek Solstice Mips: stile, comfort e protezione

17.07.2023
3 min
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A proprio agio sempre. Trek presenta il suo ultimo casco della linea Solstice. Prodotto tra i più noti del marchio, il nuovo modello è caratterizzato da un look pulito ed è equipaggiato con la tecnologia di sicurezza Mips. Si contraddistingue per il suo comfort, prevede un sistema di regolazione facile da usare e presenta un’estetica semplice e pratica che permette di passare facilmente dal trail all’asfalto.

Aspetto semplice e praticità

Per la prima volta marchiato Trek, Solstice Mips dispone di una struttura leggera con grandi prese d’aria dotate di canalizzazione incassata per catturare l’aria fresca e garantire il massimo comfort indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Per una vestibilità semplice e sicura, il sistema Headmaster 3 proprietario consente di impostare la regolazione ideale con una sola mano. 

La copertura posteriore estesa fornisce una protezione aggiuntiva sui tragitti verso la scuola, al parco o sul trail, insomma per un utilizzo trasversale. Le aerazioni massimizzano il flusso d’aria per mantenerti fresco anche nelle giornate più calde favorendo la versatilità di questo modello. 

Per un utilizzo tranquillo e scuro, con l’acquisto del casco si gode del Crash Replacement Guarantee. Con questa garanzia Trek sostituirà gratuitamente il casco in caso di incidente entro il primo anno dall’acquisto. Basterà contattare l’assistenza online o recarsi presso il rivenditore più vicino con il casco che ha subito l’impatto, la ricevuta d’acquisto originale, i dettagli dell’incidente e un indirizzo dove inviare il casco sostitutivo. 

Sicurezza e comfort

Grazie all’adozione della tecnologia di sicurezza Mips, il nuovo Solstice aiuta a proteggere dalle forze di rotazione che possono sprigionarsi durante alcuni incidenti legati all’attività ciclistica. Inoltre, il casco ha conquistato la valutazione di sicurezza 5-STAR attribuita da Virginia Tech, a dimostrazione del fatto che la migliore protezione è alla portata di tutti. 

Il comfort viene agevolato oltre alle caratteristiche citate anche grazie alle morbide e comode imbottiture. Il vantaggio sta nell’assorbimento dell’umidità e la facilità di lavaggio anche dopo un’intera giornata in sella.

I colori disponibili sono sei: Volt/Miami Green, nero, Radioactive Yellow, bianco, Radioactive Red e Mulsanne Blue. Le taglie selezionabili sono due: S-M (51-58 cm), M-L (55-61 cm). Il peso varia da 335 a 375 g in base alla taglia scelta. I caschi Trek Solstice Mips sono disponibili presso i rivenditori autorizzati Trek e sul sito con un prezzo di 79,99 euro.

Trek

Nuove opportunità per rendere unica la propria Trek

08.07.2023
3 min
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Alla vigilia del Tour de France Trek ha presentato una nuova iniziativa destinata ad incontrare l’interesse dei tanti appassionati del brand americano. Si tratta di otto nuovi schemi di verniciatura personalizzati Project One ICON che possiamo ammirare in questi giorni sulle strade di Francia. La Trek Madone con la quale sta gareggiando l’ex campione del mondo Mads Pedersen della Lidl-Trek presenta infatti una livrea del tutto particolare, che non sarà di certo sfuggita ad occhi attenti. 

Trek può contare su nuovi sistemi di colorazione: i Project One ICON
Trek può contare su nuovi sistemi di colorazione: i Project One ICON

Modelli unici

Grazie al sistema di verniciatura Project One ICON oggi è possibile rendere davvero “unica” la propria Trek. Chi acquista un modello Emonda SLR o Madone SLR ha infatti la possibilità di scegliere tra una infinita varietà di colorazioni differenti rispetto a quelle di serie. Il risultato finale è una bici dalla livrea unica, destinata ad essere notata e ammirata da tutti. 

Ogni schema è realizzato a mano utilizzando processi di verniciatura personalizzati per creare un design che non può essere in alcun modo replicato. Non ci saranno mai due Trek identiche.

I nuovi schemi di verniciatura rendono ancora più personalizzabili le bici del marchio americano
I nuovi schemi di verniciatura rendono ancora più personalizzabili le bici del marchio americano

Otto nuovi schemi

La Trek Madone di Pedersen è stata realizzata attraverso lo schema di verniciatura “Chroma Ultra-Iridescent”. Nasce da anni di prove, ma anche dalle capacità artistiche dei maestri più affermati di Project One. Per creare una livrea così particolare, occorrono livelli non comuni di abilità e know-how. 

Gli altri schemi di verniciatura presentati alla vigilia del Tour de France sono stati i seguenti: “Chroma Diamond Flake”, milioni e milioni di microscopici frammenti di cromo danno vita a uno schema dall’effetto straordinario. Il risultato è una livrea che brilla in modo diverso in base alla luce che cattura.

“Real Smoke”, uno schema di verniciatura sfumato, realizzato a mano che utilizza il fuoco come ingrediente principale. 

“Crystalline Blue Prismatic” e “Viper Frost”, due schemi di verniciatura, unici nel loro genere, creati organicamente fondendo insieme migliaia di minuscoli cristalli in reticoli che brillano con qualsiasi luce. 

“Team Tie Dye”, un esclusivo schema di verniciatura utilizzato sulle bici dei team professionistici.

Questa è la colorazione Red Smoke uno schema di verniciatura sfumato realizzato a mano
Questa è la colorazione Red Smoke uno schema di verniciatura sfumato realizzato a mano

Fra le aziende TOP

La vigilia del Tour de France ha portato in dono a Trek non solo otto nuovi schemi di verniciatura personalizzati, ma anche un importante riconoscimento. L’azienda americana è stata infatti inserita nell’elenco di Fortune Magazine che comprende le 100 migliori aziende per cui lavorare. Il riconoscimento si basa sul modello di indagine dei dati di “Great Place To Work” che raccoglie i feedback di 100 milioni di dipendenti in tutto il mondo.

«Il Great Place To Work Trust Survey è riconosciuto come lo standard globale per quantificare l’esperienza dei dipendenti (afferma Mark Joslyn, vicepresidente delle risorse umane di Trek, ndr).  Siamo onorati di essere elencati tra alcuni dei marchi più ammirati al mondo e siamo orgogliosi dei 7.000 dipendenti in tutto il mondo che hanno reso Trek l’azienda che è oggi».

Trek

La strategia di integrazione di EthicSport

18.05.2023
6 min
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Partendo dal presupposto che un’adeguata strategia di integrazione non è limitata esclusivamente il giorno della gara, approfondiamo l’argomento, prendendo ad esempio alcuni integratori EthicSport, provati (anche) durante la Granfondo Squali Trek 2023.

Abbiamo affrontato il percorso medio dell’evento di Cattolica-Gabicce. Un tracciato di circa 84 chilometri e poco meno di 1.400 metri di dislivello, dove una pioggia battente ha condizionato la giornata di tutti, anche sotto il profilo dell’integrazione.

Le indicazioni sono una buona base, è fondamentale personalizzare in base alle proprie necessità
Le indicazioni sono una buona base, è fondamentale personalizzare in base alle proprie necessità

Gettare le basi

La strategia di integrazione adeguata è anche una sorta di porta d’ingresso con il tappeto rosso e ci permette di entrare nella stanza dove scegliamo l’abito che più ci piace. Nei giorni di allenamento e preparazione, quando lo stress agonistico è ancora a livelli gestibili, possiamo “assaggiare” gli integratori, di capire come usarli e nelle quantità giuste.

Le fasi di allenamento fisico e nutrizionale, perché dobbiamo abituarci a mangiare durante lo sforzo a abituare il nostro organismo ad assimilare elevate quantità di carboidrati, ci fanno capire anche come tolleriamo gli integratori. Di conseguenza stiliamo una sorta di schema personalizzato per il giorno della competizione.

Il percorso con EthicSport è iniziato qualche settimana addietro (e non è terminato con la Granfondo degli Squali Trek), dove abbiamo testato alcuni integratori: SuperDextrin nelle varie formule, così come le barrette Energy o il pack MaltoShot Endurance, senza dimenticare i gel Energia Rapida Professional, Recupero Extreme per il post gara e lo Starter 1000, un pre-workout specifico. Inoltre, EthicSport ci ha fornito un’indicazione di massima per la corretta strategia di integrazione di base per il percorso medio. Di base per l’appunto, perché è fondamentale cucirsi addosso gli integratori sotto ogni aspetto. Entriamo nel dettaglio.

Gli integratori che abbiamo usato in occasione (e non solo) della Granfondo Squali Trek
Gli integratori che abbiamo usato in occasione (e non solo) della Granfondo Squali Trek

Se la sveglia suona presto

La sveglia suona poco dopo le 5 di mattina, bisogna preparare le ultime cose prima della gara e la borsa per lasciare la camera dell’hotel. La colazione viene fatta in un orario che anticipa le abitudini, ma tant’è che è meglio non abbuffarsi con il rischio di ingolfare la digestione. Proprio in occasioni come queste, un integratore come EthicSport Starter1000 aiuta ad accendere il nostro motore.

«Starter1000 è un integratore di ultima generazione – argomenta Massimiliano Di Montigny di EthicSport – studiato per il pre-gara. Favorisce la concentrazione e anche la gestione prima dello sforzo fisico intenso. Contribuisce ad una corretta vasodilatazione ed è adatto anche per le discipline endurance che toccano due componenti importanti, ovvero le fasi aerobica e anaerobica».

Una combinazione molto apprezzata per le fasi di allenamento
Una combinazione molto apprezzata per le fasi di allenamento

Tempo di SuperDextrin

E’ un integratore ipotonico di carboidrati sequenziali a lento rilascio. E’ un supplemento eccellente, per qualità, formula e per una serie di valori aggiunti, tra i quali una un’ottima modulabilità. Ad esempio la busta solubile da 50 grammi contiene 47 grammi di carboidrati, oppure la confezione monouso da 58 millilitri che ne contiene 27. Combinati tra loro sono già da considerare una sorta di “blocco” che supera i 60 grammi/ora.

SuperDextrin è un integratore che va sempre bene, anche prima di iniziare la gara e non interferisce con gli altri integratori della gamma. L’assenza del dolce, azzera il rischio di nausea e non influisce negativamente sulla salivazione. Non solo: in una giornata con tanta pioggia, come quella che ha caratterizzato la Domenica della granfondo, un integratore come SuperDextrin diventa ancor di più un riferimento, per l’energia che fornisce, ma anche per la sua praticità e capacità di sostituire una barretta.

Il SuperDextrin nasce per fornire energia nel medio e lungo periodo, ma esiste anche la variante Boost, pensata per dare una scarica di energia immediata. Ne abbiamo utilizzato uno a pochi istanti dal termine, in modo da avere delle calore in aggiunta per contrastare il freddo.

Quando le uscite settimanali prevedono dei lunghi e/o delle ripetute ad elevate intensità, è nostra abitudine mescolare il SuperDextrin solubile al Ramtech Hydro, oppure con SuperHydro. Il primo ci aiuta anche nelle fasi di recupero dopo uno sforzo massimale, il secondo durante le attività che si protraggono per più ore consecutive.

Il maltempo ha condizionato anche la nostra strategia di assunzione
Il maltempo ha condizionato anche la nostra strategia di assunzione

Barrette o MaltoShot

Abbiamo anticipato che la prova, la nostra e quella di tutti, è stata condizionata dal maltempo, situazione che obbliga a tenere i livelli di attenzione ancora più alti. Anche per questo motivo non abbiamo consumato la barretta prevista o il gel MaltoShot, ma abbiamo preferito aggiungere un gel SuperDextrin.

Energia Rapida Professional

Energia Rapida Professional gioca un ruolo differente rispetto a SuperDextrin Boost. Lo consideriamo come un salvagente, che ci permette di avere delle energie disponibili, senza andare in deficit quando le intensità restano alte per un periodo medio/lungo. Non fa esaurire le nostre scorte e influisce in modo positivo anche sulla nostra attenzione in gara. Ha un sapore più dolce, rispetto alla famiglia SuperDextrin, ma non fa aumentare lo stimolo della salivazione. E’ un aspetto da tenere in considerazione anche quando le temperature esterne aumentano in modo esponenziale.

Prima della partenza alle 7,30 del mattino
Prima della partenza alle 7,30 del mattino

Recupero Extreme

Al pari di Starter1000, anche Recupero Extreme è un integratore professionale, forse lo è in una misura ancora maggiore. E’ un integratore energetico, con una formulazione specifica per il recupero ed il sostegno grazie alla presenza di aminoacidi, vitamine e sali elettroliti.

Come per lo Starter1000 non va “testato” il giorno della gara, anche se è da prendere dopo lo sforzo, ma va utilizzato seguendo uno schema specifico ed è adatto a chi segue una serie di allenamenti mirati alla crescita della performance. Dopo una giornata fredda e di tensione in bici, una porzione di Recupero Extreme ci ha aiutato non poco nel corretto recupero, come fosse stato una sorta di aperitivo per un buon pranzo romagnolo.

Con il freddo, calorie pronte subito e integratori rapidi da digerire
Con il freddo, calorie pronte subito e integratori rapidi da digerire

In conclusione

La strategia iniziale era quella di integrare poco più di 60 grammi di carboidrati ogni ora, considerando uno sforzo equilibrato e senza mai andare in fuorigiri. Avevamo calcolato poco più di due ore, il tempo si è dilatato leggermente per via di una foratura e un piccolo aggiustamento sulla bici. Avevamo considerato 4 borracce da 600 con il SuperDextrin solubile (ne abbiamo consumate solo due), due confezioni monouso di SuperDextrin, una di Energia Rapida Professional e un Boost. Questi ultimi due gel ci hanno aiutato in modo importante in un momento di difficoltà di termoregolazione corporea, grazie a calorie subito disponibili.

EthicSport

Nuova Trek Emonda ALR, l’alluminio ci sarà sempre

06.04.2023
6 min
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Trek Emonda ALR, ovvero la versione in alluminio di una delle bici più iconiche dell’era attuale. La ALR mutua molti dei concetti utilizzati per la sorella in carbonio, adattandoli alla piattaforma in lega leggera.

Si tratta della terza generazione dell’alluminio Alpha serie 300, il più leggero e con saldature che in alcuni punti scompaiono quasi completamente. L’abbiamo provata in anteprima.

E’ una bici perfetta per molte situazioni e interpretazioni
E’ una bici perfetta per molte situazioni e interpretazioni

La Trek in lega più leggera

Alcune sezioni della nuova Emonda ALR sono sovrapponibili a quelle della versione OCLV in carbonio e questo anche grazie alle saldature Invisible Weld. Inoltre è stata eseguita un’importante cura dimagrante agli spessori dei profilati, ma al tempo stesso è stata mantenuta la sagomatura Kammtail, ovvero il concetto aerodinamico mutuato proprio dalla Emonda in carbonio.

Lo si nota principalmente nella sezione dello sterzo, dell’orizzontale ed in parte anche nella tubazione obliqua. Solo qualche anno a dietro era impensabile raggiungere delle forme del genere con le tubazioni in lega.

Geometria H1.5

Ormai è un punto fermo delle piattaforme Trek ed è uno dei punti di forza delle biciclette del marchio statunitense. In base alla taglia si sfrutta una posizione in sella ben equilibrata, mai eccessivamente caricata sull’anteriore, fattore che porta dei vantaggi anche in termini di comfort nel medio e lungo periodo.

Scatola movimento bella grossa

Rispetto alla Emonda in carbonio non è squadrata e ovviamente il piantone si innesta in modo differente, così come i foderi bassi del carro. E’ una sorta di tubo rotondo oversize, non è press-fit ed è di natura T47, con le calotte filettate ed avvitate. Permette di alloggiare tutte le guarniture presenti sul mercato, anche quelle con asse passante da 30 millimetri di diametro (previo utilizzo dei cuscinetti adatti). Tra la scatola e l’inizio dell’obliquo escono i cavi e le guaine.

La forcella è tutta in carbonio ed il reggisella è tondo, con un diametro di 27,2 millimetri. Il passaggio massimo dichiarato per gli pneumatici, anteriore e posteriore è di 28 millimetri, anche se in questo caso è sempre necessario considerare anche la forma del cerchio ed il canale interno di quest’ultimo.

Emonda ALR5 in test

Si tratta di una taglia 54, con un valore alla bilancia rilevato di 9 chilogrammi netti. Un montaggio sostanzioso che nulla fa per abbassare il peso. Attacco e piega Bontrager in alluminio, così come il reggisella. Sella Bontrager, non in carbonio e trasmissione Shimano 105 2×11. Ruote Bontrager in alluminio con un profilo basso (compatibili anche con i tubeless) e gomme Bontrager da 25. I dischi dei freni sono da 160 millimetri di diametro. Il prezzo di listino è di 2.599 euro.

Comoda certo, ma sempre pronta ad accendersi
Comoda certo, ma sempre pronta ad accendersi

I nostri feedback

La Trek Emonda è molto simile ad una bicicletta endurance, dove il comfort e le “risposte lunghe”, che difficilmente mettono in crisi il modo di guidare ed il ciclista, sono fattori che spadroneggiano. Non è una bici scomoda neppure per quello che concerne la messa in sella, perché davanti ha delle proporzioni ottime e non obbliga a schiacciarsi verso il basso.

In salita, sul passo e nei rilanci non è mai violenta, non è nervosa, semplice da portare. Eppure non è complicato far emergere la sua grinta, perché è sufficiente cambiare le ruote, montare un set più leggero e magari con un profilo medio. Il gioco è presto fatto, si risparmiano parecchi grammi nel comparto rotante e la resa tecnica sale ad uno step più alto.

Non mette mai in crisi il ciclista neppure in discesa e nei tratti dove è fondamentale guidare la bicicletta. L’avantreno è un bel punto di riferimento, che si comporta in modo adeguato nei momenti dove è necessario creare sostegno, preciso quando si fa correre la Emonda alle alte velocità.

Peso del corpo ben scaricato su piantone e retrotreno
Peso del corpo ben scaricato su piantone e retrotreno

In conclusione

Le biciclette in lega d’alluminio occupano (troppo spesso ingiustamente) un ruolo di secondo piano, surclassate dal carbonio. Eppure molti telai in lega leggera anche di ultima generazione e questa Emonda ne è un chiaro esempio, non hanno nulla da invidiare (o poco) a biciclette in carbonio della medesima fascia di mercato che oggi risultano anche più costose.

L’alluminio di oggi inoltre, è molto differente rispetto a quello di anni fa e non è solo una questione di lavorazione del metallo. Le geometrie sono diverse, così come alcuni concept di sviluppo, la componentistica è cambiata. Sono biciclette molto più versatili e comode. Le bici in alluminio di oggi sono più “docili” e facili, sicuramente un po’ per tutti e sono una ottima porta d’ingresso al mondo della bicicletta e, senza eccessi di spesa per gli eventuali upgrades, non disdegnano le competizioni.

Trek Bikes

Jacopo Mosca, ruote altissime per essere pronti a tutto

09.12.2022
6 min
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Jacopo Mosca, uno dei gregari che tutti vorrebbero e capace di ritagliarsi ampio spazio nelle gerarchie di squadra. Il corridore piemontese è anche un bel manico in discesa, uno che la bici la sa guidare ed è capace di trasmettere le sensazioni del mezzo a meccanici, compagni ed interlocutori in genere.

Mosca utilizza la nuova Madone, il cockpit integrato con attacco negativo, le gomme tubeless da 28 e in allenamento le ruote altissime da 75 millimetri. Le Aeolus RSL 75 gli sono state regalate da Elisa Longo Borghini. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con lui.

Mosca mostra con soddisfazione la sua Madone con le ruote da 75 (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
Mosca mostra con soddisfazione la sua Madone con le ruote da 75 (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
Che bici utilizzi?

Ho iniziato ad usare l’ultima versione della Madone al Giro di Croazia e da quel momento non l’ho più mollata. Bici superlativa sotto molti punti di vista, migliorata tantissimo se messa a confronto con il modello precedente. Inoltre mi piace estremizzarla un po’ e in allenamento la uso con le ruote da 75 che mi ha regalato Elisa.

Perché usi le 75 in allenamento?

Mi piace metterle in mostra e mi piace mettere in mostra una bicicletta che tutti si girano a guardare. La Madone è già importante di suo con le forme che le hanno dato, con un paio di ruote del genere lo è ancora di più. Dal punto di vista tecnico un paio di ruote altissime ti preparano a tutto, considerando che in allenamento si va più piano. Usare questa tipologia di prodotto in gara è complicato, a meno che non si affronti una gara completamente piatta e con la quasi totale assenza di tratti tecnici dove è necessario guidare molto la bicicletta.

Le ruote che hai nella dotazione standard per l’allenamento?

Quelle da 51 con i tubeless.

Mosca con l’amico ed ex collega Alessandro Vanotti (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
Mosca con l’amico ed ex collega Alessandro Vanotti (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
Bici aero e ruote da 51: per te è il compromesso ottimale?

Per un corridore come me è la configurazione perfetta. Tecnicamente e per il compito che svolgo normalmente, 3/400 grammi in più sulla bicicletta non fanno la differenza. In salita posso staccarmi 200 metri dopo se ho la bici più leggera, ma poco mi cambia. Un mezzo con questo setting e con questa rigidità offre dei vantaggi se c’è da rientrare, se devi tirare col vento in faccia e se devi fare uno sprint. Uno scalatore preferisce l’Emonda, ma lui in pianura deve stare a ruota e deve sfruttare una maggiore reattività quando la strada sale. Al Giro di quest’anno ho usato l’Emonda solo in cinque tappe, il resto con la Madone e ruote da 62.

A parità di configurazione, tra la nuova a la vecchia hai guadagnato del peso?

Circa 400 grammi, nel senso che la nuova bici è più leggera.

La Madone di Mosca e la Emonda della Longo Borghini (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
La Madone di Mosca e la Emonda della Longo Borghini (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
Quali sono le differenze principali che noti?

La nuova Madone è più rigida. Esprime un comfort differente rispetto alla versione precedente, considerando che non ha più l’IsoSpeed. Quella nuova è una vera bici aero moderna, forse meno versatile e più specifica, ma con tutta probabilità per noi corridori è meglio così. E’ veloce e anche nei tratti molto tecnici è una spada. E’ bella cattiva e quando le chiedi, lei ti dà sempre, ma comunque è maneggevole.

E invece per il manubrio, tendi a stringere la posizione delle spalle?

Il manubrio nuovo mi porterà ad usare la misura 39/42, più stretto sopra e largo verso il basso. Lo proverò al primo ritiro dove definiremo anche tutti nuovi materiali e dotazione.

Particolarmente curioso di provare il nuovo manubrio più stretto sopra (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
Particolarmente curioso di provare il nuovo manubrio più stretto sopra (foto Matilde Da Re-Trek Italia)
E cosa dici dei tubeless?

Ormai uso solo quelli, da febbraio dell’anno scorso il mio passaggio è stato totale. In allenamento sono il massimo della comodità e mostrano una sicurezza maggiore rispetto a copertoncini e tubolari. Se buchi, puoi anche non accorgertene. In gara non ho mai bucato. A mio parere i nuovi tubeless sono confortevoli al pari dei tubolari, cambia davvero poco e una volta che ci hai preso le misure, ti accorgi che sei anche molto veloce. Comunque la performance di uno pneumatico tubeless non si riferisce alla sola gomma, ma è un’insieme di cose.

Che larghezza utilizzi?

Tendenzialmente 28. In discesa io non mi tiro indietro e sono uno di quelli che piega tantissimo la bicicletta. Le gomme tengono alla grande, sono veloci e non perdono di aderenza.

Mauro Adobati è uno dei meccanici di riferimento della Trek-Segafredo
Mauro Adobati è uno dei meccanici di riferimento della Trek-Segafredo
La configurazione della bicicletta la decidi tu, oppure è il risultato di un confronto tra te ed il meccanico?

Generalmente siamo noi corridori a decidere, ma non c’è una regola, poi dipende sempre anche dal meccanico. Noi abbiamo la fortuna di avere un pool di meccanici sempre sul pezzo, tra questi c’è anche Mauro Adobati che è in grado di fornire dei consigli sulle scelte migliori, tra ruote, gomme e rapporti. E’ uno di quei meccanici che è in grado di preparare la bici anche in base al lavoro che devi fare in gara.

Hai un esempio che puoi fare?

Al Giro di quest’anno, prima della partenza della tappa di Cogne, ero partito con l’idea di andare in fuga in salita con gli scalatori. Non sono riuscito, eppure ero partito con la Madone vecchia e le ruote da 62. Prima del via mi sono confrontato con Mauro Adobati che sull’ammiraglia aveva preparato una Emonda più leggera, nel caso di un cambio al volo in salita. Non è servita.

Gran Piemonte 2021, Elisa Longo Borghini e Jacopo Mosca, compagni di vita e colleghi
Gran Piemonte 2021, Elisa Longo Borghini e Jacopo Mosca, compagni di vita e colleghi
Sulla tua Madone si notano i pedali Time. Nuovi setting per il 2023?

Sì, dal prossimo anno avremo i Time e abbiamo iniziato ad usarli per prenderci confidenza. Uso le tacchette fisse, senza gioco laterale.

Rispetto ai pedali precedenti hai abbassato la posizione?

No, ho mantenuto la stessa, c’è una differenza di 0,3 millimetri rispetto a quelli usati in precedenza, ma ho preferito non abbassare la sella. Inoltre questi Time con le nuove tacchette fisse sono parecchio rigidi e non c’è nessuno spostamento del piede e questo è un bel vantaggio per chi come come ama un abbinamento fisso con il pedale.

Non hai paura che essere più alto sulla sella, se pur di poco, ti crei dei fastidi o frizioni nella zona del soprasella?

E’ una differenza ininfluente, inoltre io sono abituato a tenere la pelle a contatto con l’imbottitura. Non uso creme, a parte questo momento di ripresa degli allenamenti e non ho avuto fastidi fino ad ora.

Mosca è approdato alla Trek-Segafredo nel 2019 ed è uno dei gregari più apprezzati
Mosca è approdato alla Trek-Segafredo nel 2019 ed è uno dei gregari più apprezzati
Cosa pensi invece dei nuovi rapportoni che si utilizzano?

Il 54 è diventata una necessità, si va sempre più veloce per dei periodi lunghi. In gara utilizzo la combinazione 54-41 e uso molto i rapporti dietro, di solito la nostra scala pignoni arriva fino al 33. Dipende molto dal percorso e dal compito che è necessario svolgere. Potrei dire che gli scalatori utilizzano parecchio le combinazioni 52-39, soluzione che sto pensando di usare in questo periodo di ripresa degli allenamenti. E’ difficile che io faccia una salita lunga a tutta con i primi, talvolta in un grande Giro per me è fondamentale andare all’arrivo ed essere performante in altre situazioni.

Trek ancora una volta al fianco di World Bicycle Relief

22.11.2022
4 min
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Per il secondo anno consecutivo, Trek ha deciso di supportare World Bicycle Relief nella sua raccolta fondi finalizzata a fornire un mezzo di trasporto affidabile, nel caso specifico una bicicletta, alle comunità rurali e svantaggiate nel mondo. Ancora una volta sara la Buffalo Bike, modello che Trek lo scorso anno ha nominato “Bike of the Year”, ad essere al centro dell’iniziativa. La Buffalo Bike è una bicicletta robusta, progettata in modo semplice e di facile manutenzione, con la possibilità di trasportare persone e carichi pesanti su lunghe distanze e terreni accidentati.

Trek anche quest’anno ha sostenuto il progetto di World Bicycle Relief
Trek anche quest’anno ha sostenuto il progetto di World Bicycle Relief

Superare il 2021

La collaborazione fra Trek e World Bicycle Relief ha portato nel 2021 ad una raccolta fondi a livello globale di 1,8 milioni di dollari. Per il 2022 si vuole superare quella cifra arrivando entro la fine dell’anno a 2,5 milioni di dollari. Per tutte le donazioni che arriveranno attraverso la pagina dedicata sul sito ufficiale di Trek oppure tramite un rivenditore ufficiale, Trek raddoppierà le donazioni effettuate fino ad un massimo di 500.00 dollari.

Bob Burns, vicepresidente Advocacy di Trek Bicycle, ha così commentato la rinnovata collaborazione con World Bicycle Relief: «Grazie alla collaborazione con World Bicycle Relief, siamo stati in grado di superare il nostro obiettivo di raccolta fondi nel 2021 e abbiamo fornito 11.000 Buffalo Bike a comunità localizzate in Africa e Sud America. Stiamo fissando obiettivi ancora più alti quest’anno per portare più Buffalo Bike nelle comunità, al fine di aiutare altri destinatari a vincere la sfida della distanza e raggiungere l’indipendenza».

La Buffalo Bike è un mezzo robusto, studiato apposta per lunghi tragitti in qualsiasi condizione
La Buffalo Bike è un mezzo robusto, studiato apposta per lunghi tragitti in qualsiasi condizione

Una collaborazione storica

Quella tra Trek e World Bicycle Relief è una collaborazione che dura da diversi anni, esattamente dal 2005, quando l’organizzazione fu fondata. Da allora Trek ha lavorato fianco a fianco di World Bicycle Relief per progettare il primo prototipo di Buffalo Bike. Grazie a questo particolare modello di bicicletta ogni giorno studenti, operatori sanitari, agricoltori e imprenditori riescono a far muovere in modo indipendente le loro comunità.

Le biciclette vengono assemblate e distribuite localmente tramite vari rappresentanti del programma, addestrati per fornire manutenzione e assistenza di qualità e contribuire a creare un’infrastruttura sostenibile.

Trek e World Bicycle Relief hanno consegnato ben 675 mila bici
Trek e World Bicycle Relief hanno consegnato ben 675 mila bici

A sostegno delle donne

Grazie alle Buffalo Bike che saranno donate attraverso la nuova raccolta fondi, sarà possibile dare un sostegno concreto alle tante donne e ragazze che ancora oggi in tutto il mondo vivono in contesti difficili. 

Johanna Vega, Program Manager di World Bicycle Relief in Colombia, ha descritto con queste parole l’impatto che World Bicycle Relief e Buffalo Bike hanno avuto sui villaggi vicini a lei: «Le donne e le ragazze che un tempo erano stressate, esauste, in ritardo a scuola, ora possono ridurre di oltre la metà i tempi di trasporto, rafforzare la loro fiducia e non abbandonare il sistema scolastico.  La Buffalo Bike è stata un punto di svolta per tutte queste comunità».

Ad oggi, World Bicycle Relief ha consegnato più di 675.000 biciclette e formato più di 2.700 meccanici sul campo in Africa, Sud-Est Asiatico e Sud America. Ricordiamo che World Bicycle Relief è un’organizzazione no-profit. E’ registrata negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Svizzera e Australia e dispone di strutture di assemblaggio in Colombia, Kenya, Malawi, Zambia e Zimbabwe.

La campagna di raccolta fondi è iniziata lo scorso 7 novembre e terminerà il 31 dicembre 2022.

Trek

World Bicycle Relief

Trek Domane+ AL, l’elettrica agile e confortevole per tutti

18.11.2022
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Le fantastiche geometrie della Domane+ incontrano la propulsione elettrica per dare luce alla Domane+ AL. E’ questa la nuova e-road lanciata da Trek per conquistare il pubblico più vasto con doti e prestazioni uniche. Con il migliore rapporto qualità/prezzo, questa bici ha un telaio robusto in leggero alluminio e caratteristiche raffinate, come il display integrato sul tubo orizzontale e i pulsanti di controllo nascosti. Fino a 177 chilometri di autonomia per andare alla scoperta di nuove mete on the road concedendosi qualche fuori strada gentile. 

Cuore elettrico

Il cuore della Domane+ AL è il suo motore HyDrive. Una propulsione in grado di erogare un’assistenza naturale attraverso il mozzo posteriore. Grazie a una sottile batteria da 250Wh integrata all’interno del tubo obliquo, il sistema prevede un’autonomia di 90 chilometri circa con una singola carica. Il tutto con una coppia da 250W nominale, 358W di picco, e 40Nm. Per le avventure più lunghe, è possibile ricorrere ad un Range Extender che raddoppia la distanza assistita fino a 177 chilometri.

Il comando del sistema è il display minimalista montato a filo sul tubo orizzontale che non interferisce con l’aspetto pulito del manubrio, tipico di una bici tradizionale. Il display consente di attivare l’assistenza, di visualizzare l’autonomia della batteria e di impostare la modalità di aiuto. Grazie agli intuitivi comandi montati sui cappucci, Domane+ AL mette tutti i controlli direttamente a portata di mano. Con la semplice pressione di un pulsante, si può facilmente scegliere tra le tre modalità di assistenza senza staccare le mani dal manubrio.

Agile e versatile

Mentre molte bici elettriche entry-level prevedono forti penalizzazioni in termini di peso, Domane+ AL è abbastanza leggera da poter essere gestita con facilità. Pesando poco più di 13,5 kg, è facile da trasportare e adatta a più utilizzi, dalla performance al turismo fino allo spostamento urbano.

Le ruote sono 700c e il passaggio ruota permette di installare pneumatici fino a 38mm. Di serie monta coperture da 32mm, questo migliora la versatilità di guida su strada e fuoristrada. Questa caratteristica dei cerchi si abbina a un telaio con geometria endurance H1.5, che migliora il comfort sulle lunghe distanze grazie al tubo sterzo più alto e un passo più lungo per massimizzare la stabilità.

Caratteristiche e predisposizioni

Un’assistenza che arriva a 25 km/h e tanta strada a disposizione da poter affrontare. Oltre a questo, un’infaticabile trasmissione Shimano 105 2×11, ruote tubeless ready e manubrio antivibrazione Elite IsoZone. La Domane+ AL è la bici che completa la gamma e-road di Trek e aggiunge l’anello mancante alla proposta. A ciò si accompagna un design elegante che combina funzionalità e sicurezza. L’attacco manubrio Blendr Brontager consente di fissare gli accessori mantenendo un aspetto pulito. I freni a disco Flat Mount assicurano una frenata efficace e affidabile in qualsiasi condizione. 

Una bici versatile che vanta caratteristiche tecniche con prestazioni e solide. Il tutto rivolto anche ad un utilizzo che strizza l’occhio anche al turismo. Questa versione infatti vanta predisposizioni ai parafanghi e ai portapacchi per poter affrontare viaggi lunghi e proteggendosi dalle condizioni avverse. Tutte queste caratteristiche sono racchiuse in un prezzo che diventa un’altra forza per la determinazione di questa bici nel mercato attuale. E’ infatti disponibile a partire da 3599 euro. 

Trek

Trek Domane SL, SLR e RSL: le più leggere e veloci di sempre

08.09.2022
6 min
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Trek piomba sul mercato con tre nuovi gioielli da strada. Sono le Domane SL, Domane SLR e Domane RSL. Di quest’ultima vi avevamo parlato in esclusiva in seguito alla vittoria di Elisa Longo Borghini alla Parigi-Roubaix Femmes 2022 in sella alla versione più racing della nuova gamma. 

La quarta generazione delle Domane mantiene il comfort di guida che la caratterizza ma si rifà il vestito con prestazioni elevate grazie a un’anima più versatile, più leggera e più performante di sempre. Scopriamo insieme tutte le caratteristiche e le peculiarità che le differenziano da ogni concorrenza. 

Nuova concezione

Domane SL (con il composito OCLV 500) e Domane SLR (OCLV 800) presentano la stessa tecnologia e lo stesso modello di telaio. Più semplice, il disaccoppiatore IsoSpeed posteriore di nuova concezione e l’uso del carbonio OCLV 800 Series più sofisticato (solo nella versione SLR) contribuiscono ad alleggerire il peso di circa 300 grammi. RSL invece è quella più corsaiola.

Alla fase di sviluppo, insieme agli ingegneri di Trek, Elisa Longo Borghini ha contribuito con le sue competenze tecniche sul campo e non solo. La progettazione ha trovato il suo fulcro in una linea non aero, ma che si rivolge ad una dinamica incentrata sulle lunghe distanze e sul comfort quando il fondo diventa sconnesso. A conferma di ciò la campionessa italiana in sella alla versione RSL ha conquistato la Parigi-Roubaix Femmes al suo esordio. 

Geometria per il comfort e non solo

I modelli Domane SL e SLR utilizzano una geometria endurance. Rispetto alla geometria H1.5 dei modelli Madone ed Émonda, la endurance presenta un tubo orizzontale più alto e un passo più lungo per massimizzare il comfort e la stabilità. Il modello Domane RSL è orientato alle competizioni, tuttavia, mantiene una geometria H1.5

Caratteristiche che farebbero pensare ad una bici che sfrutta compromessi per riuscire ad accontentare gli utenti. Così non è perché come ha affermato Elisa Longo Borghini «E’ una bici ideale per le gare, perché reattiva negli sprint e dispone di un ottimo inserimento in curva». 

L’indole delle nuove Domane è rivolta alla strada, ma non si sottrae ad un utilizzo che si spinge verso il gravel, ovviamente adatta al pavé e alle strade bianche. Nonostante non sia una bici aero gli ingegneri hanno assottigliato e applicato le sezioni in Kammtail Virtual Foil (KVF) per renderla più fluida e filante. Inoltre è presente il nuovissimo cockpit integrato per una migliore aerodinamica. Così come il reggisella con perno KVF a D per accentuare l’aerodinamica.

IsoSpeed solo al posteriore

L’IsoSpeed al posteriore è stato implementato con l’obiettivo di regalare un comfort perfetto. Rispetto ai precedenti modelli è stato abbandonato il sistema che si trovava nell’avantreno, permettendo di alleggerire la bici ancora di più. 

Il disaccoppiatore posteriore di nuova concezione è progettato per offrire il massimo comfort e per ridurre i pesi. 

La più versatile

Una quarta generazione che non ha limiti. Il passaggio ruota per pneumatici fino a 38c e la geometria endurance stabile e confortevole offrono ai ciclisti la versatilità necessaria per affrontare qualsiasi fondo.

Il portaoggetti nel tubo obliquo (mutuato dalla versione precedente e dalla Checkpoint), i supporti invisibili per i parafanghi e i nuovi attacchi per le borse sul tubo orizzontale offrono la possibilità di mantenere la Domane snella e pulita oppure di equipaggiarla al meglio per le uscite più lunghe. 

La versione con Kit telaio Race Shop Limited (RSL) si rivolge a chi privilegia la velocità e le prestazioni rispetto al comfort e alla versatilità. Questo kit telaio prevede una postura di guida H1.5 più aggressiva, rinunciando però al vano portaoggetti nel tubo obliquo e adottando un passaggio ruota più piccolo (capacità fino a 35mm) per ridurre ulteriormente i pesi.

Pregi tecnici

Rispetto al passato la cura dimagrante è stata importante. Si tratta di un risparmio di peso che sfiora i 700 grammi per i modelli SLR (la taglia di riferimento è la 56) e di 300 grammi per le versioni SL. E poi c’è la RSL, con un valore alla bilancia dichiarato di 1,6 chilogrammi (numero che si riferisce al frame-kit taglia 56 nella sua completezza). Il supporto per borsa tubo orizzontale superiore dona una configurazione più pulita durante le uscite più impegnative. Le Domane sono compatibili con trasmissioni meccaniche e il telaio non prevede il ferma guaina del deragliatore anteriore, il che significa è possibile utilizzare solo modelli con un fermo integrato, come quelli a levetta di Shimano. Per questo motivo, i deragliatori anteriori meccanici SRAM non sono compatibili.  

Il nuovo reggisella è disponibile in due lunghezze (280mm e 320mm) con due offset (5mm e 20mm). I mozzi hanno misure di 100x12mm anteriore, 142x12mm posteriore. Mentre la scatola del movimento centrale è larga 86,5 millimetri e adotta le calotte T47 (scelta mutuata da Madone ed Émonda). La Longo Borghini ha stupito tutti vincendo la classica del pavé con un monocorona, infatti le compatibilità sono per SLR e SL: 2x 52/36 (min 46/33), 1x 50T e per RSL: 2x 54/40, 1x 54T. Su tutte le versioni in carbonio le ruote sono in carbonio TLR (tubeless ready). Infine i modelli Domane SLR e SL prevedono i supporti per parafango invisibili

Le versioni SL della nuova Trek Domane sono sei, con prezzi compresi tra i 3.099 euro (frame-kit) e i 7.899 euro della SL7 eTap. Per la SLR le versioni sono 7, con prezzi compresi tra i 4.999 euro del kit telaio, fino ad arrivare ai 13.999 dell’allestimento 9 eTap P1. La più corsaiola del lotto, la RSL è disponibile solo come frame-kit, ad un prezzo di listino di 4.999.

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