Alé e SPORTLER presentano TotA, la maglia replica del Tour of the Alps

22.03.2023
3 min
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Una serie limitata che omaggia il Tour of the Alps con una replica della maglia ufficiale di leader della classifica generale. Alé ha creato in sinergia con SPORTLER BIKE, sponsor ufficiale della corsa, un kit composto dalla TotA 2023, dal cappellino e un copricollo. Tutti colorati ovviamente di verde con una grafica strizza l’occhio alle spigolose cime delle montagne attraversate dal percorso. 

Cura dei dettagli e tecnicità per qualsiasi sfida

Maglia a manica corta

Una maglia ambita dai pro’ che battaglieranno ad aprile sui passi mitici delle salite toccate dal Tour of The Alps. Grazie a questa collaborazione tra SPORTLER e Alé, l’ambizione diventa realtà anche per gli appassionati. Sarà infatti possibile acquistare la maglia e vestirla per affrontare le proprie uscite. Il capo è a manica corta leggera, appartiene alla linea PR-R, riferimento Alé per l’abbigliamento custom, ed è realizzata in tre tessuti differenti. 

Il corpo, in Double-Face, mantiene la traspirazione e l’asciugatura in perfetto equilibrio. Le maniche a taglio vivo consentono un’aderenza perfetta senza costrizioni. Infine le bande laterali in mesh donano una maggior ventilazione e leggerezza. Dettagli che regalano alla maglia una termoregolazione costante a seconda dell’intensità dello sforzo. Le taglie disponibili vanno da S a 2XL. La TotA è acquistabile sul sito SPORTLER ad un prezzo di 89,95 euro. E’ possibile trovarla anche presso lo SPORTLER Bike Bolzano, lo SPORTLER Bike Peschiera e i punti vendita SPORTLER DI Treviso, Innsbruck, Trento e Brunico. Durante il Tour of The Alps sarà possibile acquistarla presso i villaggi di partenza e arrivo della corsa.

Cappellino e copricollo

A rendere il kit ancora più immersivo e a un passo dai pro’, ci sono i due accessori che riprendono il colore e la grafica della maglia ufficiale. Il primo è il copricollo in microfibra elasticizzata molto leggera e compatta, piacevole al contatto con la pelle. Il tessuto è traspirante e si asciuga molto rapidamente. Può essere indossato come sciarpa, maschera per il viso, protezione solare, foulard o sotto il casco. Il prezzo è di 19,95 euro. 

Si aggiunge alla collezione in edizione limitata c’è il cappellino in cotone ideale per proteggersi dal sole ma anche come protezione aggiuntiva sotto il casco. Realizzato con un tessuto che ne garantisce leggerezza e una naturale traspirabilità ovunque ci si trovi. Ideale anche per impedire l’entrata degli insetti, la visiera è regolabile per un ulteriore protezione dai raggi solari. Il prezzo è di 24,95 euro. 

A completare la linea replica del Tour of the Alps ci sono i pantaloncini TotA. Un modello che offre equilibrio tra comfort e prestazioni. La leggerezza e la resistenza di questo pantalone sono le sue caratteristiche principali. Il prezzo è di 99,95 euro.

Alé

Sportler

Quei trucchi dei pro’ per contrastare la pioggia

23.04.2022
6 min
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Pioggia era prevista e pioggia è arrivata per l’ultima frazione del Tour of the Alps. Non c’è un freddo che morde alla partenza di Lienz, la temperatura è intorno ai 7 gradi: una situazione che potrebbe essere leggermente differente a ridosso degli scollinamenti, ma non è prevista la neve. Analizziamo alcune scelte tecniche, tra quelle che abbiamo visto sulle biciclette e relative all’abbigliamento dei corridori.

Per il Team Movistar, parafanghino al foglio firma
Per il Team Movistar, parafanghino al foglio firma

Il parafanghino, quasi un ricordo

Per un periodo è stato un must, utile soprattuto per chi utilizzava le “selle con il buco”. Ora è quasi sparito, lo usano davvero in pochi e quando si vede montato al foglio firma, non è scontato ritrovarlo al momento della partenza. E’ pur vero che rispetto al passato i capi tecnici fanno la differenza e adesso scendono verso la zona lombare e i glutei, rendendo “quasi” impermeabili queste zone del corpo. Il vecchio parafanghino diventa un impiccio.

Prima si controllano le gomme

Anche nelle condizioni di asfalto bagnato, le scelte si dividono tra tubolari e tubeless, ma è pur vero che la seconda opzione ha la meglio (per numero). Vanno per la maggiore i tubeless da 28, a prescindere dal team e dalla fornitura dello sponsor.

«Per noi i tubeless sono la normalità», dice Matteo Cornacchione del Team Ineos-Grenadiers. «Le scelta del profilo delle ruote è soggettiva, quasi tutti gli atleti usano il tubeless da 28, ad eccezione di “Salva” (Salvatore Puccio) che usa una sezione da 25. In una condizione come quella di oggi la pressione varia fra 4 e 5 atmosfere. Generalizzando si abbassa di 0,3/0,4, rispetto all’asciutto».

I tubolari li troviamo tra le 6 e 7 atmosfere. Dipende molto dalla natura del prodotto, se con carcassa sintetica e/o di cotone. Abbiamo notato i team supportati da Vittoria, con i tubolari gonfiati anche oltre le 7 bar. Notoriamente lo pneumatico Vittoria è elastico e morbido. Di poco superiore alle 6 bar per i Continental, per fare un altro esempio: tubolare con struttura sintetica e “più tosto” rispetto ad un Vittoria.

Poi tocca alla catena

L’extra lavoro dei meccanici è legato anche ad una lubrificazione aggiuntiva delle catene e di alcuni comparti della trasmissione. Viene usato anche del grasso bianco, non solo dei lubrificanti a goccia.

Borraccia prerace di Lopez
Borraccia prerace di Lopez

Il the caldo è sostituito dagli integratori

«Una volta i corridori chiedevano il the caldo, anche prima della partenza – afferma Cenghialta, diesse del Team Astana – ora ci sono gli integratori per ogni momento e questi hanno sostituito anche quelle vecchie abitudini. Non c’è una scelta specifica per il freddo».

E poi l’abbigliamento, fra tecnologia e brand

Capi tecnici sempre più leggeri e sottili, al tempo stesso caldi, confortevoli e protettivi. Guardi i corridori in una giornata di pioggia e capisci veramente quanto valgono le preferenze dell’atleta, così come la fornitura dei materiali che ha a disposizione.

Ci sono le giacche tutte d’un pezzo, quelle che lasciano scoperto l’avambraccio (ma viene indossato un manicotto waterproof) e tutti con le salopette leggere, non termiche (comunque davvero rare e indossate da pochi).

In pochi con i gambali alla partenza, ma l’odore di olii riscaldanti invade la zona dello start.

Caschi tutti chiusi, sì e no. Ci sono le fasce riscaldanti sulla fronte e il cappellino (presenti anche quelli impermeabili) sotto casco. I copriscarpe waterproof, di tutte le taglie, misure ed altezze. Ancor più leggeri in futuro grazie a spray impermeabili protettivi? Nulla è impossibile.

Salopette anti-abrasioni e lenti neutre

La salopette con la pannellatura laterale in Dyneema (prodotta da DSM) non è una novità in senso assoluto, soluzione già utilizzata in passato da Craft. Il tessuto Dyneema è utilizzato anche per le calzature, è particolarmente resistente alle abrasioni ed è meno elastico rispetto ad una fibra di Lycra. In caso di caduta e conseguente scivolamento sull’asfalto non si strappa e protegge la cute. E’ utilizzata da Etxeondo.

Un altro fattore molto soggettivo è la scelta delle lenti, molti con le neutre, qualcuno con le fumé e adattative, in pochi con le scure.

Lapierre Xelius SL3, nel dettaglio la bici di Attila

23.04.2022
5 min
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Attila Valter, una del sorprese del Giro d’Italia 2021 e corridore atteso per la prossima edizione della corsa rosa. Al Tour of the Alps abbiamo fotografato la Lapierre Xelius SL3 del corridore ungherese (la stessa con cui ha corso Thibaut Pinot, vincitore ieri dell’ultima tappa). Ruote medio/basse, due dischi freno da 140 e le corone grandi, queste le preferenze dell’atleta ungherese.

La Lapierre Xelius SL Team 2022
La Lapierre Xelius SL Team 2022

Tanti spessori sotto il manubrio

Come già evidenziato in passato, il gruppo degli scalatori del team transalpino non adottano dei setting estremizzati ed eccessivamente caricati sull’avantreno. Tra lo stem e la battuta dello sterzo ci sono parecchi spessori che aiutano a non comprimere il diaframma in fase di respirazione. Tutti gli atleti usano la piega full carbon integrata Lapierre con i pulsanti climber nella sezione posteriore.

La trasmissione, un mix tra forza ed agilità

Le corone 54-40 sono abbinate alle pedivelle Dura Ace della generazione precedente. Questa combinazione è quella preferita da Attila, con i pignoni posteriori 11-34. Tutto sommato non è una cosa usuale, in particolare la scelta della corona anteriore più piccola da 40 denti. Buona parte dei suoi colleghi opta ancora per il 39.

La Prologo Nago Evo PAS CPC
La Prologo Nago Evo PAS CPC

Una Prologo Nago Evo CPC

L’atleta ungherese preferisce una sella con la lunghezza tradizionale e con gli inserti CPC. La larghezza di questo modello è di 141 millimetri, una soluzione che per certi versi è parallela a quella di Romain Bardet. Ovvero, corridori alti e filiformi, stretti nella zona del bacino che utilizzano selle con larghezze medie.

Ruote C36 e tubolari

Nelle tappe al Tour of the Alps abbiamo visto Attila Valter con le Dura Ace C36, quelle di ultima generazione e con la predisposizione al tubolare. La scelta è caduta sulle Continental Competition LTD da 25 millimetri di sezione.

Thibaut Pinot, solo per citare un esempio, opta per il profilo da 50 e gomme tubeless. Rimaniamo nella parte bassa della bici, per segnalare i due dischi freno da 140 millimetri di sezione e i perni passanti Shimano, quelli con la linguetta che non ha bisogno della chiave a brugola per la rimozione della ruota.

E la Lapierre di Pinot? Eccola

Vince l’ultima tappa del Tour of the Alps 2022, non sarà al via del Giro d’Italia, ma torna ad essere protagonista. Thibaut Pinot e la sua Lapierre Xelius SL3, sempre con le Dura Ace C50, i tubeless da 25 e quei tre centimetri di spessori (stem/sterzo). Pinot non usa una sella corta, ma il modello Prologo Nago Evo CPC con lunghezza tradizionale e larghezza da 134 millimetri.