Tour of the Alps, gruppo affiatato e dettagli al top

24.04.2023
7 min
Salva

PREDAZZO – Quando si dice Tour of the Alps si dice principalmente una gara in preparazione al Giro d’Italia come dimostra la vittoria di Geoghegan Hart con la sua Ineos, ma si intende anche un format che va oltre l’aspetto prettamente agonistico. I tre territori dell’Euregio (Tirolo, Alto Adige e Trentino) dal 2017 ad oggi hanno caratterizzato il percorso evolutivo di quello che era il vecchio Giro del Trentino.

A dirla tutta, bisogna parlare praticamente di due eventi diversi, nonostante la collocazione nel calendario internazionale sia rimasta la medesima. Per scoprire il dietro le quinte dell’organizzazione della corsa, abbiamo sentito Maurizio Evangelista, general manager del Tour of the Alps (foto in apertura). Davanti a noi ci sono i trampolini dello stadio del salto con gli sci “Giuseppe Dal Ben” di Predazzo che saranno teatro delle olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026.

Il Tour of the Alps è riuscito a coinvolgere a fondo i territori dell’Euregio (Tirolo, Alto Adige e Trentino)
Il Tour of the Alps è riuscito a coinvolgere a fondo i territori dell’Euregio (Tirolo, Alto Adige e Trentino)
Maurizio che tipo di gara è il “TotA”?

Abbiamo ereditato il Giro del Trentino che non riusciva più a reggere da solo un certo tipo di standard. Anche se noi siamo un’altra società, riconosciamo la sua storia e non possiamo rinnegarla. Tuttavia il messaggio che ci era arrivato era quello di allestire una corsa di alta qualità. Siamo partiti bene e credo che ad oggi abbiamo alzato l’asticella ogni anno. Questa è la filosofia della nostra manifestazione. Naturalmente portiamo avanti una nostra idea di gara. Cerchiamo di cadenzare la giornata dell’atleta. Abbiamo tappe con chilometraggi non troppo lunghi, facciamo partenze ad orari comodi e di conseguenza arriviamo presto, anche perché siamo in luoghi in cui ad aprile si trova ancora brutto tempo o neve.

Come gestite o scegliete i transiti sulle montagne della corsa?

Se avete fatto caso, se non in rarissimi casi, non facciamo mai passaggi o arrivi in alta quota perché non servono a nulla in questo periodo. Né all’atleta e le squadre, né agli addetti ai lavori e tantomeno a noi. Ci faremmo un clamoroso autogol se volessimo cercare di arrivare su certe cime. Saremmo costretti a rivedere lo svolgimento della tappa ogni giorno e quindi fare il lavoro due volte, considerando la nostra macchina organizzativa. Molta gente sottovaluta che qua attorno esistono delle signore salite a quote più basse che possono rendere spettacolare ugualmente il Tour of the Alps. Non dobbiamo fare la leggenda, noi dobbiamo fare una corsa moderna.

Renon e massiccio dello Sciliar. Le partenze e gli arrivi del TotA hanno sempre scenari suggestivi
Renon e massiccio dello Sciliar. Le partenze e gli arrivi del TotA hanno sempre scenari suggestivi
Cosa intende?

L’evento non è solo una corsa, ma tutta una serie di attività. Ovviamente abbiamo massimo rispetto per corridori e squadre però vogliamo intrattenere e coinvolgere il pubblico nelle nostre sedi di tappa. Musica, radio ufficiale, stand dei nostri sponsor, delle zone che ci ospitano e tanto altro. Abbiamo la predominanza del colore verde che ad ogni edizione è accompagnato da un altro colore. Quest’anno è il blu, l’anno prossimo sarà l’arancione. Sviluppando questo tipo di cose abbiamo generato un volano di interesse tra le amministrazioni locali. Sono loro adesso che cercano noi, come una sorta di passaparola. Per dire, quest’anno è stata Brunico a chiederci di avere una tappa, spingendo forte più per l’arrivo che la partenza. In questi sei anni siamo riusciti a dare una riconoscibilità al Tour of the Alps. Credo che per noi sia un grandissimo risultato.

Il road-book del TotAe parte del materiale turistico che ogni veniva consegnato in ogni tappa
Il road-book del TotA e parte del materiale turistico che ogni veniva consegnato in ogni tappa
Come sono i rapporti con gli enti territoriali?

Sono diventati buoni. In questa corsa inizialmente era prevalentemente solo il Trentino ad avere un certo tipo di tradizione col ciclismo mentre Tirolo e Sud Tirol non erano molto coinvolti. Abbiamo dovuto far percepire a queste altre zone dell’Euregio cosa volevamo portare a casa loro. In questi anni hanno visto il nostro impianto organizzativo, che si basa su tante persone che hanno saputo fare squadra in modo affiatato come noi richiediamo. Ed anche questo piace alle amministrazioni. Ma c’è anche un’altra cosa che mi rende molto contento.

Quale?

La collaborazione tra enti e sponsor. In questi anni abbiamo messo in contatto realtà che prima non si conoscevano fra loro. Il Tour of the Alps ha un certo di tipo di esigenze organizzative e le istituzioni con cui lavoriamo hanno sempre saputo soddisfarle. Noi cerchiamo sempre di partire da zone molto vicine in cui siamo arrivati per facilitare il compito di tutti. Da lì in avanti molte di queste amministrazioni si sono attivate autonomamente per confrontarsi con quelle delle annate precedenti o della stessa edizione per cercare di fare qualcosa in più per noi. I comitati di tappa prendono spunto da altri. Poi loro quasi ogni sera, con altre associazioni locali, organizzano per noi un rinfresco con prodotti del posto, distribuendo anche materiale informativo turistico. Da queste parti ci tengono particolarmente anche se sono posti conosciuti in tutto il mondo. E per noi è più semplice lavorare.

Al TotA ogni comitato di tappa organizza una cena o un rinfresco con prodotti tipici locali (foto Finotto)
Al TotA ogni comitato di tappa organizza una cena o un rinfresco con prodotti tipici locali (foto Finotto)
C’è qualcosa che contraddistingue il vostro gruppo di lavoro?

Innanzitutto va detto che noi muoviamo complessivamente una carovana di circa 600 persone, quindi diventa più facile gestire tutto. Però, viste le nostre dimensioni, direi che cerchiamo di curare i dettagli pur sapendo che difficile mantenere un certo di livello. Altro esempio, in sala stampa cerchiamo di non far mancare nulla a chi segue la corsa. E tra l’altro mi ha fatto molto piacere averla vista piena in questi giorni, soprattutto di testate straniere. Questo è per tornare al discorso che facevo prima. La gara ci interessa, ma ci interessano anche altri aspetti che non possono più prescindere in una manifestazione. Naturalmente sommando il tutto in paesaggi del genere, anche il prodotto televisivo diventa e resta molto interessante.

Sala stampa. Per i giornalisti italiani e stranieri c’è sempre un buonissimo trattamento (foto Tour of the Alps/Sprint)
Sala stampa. Per i giornalisti italiani e stranieri c’è sempre un buonissimo trattamento (foto Tour of the Alps/Sprint)
La reputazione del Tour of the Alps è ormai assodata. Vi manca però non avere al via i cosiddetti fenomeni di questa generazione?

Noi siamo felici e orgogliosi dei vincitori e dei partecipanti alla nostra corsa. Sono tutti corridori che vengono da noi in preparazione al Giro d’Italia o per fare una esperienza di qualità. Anzi facendo finire la gara di venerdì, molti di loro hanno sempre avuto la possibilità di rifinire la condizione per la Liegi-Bastogne-Liegi, per fare l’ennesimo esempio che ci riguarda. Detto questo, è ovvio che mi piacerebbe avere al via Evenepoel o Pogacar. Ho un po’ di anni di ciclismo alle spalle e per me questo è il più bel ciclismo che abbia mai visto. Questi fenonemi se le danno di santa ragione e appena tagliano il traguardo si fanno reciprocamente i complimenti. Questo è lo spirito che piace a me. E poi il Tour of the Alps, con tappe corte ed intense, sarebbe perfetto per il loro modo di interpretare la corsa.

Il TotA si appoggia spesso ad impianti di altri sport. Qui i trampolini di Predazzo in lavorazione per MilanoCortina 2026
Il TotA si appoggia spesso ad impianti di altri sport. Qui i trampolini di Predazzo in lavorazione per MilanoCortina 2026
Appuntamento all’anno prossimo quindi con loro?

Speriamo di sì, anche se sappiamo che i preparatori talvolta nel nostro periodo prevedono ancora i ritiri in altura o altri tipi di programmi. Aspettiamo anche tanti altri campioni che non sono mai stati da noi. In ogni caso per la nostra macchina organizzativa avere due come Evenepoel o Pogacar sarebbe un grande richiamo internazionale ma anche tanto lavoro in più. Dovremmo raddoppiare alcuni spazi o ambienti, come le sale stampe. Ve lo immaginate? Sarebbe bellissimo, e noi siamo pronti per questo tipo di straordinari.

Tirolo: tra strada e Mtb, ecco il paradiso dei ciclisti

03.06.2022
4 min
Salva

Con l’arrivo di giugno l’estate bussa alle porte, invogliandoci ad uscire e ad esplorare posti nuovi. Se a questa voglia di scoprire ed assaporare nuovi territori si aggiunge la passione per i pedali, la combo è presto fatta e l’estate prende un nuovo gusto. Uno dei tanti posti ai confini del nostro Paese che meritano di essere visitati è il Tirolo, da sempre amico della bici e meta di tanti appassionati da tutto il mondo. 

Il Tirolo è un territorio ricco di posti da scoprire in sella alla propria bici
Il Tirolo è un territorio ricco di posti da scoprire in sella alla propria bici

La bellezza dei paesaggi

E’ impossibile non rimanere affascinati dai colori delle montagne del Tirolo, chiunque decida di mettersi sui pedali per esplorarlo viene rapito da questi colori. C’è posto per tutti, dagli amatori ai professionisti, ognuno con il suo passo, in sella alla propria bici si potrà godere l’estate tirolese

Il Tirolo è teatro, da 5 anni, del Tour of the Alps, che ogni anno va in scena ad aprile, una delle gare di avvicinamento al Giro più importanti del calendario. Si tratta di 5 tappe tutte disegnate sulle strade del Tirolo, che, in continuo sali e scendi, accompagnano i corridori per ben 719 chilometri. Una gara che conta più di 150 partecipanti e con molti team WorldTour pronti a darsi battaglia. L’edizione 2022 ha parlato francese, con la vittoria di Romain Bardet in maglia DSM.

Contornato da montagne bellissime e dai colori sempre vivi
Contornato da montagne bellissime e dai colori sempre vivi

Non solo pro’

Il Tirolo racchiude tante possibilità di divertirsi in sella alla propria bici, non serve essere professionisti per godere di questo territorio e dei suoi paesaggi. 

Uno degli eventi più importanti è la Dreiländergiro che si terrà il 26 giugno, dove 3.000 ciclisti rendono questa manifestazione una delle più grandi gare di ciclismo amatoriale in Europa. Nel 2022 si svolgerà già la 28esima edizione di questa granfondo che passa per l’Austria, l’Italia e la Svizzera percorrendo 120 chilometri e superando un dislivello di 3.000 metri. Il clou per gli atleti è il Passo dello Stelvio, una delle strade di passo più spettacolari delle Alpi con i suoi leggendari 48 tornanti.

Segue pochi giorni dopo la Kitzbüheler Radmarathon in programma il 10 luglio con un percorso di 216 chilometri e 4.600 metri di dislivello. In fondo, dopo il Passo del Thurn, il Passo Gerlos e la sella Kerschbaumer Sattel, resta ancora da affrontare la salita sul Kitzbüheler Horn.

Le ultime due manifestazioni in programma per gli amanti del ciclismo su strada saranno la Arlberg Giro e la Oetztaler Radmarathon, rispettivamente il 31 luglio ed il 28 agosto. Anche in questo caso saranno le salite ad essere protagoniste. 

Il bello del Tirolo è andare alla scoperta dei suoi tanti villaggi girandoli in bici
Il bello del Tirolo è andare alla scoperta dei suoi tanti villaggi girandoli in bici

Spazio alle ruote grasse

Chi preferisce perdersi tra sentieri sterrati e boschi in compagnia della propria mountain bike non deve temere: il Tirolo riserva tanti eventi anche per voi. 

Dal 18 al 25 giugno si terrà la KitzAlpBike, dove tutto ruota intorno alla mountain bike. Qui si svolgerà infatti il più spettacolare festival di MTB austriaco, il KitzAlpBike, con numerose competizioni ed eventi collaterali, tra cui la HILLclimb, la Mountain Bike Marathon, il Windautaler Radlrallye e gli E-Bike Days. Sono benvenuti alla 26esima edizione dell’evento tanto i corridori amatoriali e i professionisti, quanto i numerosi spettatori che potranno contare su un grande evento in uno scenario spettacolare.

Ad agosto si terrà il leggendario Ischgl Ironbike, esattamente il 3. Si tratta di una delle maratone di mountain bike più toste d’Europa, che da quest’anno si svolgerà ancora una volta sotto forma di un festival di mountain bike di più giorni. Ci saranno anche tanti eventi laterali, come l’Ischgl Alpenhaus Troph, una scalata in notturna ed una caccia alla volpe in e-bike.

Non solo strada, il Tirolo è anche “amico” della mountain bike, qui le foto della KiltzAlpeBike (foto KiltzAlpeBike)
Non solo strada, il Tirolo è anche “amico” della mountain bike, qui le foto della KiltzAlpeBike (foto KiltzAlpeBike)

Possibilità di noleggio

Il nuovo sistema di noleggio BIKE TIROL permette di prenotare, noleggiare e restituire mountain bike ed e-bike in Tirolo in modo semplice, digitale e completamente automatico. La piattaforma, realizzata come app, è stata realizzata in collaborazione con i partner ÖBB, VVT, InnBike, Tirol Werbung e Communalp. Questa nuova offerta per il tempo libero, che si rivolge sia agli abitanti del luogo che ai turisti, rappresenta un passo importante per la promozione della mobilità nel turismo.

Il punto di noleggio è situato nei pressi delle stazioni ferroviarie o nelle immediate vicinanze, al fine di garantire il collegamento ottimale ai trasporti pubblici. Le tariffe giornaliere per il noleggio partono da 35,90 euro.

Team Bora Hansgrohe

Per la banda Sagan training camp nell’Otztal

11.02.2021
2 min
Salva

L’Ente turistico dell’Otztal ha rinnovato anche per la stagione 2021 la propria partnership di sponsorizzazione e di supporto logistico con il Team World Tour Bora-Hansgrohe di Peter Sagan.
Il logo dello stesso comprensorio tirolese, famoso anche per lo sci, e caratterizzatosi nel tempo come un vero e proprio territorio a vocazione sportiva, appare in grande evidenza sulle maglie della squadra.

Bici padrona

E come successo lo scorso anno sarà proprio in questa località, famosa ai ciclisti del nostro paese in quanto sede della mitica Otztaler Rad Marathon, la Gran Fondo più dura delle Alpi, ad ospitare i training camp del team. Qui i corridori della Bora-Hansgrohe si prepareranno in vista degli appuntamenti più importanti della stagione, come ad esempio i tre grandi Giri.

Peter Sagan
Peter Sagan in azione. Sulle maglie della Bora Hansgrohe è ben visibile il logo Otztal
Peter Sagan
Sulle maniche è ben visibile il logo Otztal

In queste occasioni, come già avvenuto con successo lo scorso anno, un gruppo di oltre sessanta persone, composto da atleti, allenatori e assistenti, sfrutterà ancora e al massimo le ottime condizioni climatiche primaverili/estive e le naturali opportunità di allenamento presenti in questa valle, la più lunga del Tirolo.

Oliver Schwarz AD Otztal Tourismus
Oliver Schwarz Amministratore Delegato di Otztal Tourismus
Oliver Schwarz AD Otztal Tourismus
Oliver Schwarz Ad di Otztal Tourismus

Accoglienza al top

«Il training camp Bora-Hansgrohe rappresenta per noi un impulso davvero molto importante – ha dichiarato Oliver Schwarz, Amministratore Delegato di Otztal Tourismus – in quanto offre una eccellente occasione per dimostrare quanto le nostre infrastrutture e la nostra celebre ospitalità costituiscano davvero una risorsa importantissima. Inoltre, siamo particolarmente lieti che il team Bora-Hansgrohe si sia affidato a noi in tempi così delicati. Questo ci ha permesso di lavorare e di creare delle condizioni perfette per la squadra. Faremo in modo che questi atleti già presenti nel 2020 possano, ancora meglio quest’anno, godere di opportunità di allenamento sicure sul nostro meraviglioso territorio».

oetztal.com