Futuro Venturelli, viaggio tecnico con Daniele Fiorin

08.09.2023
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Federica Venturelli continua a crescere. L’abbiamo vista vincere nel cross, poi in pista, su strada e nelle crono. Quest’anno ha superato la maturità e alla fine della stagione riceverà il kit del UAE Adq Development Team in cui correrà per la prossima stagione. Il talento c’è e non si discute, ma dove può arrivare questa diciottenne che sembra sempre protesa verso la perfezione? Lo abbiamo chiesto a Daniele Fiorin, milanese classe 1971, in passato tecnico federale del settore giovanile e ora direttore tecnico del Vigorelli, che della cremonese è il mentore da quando era poco più di una bambina.

Per Venturelli ai mondiali di Cali, altra pioggia di medaglie: oro nell’inseguimento e nella madison, argento nel quartetto
Per Venturelli ai mondiali di Cali, altra pioggia di medaglie: oro nell’inseguimento e nella madison, argento nel quartetto
Da quanto la conosci?

E’ arrivata da me per caso alla fine dei giovanissimi. Avevo il papà amico su Facebook e dato che ero tecnico nazionale, mi chiedeva pareri sull’allenamento o la posizione. Mi mandava dei video affinché gli dessi consiglio su come metterla in bicicletta. Però un giorno lessi un post in cui diceva che probabilmente Federica avrebbe smesso di correre. Gli scrissi per chiedergli cosa fosse successo e mi spiegò che era per motivi familiari. La mamma e la nonna non ne volevano sapere che lei passasse esordiente e iniziasse ad allenarsi in strada.

Come le convincesti?

Viviamo lontani, loro sono di San Bassano, a 150 metri da Marta Cavalli, io invece vivo a Seveso. Però gli dissi che piuttosto di farla smettere, avrebbe potuto fare un po’ di ciclocross e poi a febbraio avrebbero preso una decisione. Così Federica fece la stagione del cross, dimostrando subito di avere dei numeri. A gennaio vinse l’italiano esordenti di primo anno a Roma e da lì non ci siamo più fermati. Ha fatto i quattro anni da esordiente e gli allievi da noi come Cicli Fiorin.

Al primo anno da esordiente, prova il cross e vince il tricolore. Doveva smettere, invece spicca il volo
Al primo anno da esordiente, prova il cross e vince il tricolore. Doveva smettere, invece spicca il volo
Perché il passaggio alla Gauss?

Perché grazie a un abbinamento, avevo già portato lì mia figlia e Beatrice Caudera. Era una squadra giusta per crescere, ma l’anno scorso Sara e Beatrice sono passate in UAE perché sono più grandi e a quel punto la situazione era un po’ troppo tranquilla per un talentino come Federica. Per questo ho preferito portarla alla Valcar-Travel&Service continuando ad allenarla, in modo che potesse avere delle situazioni di gara in un gruppo competitivo, dove potesse crescere ancora.

L’hai definita “un talentino”…

In realtà è un vero talento, togliamo il diminutivo. Io credo da sempre nella multidisciplina, così Federica è cresciuta alternando ogni settimana allenamenti diversi, a seconda delle necessità. Siamo andati avanti così e i risultati si stanno vedendo. Ogni tanto ha qualche problemino di salute, è un po’ cagionevole perché pretende molto da se stessa. In bicicletta ma soprattutto a scuola e quindi si stressa anche oltre il necessario.

Tricolore su strada al secondo anno da esordiente: l’accoppiata Fiorin-Venturelli funziona da subito
Tricolore su strada al secondo anno da esordiente: l’accoppiata Fiorin-Venturelli funziona da subito
Dove può arrivare?

Può arrivare veramente in alto, perché non ha ancora fatto grossi carichi di lavoro. Abbiamo sempre lavorato bene, ma in modo specifico, senza fare quantità. La mia idea è quella di lavorare sulle qualità neuromuscolari dei ragazzi in giovane età e non sulla resistenza, altrimenti rischi di appiattire le loro qualità e di “bruciarli”. Per questo Federica ha ancora notevoli margini. Nel momento in cui comincerà a inserire dei carichi di lavoro, anche se di fondo, e se manterranno le sue qualità, potrà crescere davvero tanto.

In qualche modo ha avuto il vantaggio della precocità?

Federica è sempre stata precoce, nel senso che già da esordiente di primo anno era alta così, intorno a 1,80. Però non abbiamo mai lavorato sulla quantità, per cui ha davvero tanto margine.

Il ciclocross resta il grande amore, ma Fiorin le ha consigliato un inverno meno intenso
Il ciclocross resta il grande amore, ma Fiorin le ha consigliato un inverno meno intenso
Verrà un momento in cui dovrà scegliere dove specializzarsi?

Secondo me sì. A lei piace molto il cross, siamo cresciuti così, ma le ho consigliato di non fare una stagione invernale troppo impegnativa. Ha bisogno di tirare un po’ il fiato. Siamo cresciuti attuando una doppia periodizzazione: durante la stagione della strada, gli altri corrono e noi ad agosto invece ci fermiamo. Poi abbiamo il secondo stacco di 15-20 giorni a fine periodo del cross. Le ho chiesto di rallentare, ma la tirano tutti per la maglia e alla fine non vuole deludere nessuno.

Che rapporto ha con la preparazione?

Con i miei atleti, ho una chat su Whatsapp dove io metto gli allenamenti e loro giornalmente mi dovrebbero mandare i file, le sensazioni e valori come peso e pulsazioni. Come un diario, diciamo. E lei è una di quelle che immancabilmente la mattina, alle 7, che sia a scuola oppure a casa, manda un messaggio super dettagliato. Se ha preso degli integratori, tutto nei minimi particolari.

Il terzo posto ai recenti mondiali di Stirling, in Scozia, dice che anche a crono il livello sale forte
Il terzo posto ai recenti mondiali di Stirling, in Scozia, dice che anche a crono il livello sale forte
E’ sempre così determinata?

Caratterialmente non molla una virgola da nessuna parte, è una guerriera. Ha finito le superiori perché era avanti di un anno, ma in pagella ha tutti dieci. Nella sua chat ci sono anche Bragato e Villa, perché Federica è un patrimonio della Federazione, quindi è giusto che ci sia un confronto anche con loro e che tutti sappiano cosa sta facendo.

Fisicamente ricorda un po’ Vittoria Guazzini: quale potrebbe essere il suo terreno?

Siamo intorno ai 68-70 chili, volendo può calare anche lì. Ha iniziato da quest’anno un discorso nutrizionale, per i problemi di salute che aveva sotto forma di intolleranze che le causavano delle infiammazioni. Diciamo che anche sotto questo aspetto è tutta da costruire, come quantità dell’allenamento e nutrizione è ancora al livello di un’allieva. Non voglio mettermi nei panni dei tecnici della nazionale, ma secondo me rischiamo di vederla in pista a Parigi nel quartetto. Soprattutto se comincia a lavorarci seriamente.

Pieno di medaglie per la Fiorin ai mondiali di Cali, con Matteo Fiorin, Carola Ratti di bronzo, Anita Baima, Federica Venturelli ed Etienne Grimod
Pieno di medaglie per la Fiorin ai mondiali di Cali, con Matteo Fiorin, Carola Ratti di bronzo, Anita Baima, Federica Venturelli ed Etienne Grimod
La scelta della UAE Development?

Lo scorso anno è andata lì mia figlia e mi avevano chiesto anche Federica. Lei aveva già tante altre offerte, anche all’estero, anche WorldTour direttamente. Però il mio consiglio è stato quello di crescere gradualmente. Avrà bisogno di un primo periodo di adattamento, non essendo abituata a fare determinati carichi di lavoro, per cui magari all’inizio potrebbe pagare qualcosa e lì non le faranno pressioni.

Vorresti seguirla anche il prossimo anno?

Io da una parte mi fermerei qua, nel senso che sono abituato da sempre a lavorare con le categorie giovanili e sopra non ci ho mai voluto mettere il naso. Dall’altra mi piacerebbe non allenarla in prima persona, ma collaborare con chi la prenderà in mano, dato che la conosco da così tanto. Questo però non dipende da me né da lei: dipenderà dalla squadra.

Venturelli e Cattani, i nuovi padroni della crono juniores

23.06.2022
5 min
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Com’è l’appuntamento perfetto con il tricolore? Forse nessuno lo sa, ma in qualunque modo avvenga è sempre un piccolo grande sogno che si realizza. E’ stato così anche per Alessandro Cattani (Bustese Olonia A.S.D.) che ha vissuto il suo sogno italiano in 20’59”28 a una media di 45,740 orari. Questo è il tempo che il nuovo campione italiano a cronometro juniores ha impiegato martedì per correre e vincere sui 16 chilometri a San Giovanni al Natisone. All’arrivo è sorridente, sul podio ancora incredulo. Alessandro è visibilmente emozionato e quando lo fermiamo per scambiare due parole, quasi non sa che dire.

Sul podio degli uomini, Alessandro Cattani ha preceduto Donati e Milesi, entrambi della Trevigliese
Sul podio degli uomini, Alessandro Cattani ha preceduto Donati e Milesi, entrambi della Trevigliese
Alessandro, complimenti! Il tricolore è sempre una grande soddisfazione…

Sì. Era da un po’ che con la squadra stavo preparando questa corsa, ci abbiamo sempre creduto e la vittoria è arrivata.

Raccontaci un po’ com’è andata.

E’ andata bene. Il punto più difficile è stato lo scollinamento all’Abbazia di Rosazzo. La nostra tattica era di arrivare in cima con quanto più vantaggio possibile e poi cercare di mantenerlo nella seconda parte, fino all’arrivo. Il mio allenatore, sin dai primi metri, mi ha sempre incitato aiutandomi a credere sempre più in questa maglia.

Come hai gestito la pioggia?

Ho avuto una pioggia abbastanza forte solo negli ultimi 5 chilometri, prima una pioggerellina tutto sommato sopportabile.

Cattani ha lavorato sodo sulla crono: sperava di vincere (foto Instagram)
Cattani ha lavorato sodo sulla crono: sperava di vincere (foto Instagram)
Oggi vesti la maglia di campione nazionale, ma come sei arrivato al ciclismo?

Un po’ per caso, come spesso succede. Facevo le classiche garette con mio papà e mi piaceva. Poi sono arrivato al Pedale Saronnese, continuando però a sfidare gli amici.

Cosa ti aspetti da questa maglia adesso?

Il massimo sarebbe una convocazione in nazionale, sarebbe fantastico. Per il momento però guardo all’immediato futuro, cioè alla corsa a tappe che correrò questa settimana in Toscana.

Alessandro sale sul podio scortato da Davide Donati e Nicolas Milesi, i due atleti della Ciclistica Trevigliese che si avvicinano al miglior tempo per appena 5”30 e 7”61.

Dopo il podio juniores uomini, con Cattani anche il diesse Marco Della Vedova e Gabriele Bessega, nei primi 10
Dopo il podio, con Cattaniu anche il diesse Marco Della Vedova e Gabriele Bessega, nei primi 10

Venturelli e il meteo

Una due giorni tricolore all’insegna dell’incognita meteo, che anche con gli juniores ha giocato un po’. Prima della partenza gli atleti, pronti dopo il controllo dei rapporti, guardavano i nuvoloni neri avvicinarsi e speravano di riuscire a concludere la prova prima che arrivasse l’acqua. Non avevano del tutto torto: il vento che ha accompagnato la pioggia ha costretto il rinvio della partenza delle ragazze di quasi un’ora. A fine corsa sapremo poi che la vera differenza non l’ha fatta tanto la pioggia, quanto (indovinate un po’!) il vento.

Chi non ha avuto problemi davanti a vento e pioggia, abituata a condizioni peggiori nel ciclocross, è Federica Venturelli (Team Gauss Fiorin), neo laureata campionessa italiana a cronometro. Federica è, in una parola, multidisciplinare: impegnata su strada e nel ciclocross, si toglie qualche soddisfazione anche su pista e nelle prove a cronometro.

Venturelli ha vinto dopo ottime prestazioni ai tricolori juniores su pista a Noto (foto Instagram)
Venturelli ha vinto dopo ottime prestazioni ai tricolori juniores su pista a Noto (foto Instagram)
Federica, tu competi in tanti campi diversi, come ti definiresti ciclisticamente parlando?

Su strada credo di essere una buona passista, mi trovo molto a mio agio nelle crono, nelle prove contro il tempo, che sono anzitutto prove contro me stessa. Anche la salita non mi dispiace, credo di sapermi gestire tutto sommato bene.

Qui com’è andata? Quali erano le sensazioni?

Non nascondo che sono arrivata abbastanza stanca: la scorsa settimana ho corso i campionati italiani su pista a Noto, in Sicilia, però ho sfruttato anche quel lavoro e credo di essere arrivata qui in forma per questa maglia. Sono riuscita a dare il meglio di me stessa in un percorso così particolare, nonostante la salita a metà prova avrebbe potuto essere il punto di forza di altre atlete. Sicuramente ho sfruttato il falsopiano per guadagnare qualcosina.

Federica Venturelli brilla su strada, ma anche in pista e nel ciclocross, in cui è uno dei fari azzurri
Federica Venturelli brilla su strada, ma anche in pista e nel ciclocross, in cui è uno dei fari azzurri
C’è stato un punto critico sul percorso che ti ha messa alla prova? 

A dire il vero nel tratto prima della salita ho sofferto un po’, ma ho pensato che alla fine eravamo tutte nella stessa condizione. Stavamo soffrendo tutte. Eravamo a metà prova e mancava ancora la salita. Il ciclocross mi ha aiutato tantissimo per quanto riguarda la guida della bici: nella discesa bagnata penso che l’aver saputo gestire bene la bici abbia fatto la differenza rispetto alle altre.

A concludere il podio Valentina Zanzi (Vo2 Team Pink), a 23” di ritardo, ed Eleonora Ciabocco (Ciclismo Insieme – Team di Federico) a 47” dalla cremasca.

In punta dei piedi, nel mondo di Federica Venturelli

16.11.2021
4 min
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Un terzo posto in una prova di ciclocross di Coppa del mondo può essere un buon motivo per conoscere meglio chi l’ha conquistato? Certo, specialmente se parliamo di una junior al primo anno. Federica Venturelli – che compirà 17 anni il prossimo 12 gennaioha centrato il bronzo a Tabor, in Repubblica Ceca, destando un misto tra interesse e stupore. Interesse perché è una ragazza che da esordiente e allieva ha vinto tantissimo tra cui tricolori su strada, a crono, in pista e nel ciclocross. Stupore perché corre nella nuova categoria da un paio di mesi e forse nessuno si aspettava già così presto un podio in una gara internazionale.

Da quest’anno è passata alla Selle Italia-Guerciotti per il ciclocross mentre nel 2022 correrà su strada per il Team Gauss Fiorin. Approfondiamo meglio quindi il profilo di questa giovane atleta di San Bassano che frequenta la quarta classe (ha fatto la primina) al Liceo Scientifico Tradizionale “Aselli” di Cremona (che le ha dedicato una news sul sito della scuola per la convocazione agli europei in Olanda). 

Federica Venturelli è del 2005, frequenta il 4° Liceo Scientifico. In apertura, foto Billiani
Federica Venturelli è del 2005, frequenta il 4° Liceo Scientifico. In apertura, foto Billiani
Federica il podio in Coppa del mondo è un bel biglietto da visita. Te lo aspettavi?

Sinceramente no. Arrivavo da un infortunio. Mi ero sublussata la spalla sinistra e avevo fatto due settimane di stop. Ero rientrata a Corridonia, alla terza tappa del Giro d’Italia del ciclocross (il 24 ottobre, ndr). Ho ritrovato un po’ di condizione, ma non credevo di essere già così competitiva, soprattutto in una corsa internazionale. A Tabor sono partita dietro perché non avevo tanti punti e non pensavo di recuperare. Ma più andavo avanti, più rimontavo fino ad arrivare davanti.

Cosa ti ha dato questo terzo posto?

Un po’ più di consapevolezza e più esperienza. Con queste gare ci si rende conto di quanto il livello sia alto. E quindi anche di quanto devi migliorare.

Nel 2020 ha vinto i campionati italiani crono per allievi a Città di Castello (foto Instagram)
Nel 2020 ha vinto i campionati italiani crono per allievi a Città di Castello (foto Instagram)
Come mai corri nel ciclocross?

Non c’è un motivo vero. In realtà sono stata stimolata a provare questa disciplina quando avevo circa 12 anni, da G6. Vedevo le sfide tra Van Aert e Van der Poel e mi entusiasmavano. Ho voluto iniziare anch’io e mi è piaciuto.

Ed invece quando hai iniziato a correre?

Da G1 e G2 ho corso nella C.C. Cremonese 1891, poi da G3 a G6 nella Madignanese. Esordienti e allieve li ho fatti nella Cicli Fiorin, con cui correvo anche nel ciclocross. Faccio la doppia attività dall’ultimo anno da giovanissima e più seriamente da quello successivo.

Agli europei ha conquistato il sesto posto dopo una gara dispendiosa (foto Uec)
Agli europei ha conquistato il sesto posto dopo una gara dispendiosa (foto Uec)
Da questa stagione di ciclocross cosa ti aspetti?

Nelle gare open corro con ragazze più grandi e mi servono per fare esperienza ed imparare a gestirmi. Ho raggiunto un primo obiettivo, che è stato ricevere la convocazione per gli europei. Vorrei fare altrettanto per i mondiali di fine gennaio negli Stati Uniti. Poi chiaramente vorrei fare bene al campionato italiano di qualche settimana prima (7-9 gennaio, ndr).

E su strada invece?

Direi più o meno le stesse cose, fare bene agli italiani e partecipare a qualche gara internazionale, anche se in questo caso non ho obiettivi precisi. Vedrò strada facendo e lo deciderò col mio allenatore Daniele Fiorin, lo stesso che ho avuto da esordiente e allieva.

Nel 2022 correrà su strada per il Team Gauss Fiorin
Nel 2022 correrà su strada per il Team Gauss Fiorin
Quali sono le tue caratteristiche?

Eh, bella domanda! Passista sicuramente. Vado bene a crono e anche in salita mentre in volata sono un po’ incapace, lo ammetto. Ma non perché non sia veloce, quanto per la paura di stare in gruppo nelle fasi concitate dello sprint a ranghi compatti. Forse sono un po’ troppo prudente, forse è un blocco psicologico. E’ un aspetto sul quale lavorerò.

Nelle categorie giovanili hai vinto tanto e qualcuno dice che sei una predestinata. Forse è un po’ presto per dirlo. Tu come vivi questa situazione? Avverti della pressione attorno a te?

In realtà le uniche pressioni che sento sono quelle che mi faccio da sola. Ovvero di non riuscire a fare bene qualcosa in corsa. Una sorta di ansia pre-gara in quelle più importanti. Da una parte però mi fa bene perché mi mantiene concentrata. Quando poi inizio a pedalare passa tutto. Ormai mi sta passando, ma devo migliorare un po’ per evitare di consumare energie nervose. Ad esempio in nazionale in questi giorni non ne ho avute. Mi ha aiutato l’ambiente nuovo. Lì il gruppo è unito e il clima piacevole.