Provate le Zipp 303 SW: ruote con il sensore per la pressione

01.08.2025
7 min
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Non si tratta solo delle nuove ruote Zipp 303 SW e di ruote che integrano un sensore. Questa è di fatto la nuovissima generazione dei cerchi hookless. Spessori delle pareti completamente rivisti, sensore AXS che comunica con la app Sram e con il computerino. Il futuro del reparto ruote (e degli pneumatici) passa anche da qui.

Come vanno queste nuove Zipp? Come ed in che modo si possono sfruttare le potenzialità di queste ruote che, a nostro parere, hanno un ottimo rapporto tra la qualità, le performance ed il prezzo? 1.900 euro non sono un prezzo super ridotto, anche se è più accessibile rispetto alla categoria NSW. E’ pur necessario sottolineare il fatto che è un set di ruote assolutamente race oriented, tanto sfruttabile ad ampio spettro.

Poco più di 4 millimetri di spessore, aumentato di molto rispetto alla vecchia generazione
Poco più di 4 millimetri di spessore, aumentato di molto rispetto alla vecchia generazione

Altezza ottimale, canale largo

Il sensore può essere rimosso, anche se non ne vediamo la necessità, perché pesa solo 12 grammi, è perfettamente integrato e soprattutto è un valore aggiunto non da poco. Sì perché una volta configurato in modo corretto con la app Sram e con il computerino Hammerhead, permette di tenere sotto controllo (con estrema precisione) la pressione degli pneumatici (anche quando si pedala).

Per quanto riguarda il cerchio, Zipp resta fedele alla tecnologia hookless. Tuttavia rispetto alle generazioni precedenti sono aumentati gli spessori delle pareti (si vede e si sente anche in fatto di rigidità) ed il canale interno è largo ben 25 millimetri, con un’altezza di 40. Significa che lo stesso cerchio è ottimizzato per le gomme con 30 millimetri di larghezza (compatibilità ISO), misura che ad oggi è del tutto sdoganata anche in ambito pro’. L’obiettivo è duplice, ovvero creare il perfetto match cerchio/pneumatico sfruttando al massimo l’aerodinamica, supportare a pieno il concetto hookless anche grazie ad uno pneumatico largo.

Come funziona il sensore?

Semplicissimo, fa tutto da solo, legge la pressione interna e usa una batteria rotonda 2032. Led verde che lampeggia, pressione ottimale che rispetta i parametri impostati tramite la app. Led rosso che lampeggia in modo lento, significa che la pressione interna al tubeless è scesa al di sotto dei parametri impostati. Luce rossa che lampeggia velocemente, la pressione interna è eccessiva.

Il nostro test

Le configurazioni dalle quali siamo partiti sono due, entrambe tubeless, ma su queste ruote Zipp è possibile montare una camera d’aria Zipp in TPU (con gomme che non scendono sotto i 30 millimetri di sezione) apposita. Sulla ruota posteriore sempre un tubeless da 30, sulla ruota anteriore prima uno pneumatico da 28 e poi da 30. Perché questa scelta? Perché arriviamo da diversi bike test dove sono state utilizzate le gomme da 28, quindi si è cercato di creare una sorta di step progressivo verso i tubeless da 30. Dopo la dovuta presa di confidenza, abbiamo usato costantemente dei tubeless da 30 per entrambe le ruote.

La costante legata al 30 posteriore è per sfruttare fin dalle prime pedalate le indicazioni base di Zipp e proprio la compatibilità ISO/TSS. Inoltre, abbiamo usato gli inserti (AirLiner Vittoria) con l’obiettivo di proteggere il cerchio in caso di foratura. Un inserto del genere ha un valore alla bilancia di 20 grammi circa e non influisce sulla scorrevolezza, ma in caso di gomma completamente a terra protegge il carbonio del cerchio.

L’impiego di un inserto può creare qualche difficoltà iniziale al sensore AXS, che tende a schiacciare la valvola. Dopo una fase di assestamento tutto entra nella normalità.

Quali sono i nostri riscontri?

A prescindere dalla configurazione legata ai tubeless, questa nuova generazione di hookless Zipp mostra una rigidità superiore, una super scorrevolezza ed il mozzo posteriore è un ottimo valore aggiunto. Ingaggio immediato, fattore non scontato su ruote che non si posizionano all’apice di un catalogo, supporto adeguato ad una raggiatura ben fatta, “non eccessivamente tirata”, per una ruota tanto prestazionale, quanto sfruttabile da molti.

Lo pneumatico posteriore da 30 gonfiato a 4,5 ed il nostro peso è di 66 chilogrammi, quello anteriore a 4,2. Le preferenze vanno nella direzione di sfruttare una certa immediatezza delle risposte degli pneumatici ed in seconda battuta il comfort (che resta comunque ad un ottimo livello). Da non far passare in secondo piano: con le gomme da 28 il bordo del cerchio è molto esposto, in termini di aerodinamica e di sicurezza non si crea un’interfaccia ottimale. Con gli pneumatici da 30, l’abbinamento è quello giusto, perché il cerchio è giustamente protetto, lo pneumatico mantiene il giusto volume e tutte le regole d’ingaggio sono rispettate (occhio alle pressioni interne).

Vogliamo argomentare la giusta configurazione del binomio ruote/pneumatici, ovvero con i tubeless da 30. Tanto comfort, più stabilità e una elevata qualità della scorrevolezza, anche in situazioni di asfalto ammalorato. Non di rado, a parità di contesto, la velocità è superiore con le gomme da 30 e di fatto sembra di essere più lenti, pur essendo molto più comodi. Si sfrutta di più la ruota Zipp nella sua totalità ed in differenti contesti, non è poca cosa.

In conclusione

Sono ruote veloci in pianura, non sono sprintose e super reattive, molto gestibili da differenti tipologie di utenza. Non sono ruote estreme, buona parte della rigidità arriva dal cerchio, mentre la raggiatura è un buon compromesso tra sostanza e capacità di smorzamento delle vibrazioni. Le Zipp 303 SW hanno una stabilità da primato abbinata ad una elevata capacità di mantenere la velocità.

Le nuove Zipp 303 SW con il sensore sono un set di ruote che merita considerazione. Noi le abbiamo utilizzate con i tubeless da strada, sulla bici road ed il profilo da 40 è adatto a diversi approcci, stili di guida, senza eccessi per chiunque. La realtà è che, se opportunamente configurate, le 303 SW sono perfette per l’utilizzo quotidiano, per le gare e anche in ottica gravel. Ci sono dei limiti? Relativamente all’utilizzo, riteniamo il binomio pneumatico/inserto la soluzione ottimale per l’utilizzatore che spende dei soldi per l’acquisto di un prodotto, una malizia che diventa anche una protezione, salvaguardia ed influisce poco o nulla sulla prestazione. Il fattore principale da tenere ben presente è relativo al saper adeguare/usare il range ottimale di pressioni di esercizio e rispettare i parametri ISO.

Per concludere, a nostro parere Zipp ha fatto un gran lavoro su questa nuova generazione di cerchi, evoluti parallelamente nella sicurezza e nelle prestazioni. Non dimenticano la tecnologia, il sensore AXS ne è l’esempio. 303 SW è una sorta di ruota totale.

Zipp

KTM Revelator Alto Elite AXS, il test

06.03.2022
6 min
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Un design e delle forme iconiche diventano il vestito perfetto per la bici road versatile dell’azienda austriaca. Questa è la KTM Revelator Alto Elite AXS: telaio in carbonio Premium e tecnologia monococca. La forcella è marcatamente aerodinamica, eppure sotto il profilo della performance ha una valenza ben precisa: essere precisa e contribuire all’efficienza del mezzo.

L’allestimento non ha l’obiettivo principale di risparmiare grammi, ma di contenere il prezzo e di offrire una bicicletta pronta all’agonismo. Le scelte sono pertanto differenti, ma il modello Revelator Alto è una delle bici utilizzate dai francesi del Team B&B Hotels-KTM.

KTM Revelator Alto Elite AXS in salita (foto Sara Carena)
KTM Revelator Alto Elite AXS in salita (foto Sara Carena)

Frame-kit top level

Il pacchetto che include il telaio e la forcella è il medesimo adottato per la versione Alto Master, che possiamo identificare con la trasmissione Shimano Ultegra a 12 velocità e le ruote in carbonio Mavic. Il progetto, nella scala dei valori KTM, è secondo solo al frame-kit top di gamma NanoPremium Carbon in dotazione al modello Exonic.

Il telaio della Elite è un monoscocca in fibra composita Premium, esclusiva di KTM, elegante e sinuoso, ma capace di proporre linee marcate, decise e identificative. Il peso dichiarato è di circa 800 grammi, non male per una piattaforma che compie tre anni. La forcella è la F12, sempre full carbon e adotta il composito Performance, differente se confrontato con quello del telaio.

Peso di 8,25 chili (misura 55)

Qui tutto funziona bene e non ci sono fronzoli e orpelli inutili ai fini della prestazione che deve elargire la bicicletta e che si aspetta l’utente tipo di questa bicicletta.

La trasmissione funziona a dovere ed è precisa. C’è tanto alluminio nello Sram Rival, che aggiunge qualcosa alla bilancia, ma contribuisce a dare sostanza.

Ci sono le ruote Mavic, sempre in alluminio e con il nuovo mozzo Infinity, per un comparto scorrevole, comodo e versatile. Ma proprio questo tipo di componentistica conferma la qualità e una certa trasversalità di una bicicletta, che può essere alleggerita molto facilmente, senza timore di confrontarsi con dei componenti racing veri e propri. Abbiamo rilevato un peso di 8,25 chilogrammi, nella taglia 55 e senza i pedali.

Feedback e considerazioni

Potremmo dividere la KTM Alto Elite in due parti. L’avantreno, più rigido e sostenuto, mai eccessivo e stabile. Ha una precisione che diventa un punto di forza e la struttura della forcella contribuisce ad arricchire questo frangente.

Il retrotreno che è più “elastico”, fattore apprezzabile sulle lunghe distanza, quando si percorrono tratti di strada sconnessa, che rende più docili anche le ruote rigide e magari con un profilo elevato. E poi è reattivo al punto giusto.

Reggisella con zero arretramento

E’ una soluzione che troviamo anche sulla Lisse, quella aerodinamica di KTM. Ha una valenza tecnica ben precisa, che è quella di far caricare il più possibile il peso del ciclista sul piantone, sfruttando le potenzialità della bici. In fase di setting della sella si possono presentare dei limiti a quei ciclisti che adottano un arretramento accentuato ed eccessivamente scaricato verso il posteriore.

Il profilo tronco del piantone, con il collarino e il seat-post dedicati
Il profilo tronco del piantone, con il collarino e il seat-post dedicati

Sterzo alto e piantone a 75°

Nella taglia 55, il profilato dello sterzo è alto 160 millimetri. La media attuale della categoria si attesta a 140. E poi c’è quel piantone dritto in piedi, con il carro compatto, tutti fattori che messi insieme fanno la felicità di scalatori, salitomani e di chi ha le capacità di cambiare passo quando la strada è particolarmente pendente.

Non si è mai troppo schiacciati in avanti e verso il basso, la respirazione ne guadagna. Si pedala centrati sulla sezione mediana della bici e si esce di sella con estrema facilità.

In conclusione

La KTM Alto in questione non è una bici da passeggio, banale e con poco carattere. Questa bicicletta offre degli spunti interessanti e porta avanti un concetto che abbina il comfort alla leggerezza del telaio, sfrutta l’asimmetria delle tubazioni e del carbonio, per un pacchetto funzionale alle esigenze di chi predilige le biciclette “sottili”.

E’ reattiva quanto basta e diventa gratificante nel corso delle lunghe progressioni, magari anche in salita. La Alto “non butta giù di sella” quando si è stanchi o semplicemente si vuole fare “la sgambata” e si adatta bene ad ogni abito, dettaglio per nulla scontato.