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Rubino: «Avevo smesso, ma riparto con la Pregnana e una dedica da fare»

05.11.2022
5 min
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Un reset forte. La voglia di staccare la spina dopo un evento tragico che aveva spento tutto attorno a sé. Ed ora di nuovo quell’interruttore che torna nella modalità “on”. Una situazione estrema ed intensa quella vissuta da Samuele Rubino negli ultimi sei mesi.

A maggio l’abbandono totale dell’attività dopo l’assurda morte di Stefano Martolini, suo diesse alla Viris Vigevano. Immediatamente dopo, un impiego lavorativo e adesso un’altra novità. Dalla bella chiacchierata che ci siamo fatti con Rubino si evince che non deve essere stato un periodo facile per lui, quanto meno quello di fine primavera. L’ex tricolore junior 2018 ci ha raccontato il vortice emozionale che l’ha travolto, cambiato e che gli ha smosso qualcosa.

Rubino ha corso con la Viris Vigevano fino alla scomparsa a maggio del suo diesse Stefano Martolini
Rubino ha corso con la Viris Vigevano fino alla scomparsa a maggio del suo diesse Stefano Martolini
Samuele, via messaggio ci hai dato appuntamento telefonico dopo il tuo turno di lavoro. Cosa stai facendo?

Da giugno sono magazziniere in una ditta vicino a Pombia (in provincia di Novara, ndr), il paese in cui abito. Facciamo import/export per merce varia, come mascherine, tamponi ed altri prodotti farmaceutici. Inizio alle 8,30 e finisco alle 17,30 con un’ora di pausa pranzo. Ho cercato e trovato il posto dopo che la Viris ha chiuso la squadra per la scomparsa di Stefano. Non riuscivo più a salire in bici, dovevo cambiare aria. Ho avuto più tempo per fare le mie cose, frequentare vecchie conoscenze anche se ho comunque condotto una vita praticamente uguale a prima.

Un colpo da kappao, immaginiamo.

Sì, assolutamente. Pensate che proprio con Stefano, pochi giorni prima, avevamo impostato il programma per fare una bella seconda parte di stagione con l’obiettivo di attirare l’attenzione magari di qualche formazione pro’. Lui per me era più di un tecnico. Al lavoro sanno della mia passione per il ciclismo e chi ero. A luglio tutti ascoltavano il Tour de France alla radio, lo facevano per me. Solo che a me non interessava nulla, mi dava fastidio sentire parlare di bici. Tuttavia sia i colleghi che gli amici di sempre mi incentivavano ogni giorno a riallacciare i legami col mio sport. Lo facevano per il mio bene. Credo che gli dispiacesse vedermi così. E li ringrazio per il pensiero.

Alla fine, come la goccia cinese, ce l’hanno fatta?

Direi di sì anche se ho riavvertito la mancanza della bici solo ultimamente. Al lavoro mi trovo bene con tutti. Vado d’accordo col mio titolare, anche lui appassionato di sport. Lui è come un diesse che però ha ancora più interesse che tutto vada per il meglio visto il suo investimento finanziario. Il contratto mi scade in questi giorni, ma non lo rinnoverò. Nel frattempo mi ha contattato una squadra che voleva farmi tornare a riattaccare il numero sulla schiena. Ho accettato. Mi spiace lasciare l’azienda però anche il mio capo, nonostante mi abbia proposto di restare con loro, ha capito la situazione.

Spiegaci pure. Con chi andrai?

Correrò con la UC Pregnana Team Scout. Mi ha chiamato Alberto Saronni (il diesse della formazione milanese, ndr), lo hanno messo in contatto con me delle persone che insistevano per il mio ritorno. Alberto mi ha fatto un discorso importante. Mi ha motivato e ho voglia di apprendere dai suoi insegnamenti, così come ho sempre fatto in passato con gli altri tecnici.

Con che spirito ti ritufferai nel mondo delle gare?

Innanzitutto devo dire che ho ricominciato a pedalare solo da pochissimi giorni. Ho davanti a me quindi un lungo periodo di preparazione. Sono pronto ad affrontarlo sapendo già che potrei fare fatica a ritrovare sensazioni, feeling e ritmo. Mi ripresento più determinato, con una mentalità nuova. Le esperienze vissute, sia a maggio che in ditta, mi hanno fatto comprendere meglio com’è la vita al di fuori del ciclismo. Benché lo sapessi già e mi applicassi a dovere, ho capito ulteriormente l’importanza della disciplina e del lavoro.

Rubino alla Lan Service nel 2021. Nelle due stagioni precedenti aveva corso con NTT Continental e Kometa Cycling
Rubino alla Lan Service nel 2021. Nelle due stagioni precedenti aveva corso con NTT Continental e Kometa Cycling
Hai già in testa gli obiettivi per il 2023? Magari attirare le attenzioni dei pro’…

Sarò elite primo anno e considerando la novità di tornare a correre è come se ripartissi da zero. Però questa cosa mi stuzzica molto. L’intenzione è di divertirmi facendo ciò che mi piace di più. Poi ovvio che vorrò fare del mio meglio, centrare risultati. In squadra vorrei portare entusiasmo, alzare il livello e ripagare la loro fiducia. Poi ci sarebbe un altro obiettivo che vorrei centrare…

Quale?

Mi piacerebbe vincere una corsa e dedicarla a Stefano. E’ una cosa a cui non avevo pensato durante il mio distacco dalla bici, tanto ne ero alienato. Ma adesso è uno stimolo. Non so se e quando succederà, ma farò di tutto perché ciò accada. Lui mi ha insegnato, anche quando era in vita e così come tutta questa storia, che la vita è una sola, che bisogna viverla al meglio e che nulla è per sempre. Sembra banale da dire, ma ogni volta che ci ripenso mi accorgo che è davvero così.

Ricordate Rubino? Per lui c’è la Viris Vigevano

08.02.2022
4 min
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Ricordate Samuele Rubino? Il lombardo aveva vestito la maglia azzurra da juniores e sempre in questa categoria aveva vinto il titolo nazionale nel 2018 e il Trofeo Buffoni. La sua carriera sembrava lanciatissima. Il passaggio tra gli under 23 con la Kometa Cycling, poi la NTT… Ma ecco anche il Covid. E qualcosa s’inceppa. Il novarese sparisce un po’ dai radar. Non rende come suo solito.

Samuele però da come racconta sembra molto tranquillo, consapevole sì, ma al tempo stesso non ha il tono di chi si sente il fiato sul collo, visto che questo sarà il suo ultimo anno tra gli U23. E sappiamo quanto sia difficile poi passare superata questa soglia anagrafica.

La divisa, griffata Rosti, per i 75 anni di attività della Viris Vigevano (foto Facebook)
La divisa, griffata Rosti, per i 75 anni di attività della Viris Vigevano (foto Facebook)

C’è la Viris…

Rubino è approdato in un grande team. Un team che giusto questa stagione taglia l’onorevole traguardo dei 75 anni. Da qui ne sono passati di campioni, non ultimo Filippo Ganna.

«Quest’anno – dice Rubino – sono passato alla Viris Vigevano. Lo scorso anno ero stato alla Lan Service Granmonferrato, una squadra piemontese. La mia è stata una stagione di alti e bassi. A maggio per esempio, dopo aver faticato un bel po’ a prendere la condizione, andavo bene, poi ancora un “basso”. Ho avuto il Covid… Tutta la stagione è stata un su e giù».

Rubino evidentemente è stato uno di quei ragazzi che più di altri hanno pagato il passaggio di categoria e ancora di più l’avvento del Covid. Nella stagione più indicativa, di solito il secondo anno, c’è stato il Covid. E tutto si è complicato.

«Adesso alla Viris Vigevano voglio rilanciarmi. E’ una squadra importante e forte e qui già posso dire che mi trovo meglio. Li vedevo allenarsi tutti insieme con l’ammiraglia al seguito. E questa cosa, per me che ero quasi sempre solo, mi piaceva. Così tramite amici sono arrivato a parlare con il direttore sportivo, Stefano Martolini… ed eccomi qui. Lui crede in me».

«Cosa si è inceppato? Non lo so. So solo che ho sempre avuto dei problemi. Il primo anno, all’estero, ho corso poco. Al secondo anno con Daniele Nieri andavo anche forte all’inizio, ma stando molto in Toscana mi mancava casa e poi c’è stato anche il lockdown».

Samuele è stato azzurro juniores ai mondiali di Innsbruck 2018 (foto Facebook)
Samuele è stato azzurro juniores ai mondiali di Innsbruck 2018 (foto Facebook)

Niente intoppi

Samuele sa bene che essendo un quarto anno è “a rischio”. Se quest’anno non dovesse andare forte, le cose si complicherebbero terribilmente per lui. 

«Ci proviamo, vediamo come va – dice il lombardo – Il mio obiettivo principale è quello di poter disputare una stagione normale, senza intoppi. Una stagione in cui non ci saranno più dei bassi, cosa che mi è mancata negli ultimi tre anni. Voglio divertirmi, ecco… E se poi ci saranno dei risultati tanto meglio».

E Samuele inizia a divertirsi già in allenamento. Quest’anno racconta che esce spesso con il team e che con gli altri ragazzi la battaglia non manca quasi mai. Un qualcosa che fa bene al gruppo e alle gambe.

«Uscire da solo mi piace, ma anche stare in gruppo. Io mi alleno nella zona del Lago Maggiore. Il Mottarone è una delle mie palestre e spesso vedo Alessandro Covi in allenamento, ma non lo conosco».

Sempre nel 2018, il novarese (classe 2000) vinse il campionato italiano juniores
Sempre nel 2018, il novarese (classe 2000) vinse il campionato italiano juniores

Scalatore ma non troppo

«Non sono un velocista, sicuro. Diciamo che sono uno scalatore esplosivo. E questo va bene per la categoria under 23. Puntare ad una Bassano-Monte Grappa? Non così tanto scalatore! Mi piacciono le corse dure e non troppo nervose, ma forse un arrivo come quello è troppo per me. Lo scorso anno per esempio, nei pressi di Camaiore a Corsanico c’è stata una bella corsa: ecco quelle così mi piacciono».

Essendo un quarto anno è ancora più importante l’aspetto della preparazione. E allora meglio lavorare in ottica generale oppure meglio esaltare al massimo le proprie caratteristiche? 

«E’ un punto di vista al quale sinceramente non ho pensato. Diciamo che ho lavorato sia sulle mie caratteristiche che in generale. Penso che essere esplosivi sia importante per la categoria in cui sono».